COVID

Medici di famiglia sotto attacco. «Minacce dai no vax»

La Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale, denuncia intimidazioni da persone che esigono l’esenzione dal vaccino
Vaccino antiCovid, a Verona medici di famiglia presi di mira dai No vax  per ottenere l’esenzione
Vaccino antiCovid, a Verona medici di famiglia presi di mira dai No vax per ottenere l’esenzione
MEDICI DI BASE MINACCIATI

«Pressioni continue, intimidazioni, persino minacce, ogni giorno, per ottenere prescrizioni per una serie infinita di esami che attestino la presenza di controindicazioni a sottoporsi alla vaccinazione anticovid. E, sempre più spesso, anche esplicite sollecitazioni per ricevere direttamente il certificato di sospensione dall’obbligo vaccinale. Una situazione insostenibile per la nostra categoria, tanto che la segnaleremo all’Ordine dei medici e valuteremo l’esposto in Procura».

 

Si sentono sotto attacco, i medici di medicina generale. Ormai da mesi. E con la prospettiva che la situazione, con la prima campanella all’orizzonte e il personale scolastico tenuto ad esibire il Green pass, possa solo peggiorare, preparano la controffensiva contro l’’“esercito“ dei No vax.

 

Minacce legali «I veronesi non vaccinati sono circa il 25 per cento del totale. Tra questi, migliaia sono i No vax, che per motivi ideologici rifiutano di vaccinarsi», afferma Guglielmo Frapporti, segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). «Da tempo siamo letteralmente bersagliati da queste persone che cercano di ottenere l’esenzione dal vaccino. Come? Anche minacciando il medico. La cosa più preoccupante è vedere pazienti che, con cui nel corso degli anni avevamo stabilito un rapporto di fiducia, anziché presentarsi in studio ci fanno pervenire lettere raccomandate da parte di un loro legale che ci intima di prescrivere loro determinati esami». A volte i toni intimidatori, prosegue Frapporti, arrivano invece addirittura da altri medici che presentano relazioni secondo le quali il paziente soffrirebbe di determinate patologie, pretendo che vengano prescritti all’assistito particolari controlli. «In realtà, a parte le controindicazioni ad oggi confermate dagli studi - una pregressa reazione da vaccino, allergie ad alcuni componenti dell’antiCovid e la malattia da permeabilità capillare - non ci sono esami di laboratorio in grado di documentare altre possibili controindicazioni a sottoporsi all’antiCovid. Per questo motivo interesseremo anche l’Ordine». Ci sono poi pazienti, riporta ancora Frapporti, «che esigono che, in caso dovessero ammalarsi di Covid, il medico dichiari che li sottoporranno non a cure ospedaliere ma a terapie domiciliari basate sull’esperienza del Comitato cura domiciliare Covid. Uno schema che, però, non trova conferma nelle indicazioni del ministero».

 

Sanitari e insegnanti I mittenti delle missive sono stati finora, conferma il segretario della Fimmg, soprattutto operatori sanitari, per i quali il decreto 44 dello scorso aprile ha stabilito l’obbligo vaccinale e che, senza un’esenzione certificata, rischiano la sospensione: oss che lavorano in case di riposo, infermieri impiegati in strutture private, persino personale amministrativo. Da quando è entrato in vigore il Green pass per accedere nei bar e nei ristoranti al chiuso, nelle piscine e nelle palestre, le richieste di questo tipo si sono moltiplicate. «E negli ultimi giorni siamo subissati anche da insegnanti che richiedono prescrizioni di esami di qualsiasi tipo», prosegue il segretario, «non oso immaginare come sarà in settembre».

 

Il problema non è, ovviamente, solo il carico di «burocrazia» che i medici di medicina generale devono sobbarcarsi: «Siamo una categoria esposta, fragile, che il Covid ha colto impreparata», prosegue Frapporti, ricordando nonostante tutto le esperienze di eccellenza messe in campo sin dall’inizio della pandemia, quando a Verona sono stati lanciati i micro-team formati da medico e infermiere per garantire le cure domiciliari per i pazienti Covid. «Dopo un anno e mezzo sotto pressione, alla medicina di famiglia non è venuto nulla, tutte le risorse convogliate solo su ospedali e grandi hub. Ma quello che ci rattrista di più», conclude il segretario, «sono rapporti di fiducia tra medico e paziente, un valore costruito anche in 20-30 anni di lavoro, che vengono meno. E a molti colleghi, di fronte a pressioni di questo tipo, non rimane altro che ricusare il paziente».

Elisa Pasetto