LA VIGILIA

Maturità vecchio stile: in aula 1.800 prof con 7.040 studenti

Domani la prova di lingua italiana, seguita giovedì quella sulla disciplina di indirizzo
Maturità
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Mentre il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi si sbilancia – si fa per dire – sulla prova di italiano, anticipando che le tracce «inducono al ragionamento», per 7.040 studenti del quinto anno delle scuole veronesi statali e paritarie il conto alla rovescia sta per scadere: domani iniziano gli esami di maturità, ai quali, nella nostra provincia, sono iscritti anche 174 candidati che si presentano da privatisti. 

Numeri. La maggioranza dei diplomandi appartiene alla sfera dell’istruzione liceale: 3.340 studenti, corrispondenti a 150 classi. Altri 2.494 ragazzi sono iscritti a un percorso tecnico (124 classi) e 1.206 a un istituto professionale (66 classi). Tutti saranno alle prese con un esame non più «light», ma con due scritti e un orale, come in epoca pre Covid. L’unica differenza è costituita dalla seconda prova, quella d’indirizzo, che verterà su una disciplina soltanto, anziché due. 

Ecco che al classico ci sarà latino, matematica allo scientifico, inglese al linguistico, scienze delle costruzioni al tecnico per geometri, economia aziendale al tecnico economico. Il ministero ha indicato le materie, ma – novità nella novità – saranno le singole commissioni a preparare la prova, sulla base del programma svolto dalla classe. Le tracce dei temi arriveranno da Roma e saranno, come di consueto, uguali per tutti. 

Ieri la macchina si è messa in moto ufficialmente con l’insediamento delle 170 commissioni, che per il terzo anno consecutivo sono composte da sei professori interni e uno esterno, il presidente. Anche quest’anno completarle non è stata una passeggiata: per nominare tutti i presidenti è stato infatti necessario attingere dal contingente dei «riservisti», che include i presidi delle scuole del primo ciclo, i docenti di ruolo con più di dieci anni di servizio, i professori e i dirigenti scolastici in pensione da meno di tre anni e quelli distaccati al Provveditorato. Defezioni dell’ultimo minuto sono possibili da parte di chi presenti il certificato medico per la sostituzione ma al momento non sono state segnalate criticità. Complessivamente sono impegnati 1.768 docenti. 

Normalità. Il ministro Bianchi ha definito la maturità 2022 «l’inizio del cammino verso la normalità» e i dirigenti scolastici veronesi sono dello stesso avviso. Il ritorno alla modalità pre Covid «è un segnale importante», afferma Mario Bonini, dirigente dell’educandato statale Agli Angeli. «È giusto che ci sia una prova nazionale sulla lingua madre, perché la lingua italiana è una competenza fondamentale. E ritengo corretto anche aver reinserito la seconda prova, la preparano gli insegnanti perciò c’è una forma di mediazione che tiene conto delle vicende vissute dai ragazzi».

Dello stesso parere Daniele Furlani, preside dell’istituto alberghiero Berti: «Finalmente siamo ripartiti con una programmazione molto simile a quella che avevamo lasciato prima della pandemia. L’aria che si respira è quella di una volta», dice. «Il clima è sereno», fa eco Roberto Fattore, dirigente del liceo Maffei, «anche per quanto riguarda la seconda prova, per cui è stato necessario riprendere in mano le prassi. In tutte le scuole è stato un lavoro di riflessione e di condivisione dei materiali e anche con gli studenti sono stati fatti degli incontri preparatori. Essendo gestita dalle singole commissioni, è coerente con il lavoro fatto durante l’anno e dovrebbe avere un impatto meno gravoso sui ragazzi».

Calendario. Ricapitolando: domani la prova di italiano e giovedì la seconda prova d’indirizzo, mentre gli orali inizieranno la settimana prossima. L’ultima decisione sulla maturità 2022 è arrivata mercoledì scorso con la soppressione dell’obbligo di indossare la mascherina. Per i diplomandi i dispositivi di protezione sono solo raccomandati, purché non manchi il metro di distanza.


Laura Perina