L'incontro in Comune

Mancanza di manodopera, alloggi, mercati e logistica: il patto con il mondo agricolo

Lavagnoli, Vantini, Tommasi e De Togni
Lavagnoli, Vantini, Tommasi e De Togni
Lavagnoli, Vantini, Tommasi e De Togni
Lavagnoli, Vantini, Tommasi e De Togni

Dai macrotemi legati alle infrastrutture e all’intermodalità e ai mercati, a punti più specifici. Come un supporto per trovare alloggi per lavoratori stranieri nell’agricoltura e per l’inserimento scolastico dei loro figli. È una delle proposte per risolvere la mancanza di manodopera nel settore agricolo emersa in municipio nell’incontro del sindaco Damiano Tommasi con i presidenti delle organizzazioni agricole veronesi Coldiretti, Confagricoltura e Cia Verona, rispettivamente Alex Vantini, Alberto De Togni e Andrea Lavagnoli.


Altre proposte sono mantenere la Consulta dell’agricoltura istituita con tutte le associazioni di categoria ed enti del settore primario. Inoltre la scelta condivisa di un referente dell’Amministrazione comunale per il settore agricolo. Ma anche la gestione dell’emergenza della fauna selvatica come i cinghiali e il ruolo attivo degli agricoltori nel gestire il verde.

«È stato un incontro molto produttivo», dice Vantini, di Coldiretti, «su diverse questioni: dal problema della fauna selvatica alla necessità di mantenere attiva la Consulta dell’agricoltura. Il comparto agricolo è particolarmente rilevante nel Comune di Verona, occupato per il 60 per cento da campi: 12mila ettari, coltivati da oltre 1.200 imprese». Altro tema che sta a cuore a Coldiretti è quello dei mercati a km zero. «A Verona sono dieci, oltre al mercato coperto ai Filippini, aperto un anno fa e che sta riscuotendo ampio consenso dei consumatori. E il quartiere sta riprendendo vitalità e anche per questo all’Amministrazione abbiamo evidenziato l’importanza di ampliarne gli spazi concedendo anche la possibilità di somministrare pasti».

 

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La richiesta al sindaco di avere un referente per il settore agricolo - e potrebbe essere un consigliere comunale, con delega - come sottolinea De Togni nasce dalla necessità, per il mondo agricolo, «di avere un anello di congiunzione fondamentale per un confronto costante e diretto sulle materie che ci riguardano, soprattutto a Verona». De Togni rimarca che «il capoluogo scaligero è tra i più agricoli d’Italia e vanta ben 1.300 ettari nella Valpolicella doc, oltre a parecchia frutticoltura di pregio». Inoltre, dopo oltre due anni di pandemia «c’è la necessità di un forte rilancio dell’economia e di dare grande attenzione a temi cruciali, dalla viabilità al Quadrante Europa, a Veronamercato, al Consorzio Zai per l’intermodalità».


Lavagnoli di Cia Verona spiega la «necessità che l’insieme degli enti, di cui molti a partecipazione comunale, siano coinvolti direttamente per dar vita, con le organizzazioni di categoria, a un’efficace governance», con l’obiettivo «dell’ammodernamento e della competitività. Un altro aspetto che abbiamo sottoposto riguarda il problema dell’inarrestabile consumo di territorio agricolo, un fattore di sconvolgimento climatico e causa delle polveri sottili per la città di Verona. Chiediamo che si dia luogo ad efficaci compensazioni, accrescendo le superfici forestali, con l’impegno e il contributo degli agricoltori». Infine, «è necessario mantenere monitorato, apportando di volta in volta le risposte più efficaci, l’impatto dei cantieri sulla viabilità intra-aziendale agricola, a partire dalla Tav».

Enrico Giardini