Verso le amminsitrative

La Lega dice sì, Sboarina ricandidato sindaco

Federico Sboarina con Luca Zaia
Federico Sboarina con Luca Zaia
Federico Sboarina con Luca Zaia
Federico Sboarina con Luca Zaia

Federico Sboarina ricandidato sindaco: anche la Lega ci sta. A sostenerlo ancora con Fratelli d’Italia, il partito del sindaco, e quindi con le liste civiche Battiti e Verona Domani. È arrivato a piena maturazione dunque l’elemento sostanziale - e per nulla scontato finora, anzi, viste le ruggini leghiste verso il sindaco - per l’accordo del centrodestra veronese, in primis tra FdI e Lega, per le elezioni comunali di primavera.
Certo, mancano dettagli. Ma sull’asse Roma-Veneto-Verona il lavoro per smussare gli angoli e le asperità, dopo aver tra l’altro trovato una quadra sulla spartizione degli incarichi in giunta e negli enti, c’è. E ieri nel primo pomeriggio, nell’ufficio di Sboarina a Palazzo Barbieri, il passo praticamente decisivo per l’accordo.
Il sindaco si è intrattenuto per un’ora e mezza circa con Ciro Maschio, deputato, consigliere comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, e con Federico Bricolo, responsabile politico provinciale della Lega. Ad accompagnare Bricolo da Sboarina è stato il vicesindaco Luca Zanotto, leghista, poi subito uscito. Bricolo ha il mandato dal commissario regionale Stefano Stefani, e a sua volta questo da Matteo Salvini, leader leghista, di trattare l’intesa a Verona.
Il caso Verona tra l’altro è collegato, in Veneto, alle elezioni amministrative di Padova - dove sarebbe pure stato chiuso a sostegno di Francesco Peghin, per Lega e FdI - e di Belluno. Dopo un’oretta dall’ufficio di Sboarina è uscito Bricolo, già senatore del Carroccio, che nel corridoio al terzo piano di Palazzo Barbieri, si è incontrato con l’assessore al commercio Nicolò Zavarise, commissario provinciale della Lega. Quest’ultimo in più di una occasione, in passato, ha puntato i piedi in Giunta, rivendicando il ruolo del Carroccio anche in rapporto agli alleati.
Dopo essersi parlati per qualche minuto, Bricolo e Zavarise sono poi entrati da Sboarina. All’uscita, dagli esponenti politici esce ancora cautela. Un certo attendismo. Comprensibile. Ma il nodo Lega pro Sboarina appare sciolto del tutto. «Il confronto in queste ore è molto importante per cercare di trovare tutte le migliori condizioni possibili affinché si possa creare una sintesi per dare a Verona la migliore opportunità possibile», dice Zavarise. «I temi sono assolutamente importanti, temi programmatici propedeutici per qualsiasi accordo».
Maschio sottolinea che «noi da tempo ci stiamo confrontando e c’è un dialogo molto stretto. Ce la stiamo mettendo tutta per chiarire i punti fondamentali su cui rilanciare nei prossimi anni il lavoro dell’Amministrazione. E c’è la buona volontà e la consapevolezza di cercare di tenere unito tutto quello che ci ha unito in questi anni ed è quella su cui stiamo lavorando», conferma Maschio. Passi in sostanza definitivi, dunque, verso un accordo già progredito molto alla vigilia dell’elezione del presidente della Repubblica. Con alcuni punti fermi. Il 50 per cento della Giunta, in caso di vittoria di Sboarina, in quota alla Lega; il che potrebbe non voler dire cinque assessori della Lega, ma magari uno di Vale Verona, di Stefano Valdegamberi, che potrebbe rientrare nell’accordo. O magari di altre componenti, e chissà magari anche di Forza Italia. Che peraltro dal comitato provinciale ha fatto sapere che sonda invece un accordo politico con Flavio Tosi, ricandidato, dopo la rottura di due anni fa cn Sboarina. La Lega poi avrebbe presidente e poltrone in aziende ed enti, e si parla di Veronafiere, oltre che la candidatura a sindaco nel 2027. E a proposito di Forza Italia Zavarise spiega: «L’auspicio è mantenere l’unità del centrodestra, lo diciamo da mesi, e continuiamo a lavorarci, per dare a Verona una coalizione forte».
Maschio aggiunge che «chiederemo di fare altri incontri con Forza Italia, con i tre partiti, base del centrodestra che governa in Regione e in tanti Comuni. Il dialogo prosegue e chiederemo a Forza Italia se la sua decisione di guardare altre strade sia irrevocabile e definitiva o c’è la volontà di restare uniti del centrodestra».
Dopo l’incontro, contatti con Sboarina anche da parte di Matteo Gasparato, leader di Verona Domani. L’accordo politico c’è, per Sboarina, anche se non ufficializzato. Per la sfida a Tosi e a Damiano Tommasi, il candidato del centrosinistra unito.

Enrico Giardini