FUMATA GRIGIA

Kiss, l'incontro tra Soprintendente e sindaco non scioglie le riserve: la decisione arriverà il giorno del concerto

Il soprintendente: «Non possiamo ancora dare il via libera al concerto». Ma in Comune c’è ottimismo: garantito impegno a condividere regole per il futuro
I Kiss in Arena (foto Brenzoni)
I Kiss in Arena (foto Brenzoni)
I Kiss in Arena (foto Brenzoni)
I Kiss in Arena (foto Brenzoni)

«Al momento non possiamo ancora sciogliere le riserve». Fiato ancora sospeso, come si evince dalle parole del Soprintendente per le Belle arti, paesaggio, archeologia di Verona, Vincenzo Tinè, sul destino del concerto dei Kiss e delle migliaia di fans che dal 2019 attendono di dare l’addio a una delle band che hanno fatto la storia del rock nel suggestivo scenario dell’Arena, nell’unica data italiana del «End of the road tour». Bocciato dalla Soprintendenza per gli effetti a suon di fuochi e fiamme che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza delle persone e dello stesso anfiteatro.

Si sperava che l’incontro andato in scena ieri tra Tiné e il sindaco Damiano Tommasi per trovare una soluzione, dopo che la Soprintendenza aveva vietato i fuochi e gli effetti pirotecnici tanto cari alla band, fosse risolutivo. Invece bisognerà pazientare. «Le istanze del sindaco sono giunte oggi (ieri, ndr) a uffici chiusi: lunedì le valuteremo attentamente, compresi i complessi passaggi formali e i dettagli specifici sul concerto. Quindi, ufficializzeremo la nostra decisione», taglia corto Tinè. Anche se il «lieto fine» si intravede all’orizzonte.

In mattinata, nel corso del lungo confronto al cui ordine del giorno c’era il tema più ampio degli spettacoli in Arena - dall’opera all’extra-lirica -, la richieste del Soprintendente era stata chiara: ottenere l’impegno da parte della nuova amministrazione a condividere preventivamente delle regole valide per tutti gli spettacoli. «L’importante è non ritrovarci ogni volta ad analizzare i dettagli tecnici all’ultimo minuto, come stavolta», precisa Tinè, «vorremmo agire per tempo sulla base di una condivisione anziché con veti dell’ultima ora».

Un impegno a lungo termine, insomma, a fronte del quale il Soprintendente si era detto disponibile a chiudere un occhio anche di fronte al rischio delle fiammate in scaletta nel programma dei Kiss: «Ben vengano, anzi», estremizza Tinè, «se grazie a loro si arriverà finalmente a un chiarimento ottenendo un risultato che alzi il livello della discussione, anziché dover procedere all’ennesima deroga».

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Il riferimento è all’accordo per lo svolgimento degli spettacoli in Arena sottoscritto tra Comune, proprietario del monumento, e Ministero dei Beni Culturali nel 2013. «Un accordo ad oggi sempre derogato e travisato, che con l’amministrazione precedente si era cercato di riscrivere, senza però arrivare a nulla, dopo alcuni anni di deriva e mancanza di coordinamento», non nasconde Tinè. Ora, dopo il secco altolà di fronte ai dettagli delle scenografie presentate dagli organizzatori di Live Nation Italia, «la palla passa al nuovo sindaco: serve una linea forte, chiara e drastica, non decisa alla giornata, segno di una scarsa attenzione strategica».

Una partita, insomma, che va giocata con regole chiare, come Tinè ha chiarito subito dopo anche alla Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia: «Basta non solo alle fiamme libere, ma a qualsiasi minimo rischio causato dagli effetti spettacolari: non dimentichiamo che nel ’62 le scenografie presero fuoco e rimase gravemente danneggiato un quarto delle gradinate. Così come va limitato l’impatto delle scenografie areniane, che ricoprono parte del vallo invadendo addirittura la Bra, con “isole“ espanse senza autorizzazione».

È quasi sera, ormai, quando dal Comune filtra finalmente ottimismo: «Il confronto è stato proficuo, disteso e collaborativo e il sindaco ha dato la disponibilità ad affrontare questo tema in termini di programmazione a lungo termine, non solo per i concerti, ma anche per la lirica e gli eventi sportivi», spiegano da Palazzo Barbieri. «Attendiamo lunedì la risposta ufficiale da parte della Soprintendenza, ma intanto possiamo ben sperare». 

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Elisa Pasetto
elisa.pasetto@larena.it