Alle Cantine Pasqua

Perde i sensi e cade nel silos: operaio 21enne in fin di vita, ferito anche un collega che ha cercato di salvarlo

I carabinieri escono dalle Cantine Pasqua dopo l'incidente (Marchiori)
I carabinieri escono dalle Cantine Pasqua dopo l'incidente (Marchiori)
Le Cantine Pasqua, dove è avvenuto l'incidente (Marchiori)

AGGIORNAMENTO 5 SETTEMBRE

L'operaio coinvolto nell'incidente, Nicolò Corsi, è morto in ospedale dopo tre giorni.

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Tragedia questa mattina alle Cantine Pasqua, in via Belvedere a San Felice. Un operaio di 21 anni, di una ditta che si occupa di pulizia di silos, è rimasto ferito in maniera molto grave mentre il suo collega, di 37 anni, nel disperato tentativo di prestare soccorso, ha riportato un trauma cranico. Entrambi sono stati trasportati all'ospedale di Borgo Trento.

Da una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri pare che il primo operaio, dopo aver inalato dei vapori, abbia perso i sensi e sia caduto all'interno della cisterna. Condotto al Polo Confortini, si trova ora ricoverato in rianimazione in condizioni disperate. L'altro, invece, sarebbe salito sulle scale esterne per prestare soccorso, ma avrebbe perso l'equilibrio, battendo la testa. Anche lui è ricoverato in ospedale per le conseguenze del trauma. Sul posto carabinieri, Spisal e vigili del fuoco.

L'azienda. «La famiglia Pasqua esprime la sua più sentita vicinanza alle famiglie dei due tecnici della società esterna che si occupa della manutenzione degli impianti in azienda, coinvolti nell’incidente verificatosi questa mattina», si legge in una nota diffusa dall'azienda nel pomeriggio. «Pasqua Vigneti e Cantine è da sempre impegnata per garantire il massimo della sicurezza in tutte le operazioni che coinvolgono il personale, sia interno che esterno. L’azienda sta collaborando con le istituzioni preposte per ricostruire la dinamica dell’accaduto».

I sindacati. Sull'accaduto intervengono anche i sindacati, con una nota congiunta. «Quello avvenuto oggi alle Cantine Pasqua, stando alle prime ricostruzioni, presenta una dinamica ricorrente, a causa spesso di poca attenzione, mancato rispetto delle normative sulla sicurezza oppure a ritmi eccessivi, in filiere produttive troppo frammentate. Questo vale in ogni settore, dalle inalazioni mortali dei silos, dalle cadute dall’alto nei cantieri edili o dai ribaltamenti in agricoltura. A Verona e su tutto il territorio nazionale è emergenza», affermano Cgil, Cisl e Uil.

Gli ultimi dati Inail disponibili confermano Verona prima provincia in Veneto per vite perse nei luoghi di lavoro. «Una politica responsabile ha l’obbligo morale di affrontare il tema drammatico di un’Italia con tassi di mortalità nei luoghi di lavoro da Paese sottosviluppato. Questo significa che ancora oggi si cerca di far pagare l’assenza di investimenti sulla pelle delle persone: lavorando senza misure di prevenzione e protezione, rimuovendo strumenti di sicurezza perché impediscono alle macchine ed ai cantieri di “correre”. Dopo le importanti iniziative del Prefetto, oggi noi diciamo basta! Promuoveremo assemblee in tutti i luoghi di lavoro attivando una grande mobilitazione che porti chi oggi ha ruoli di responsabilità a decidere se rimanere ancorati al passato o fare un salto nel futuro: dove il valore della persona viene messo al centro».

Nicolò Vincenzi