Il reportage

In viaggio con le guide veronesi: «Raccontiamo la bellezza, ma i problemi sono tanti»

Le guide turistiche veronesi (Foto Marchiori)

Una grande passione e l’indiscusso fascino per Verona rende le guide turistiche protagoniste del Ferragosto. Sotto continua minaccia della concorrenza sleale di chi si improvvisa «cicerone» e offre su internet visite gratuite, che poi di fatto vengono saldate in nero, sono molte le guide turistiche autorizzate che non sono originarie di Verona ma, essendosene innamorate, ci vivono ormai da anni.

L’amore per Verona È il caso di Maria Pia Girolami, dell’associazione Juliet & Co, nata a Belluno nel 1962 e trasferitasi nella nostra città nell’87, subito dopo la laurea in lingue alla Ca’ Foscari di Venezia. «Ho studiato inglese e giapponese e lavoro molto con americani, australiani e asiatici», racconta. «Per me fare la guida è una sorta di secondo lavoro, visto che sono anche insegnante di inglese. È un’attività nata per caso e che mi coinvolge molto. Amo svelare una città tanto bella a chi viene a visitarla. Spero però che l’amministrazione tuteli la professione. Molti propongono tour gratuiti bypassando di fatto la finanza e non chiedendo fattura per un servizio che non è mai gratis veramente. Il fenomeno delle guide non autorizzate è stato segnalato a più riprese e, come già fatto anche negli anni passati, siamo disponibili ad accompagnare i controllori indicando chi sappiamo agire senza i requisiti e le carte in regola».

Giapponesi assenti Anche Attilia Grassetti, sempre del gruppo Juliet & Co, è trapiantata a Verona. Dopo aver svolto per anni il lavoro di guida a Roma, sua città natale, ha deciso di trasferirsi nella nostra città che frequenta ormai dalla fine degli anni ’90. «Ho studiato e frequentato Tokyo e per questo lavoro soprattutto con giapponesi e coreani», dice. «Ho dimestichezza con la loro lingua e cultura e in passato ho lavorato anche per l’ambasciata giapponese alla Santa Sede. Purtroppo sono ancora chiusi nel loro Paese e diffidenti a uscirne, a causa del Covid. Mi auguro che l’anno prossimo ricomincino a viaggiare, anche perché riempiono i mesi di febbraio e marzo, mesi delle loro vacanze scolastiche. Intanto lavoro soprattutto con gli americani e gli inglesi».

Il last minute L’attività delle guide turistiche in città è ripresa alla grande, rispetto la scorsa estate, ma oggi si gestiscono soprattutto visite individuali. La programmazione è quasi inesistente, i gruppi sono ancora rari e arrivano prevalentemente da Paesi europei. L’assenza di giapponesi e cinesi resta assoluta e pure i russi non si vedono. «In questi giorni si stanno riversando in città molti italiani, soprattutto del sud Italia», dice la nostrana Aurora Soldà, socia fondatrice di Ippogrifo e residente a Borgo Roma, dove ha trasformato il suo giardino in un piccolo museo a cielo aperto in cui spuntano qua e là i cippi mortuari realizzati dallo scultore Giuseppe Rizzardi. «I gruppi cominciano a prenotare per settembre, soprattutto francesi e inglesi. Lavoriamo intensamente ma tutto sul last minute». Viste le difficoltà, si rinnovano e rafforzano vecchie richieste, come quella di abbassare il ticket di ingresso in città agli autobus turistici, che al momento spendono 150 euro al giorno, a cui si aggiunge il prezzo del parcheggio. Insiste Soldà: «La nostra categoria dovrebbe essere coinvolta maggiormente nelle iniziative culturali della città, specie in occasione di aperture di mostre e musei. Ci contattano le gelaterie che aprono i battenti ma, per esempio, non abbiamo ancora mai ricevuto un invito per portare i turisti al museo dedicato al fiume in Dogana ai Filippini». «Le manifestazioni serali non mancano, ma sono poco e male comunicate», evidenzia Grassetti, per la quale è fondamentale tenere pulito e impeccabile il centro storico e accelerare le file di accesso ai monumenti. «Famiglie o coppie che ci prenotano per una o due ore, non possono permettersi di attendere in coda per 40 o 50 minuti in via Cappello», fa notare Girolami. «In Arena e in altri monumenti abbiamo l’accesso prioritario, mentre per la Casa di Giulietta è persino capitato di pagare il sovrapprezzo per la prenotazione dell’ingresso di entrata e attendere in ogni caso».

Il problema dei prezzi L’eroina shakespeariana, si sa, è tra le mete più gettonate. Per questo c’è chi, avvisato di non riuscire a inglobare la tappa con la guida, alla fine decide di disdire la prenotazione. «L’attrazione principale resta l’opera», conclude Girolami. «Molti arrivano la mattina e ripartono già la sera. Forse per invogliarli a soggiornare più a lungo bisognerebbe ridurre i costi dei trasporti. La maggior parte dei visitatori sbarca da voli low cost e ha poca disponibilità sia di soldi che di tempo. Apprezzano le combinazioni e i biglietti agevolati tra Verona e Venezia o in direzione lago»..

Chiara Bazzanella