La stretta

Il soprintendente Tinè: «Abbiamo esagerato con le manifestazioni, in centro bisogna mettere ordine»

Il soprintendente Vincenzo Tinè col sindaco
Il soprintendente Vincenzo Tinè col sindaco
Il soprintendente Vincenzo Tinè col sindaco
Il soprintendente Vincenzo Tinè col sindaco

«Abbiamo un po’ esagerato, ora dobbiamo darci una regolata». Sulla scrivania del soprintendente per belle arti, paesaggio, archeologia, Vincenzo Tinè, c’è l’autorizzazione per la collocazione della statua di Papà del gnoco fino a marzo e dei gazebo in piazza Pozza il 15 e 16 gennaio. «Sarà l’ultima fino a quando non riusciremo a mettere a punto con il Comune un regolamento delle manifestazioni che chiediamo da due anni». Natale è passato, con il suo carico di mercatini. Le soluzioni adottate «non hanno dato i risultati sperati», quindi la parola d’ordine per il 2022 è «mettere ordine in centro storico»: plateatici extra large, dehors, manifestazioni, banchetti. Con la scusa del Covid, vuoi per la necessità di tenere il distanziamento, vuoi per la volontà di recuperare incassi, s’è vista la deregulation. Ma Tinè ora dice stop. Perché, spiega in questa intervista, lo chiede e lo prevede il Ministero dei beni culturali.

Soprintendente Tinè, che tempi ci sono?

Le Soprintendenze, in base al decreto semplificazione, ripreso con circolare della Direzione generale del ministero del 30 novembre 2021, devono completare entro fine febbraio la ricognizione dei luoghi di eccezionale valore storico. L’elenco va inviato al Ministero e comprende piazze, vie, palazzi storici, monumenti, chiese, fontane, colonne, sculture, che possono essere interessate, negli spazi prospicienti, da manifestazioni con strutture temporanee amovibili. Questi spazi saranno subordinati alle autorizzazioni della Soprintendenza. Per Verona significa secondo noi tutto il centro storico compreso nelle mura.

Quindi cosa accade?

Nel frattempo saranno sospese le autorizzazioni per le manifestazioni. Dopo le deroghe per il Covid, si deve tornare a un minimo di regole per l’utilizzo degli spazi pubblici. Ci continuano ad arrivare segnalazioni da associazioni di categorie e singole persone con lamentele per la situazione dei banchetti. Dobbiamo migliorare e per questo abbiamo intenzione di essere molto rigidi in questa individuazione dei beni da tutelare in una città d’arte come Verona. Se il Covid aveva liberalizzato tutto, da marzo tornano le regole: per me è un tema molto importante, il tema del 2022.

Può fare qualche esempio?

Pensiamo alle chiese: San Fermo, Sant’Anastasia, Sant’Eufemia, San Giorgio in Braida e altre ancora hanno spazi che necessitano di controllo e di essere governati; ci sono poi i palazzi storici vincolati; gli spazi davanti a statue monumenti devono avere un assetto regolato e su questo cercheremo di essere molto chiari e molto rigidi: non solo per stabilire se e dove si possono collocare i plateatici, ma anche che forma devono avere e che cosa ci verrà messo in vendita.

Pensa per esempio ai banchetti Norimberga che hanno assediato la statua di Dante?

E’ stata una scelta, quella di quest’anno, che non mi pare abbia sortito i risultati sperati: c’è stata una concentrazione massima, un grande affollamento, nelle piazze iconiche del centro storico ma è stata sgradita a tutti, negozianti del centro, residenti. È stata un’idea lanciata dall’assessorato e che abbiamo accolto, ma che va rivista; a Vicenza per esempio è stata fatta una scelta opposta, con i mercatini fuori dal centro storico e sono piaciuti a tutti tranne ovviamente che agli ambulanti. Ma si deve decidere chi ha la priorità: se gli ambulanti, gli esercenti, i residenti o la città. E’ un problema anche di decoro urbano, non solo politico o sociale.

L’autorizzazione per Papà del gnoco a San Zeno allora è l’ultima per ora?

Sì. Noi quando rilasciamo le nostre autorizzazioni precisiamo sempre che “lo scrivente ufficio è in attesa che venga predisposto come più volte richiesto all’amministrazione comunale uno specifico regolamento per l’utilizzo delle aree pubbliche aventi valore storico artistico...”. E questo da due, tre anni. Con il Comune ora si deve arrivare a programmare le manifestazioni, dove, quando, in che forma e come: quelle principali si conoscono in anticipo, si può fare il programma all’inizio dell’anno. Faremo partire una nota per il Comune nella quale diciamo: fermiamoci con le autorizzazioni alla spicciolata, preparateci un calendario di manifestazioni e luoghi e modalità degli eventi.

I banchetti in piazza Bra?

Ho visto quelli di Santa Lucia, pessimi, durati un sacco di tempo, con merceologia incredibile. Ma anche la piazza dei sapori ha messo davanti all’Arena gazebo enormi, che manco nelle fiere si vedono. C’è insomma un problema di spazi, tempi e di strutture perché ne ho viste di inammissibili. Per cui, ora che siamo freschi del periodo natalizio nel quale ci sono stati vari tentativi di fare le cose nel modo migliore ma i risultati non sono stati soddisfacenti, è il momento di interrogarci per il meglio dell’utilizzo del suolo pubblico nel centro storico di Verona. Abbiamo un po’ esagerato, adesso dobbiamo darci una regolata. Questa, ripeto, è l’urgenza del 2022: se abbiamo un programma preciso, possiamo semplificare anche le procedure di autorizzazione.

Il 2021 è stato l’anno, invece, del restauro dell’Arena: come procede?

Proprio il 28 gennaio ci sarà la presentazione in Gran Guardia con il Comune per un consuntivo delle iniziative dell’Art Bonus che hanno portato ai lavori di restauro Arena. E abbiamo completato l’istruttoria per la nuova gestione dell’Arena che ora è al vaglio del ministero.

 

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Maurizio Battista