Verso le elezioni

Il PD veronese resta (quasi) a bocca asciutta, Alessia Rotta è l'unica in posizione sicura: «Una grande responsabilità»

Parlamentari del Pd veronesi, da sinistra: Vincenzo D'Arienzo, Alessia Rotta, Diego Zardini e Gianni Dal Moro
Parlamentari del Pd veronesi, da sinistra: Vincenzo D'Arienzo, Alessia Rotta, Diego Zardini e Gianni Dal Moro
Parlamentari del Pd veronesi, da sinistra: Vincenzo D'Arienzo, Alessia Rotta, Diego Zardini e Gianni Dal Moro
Parlamentari del Pd veronesi, da sinistra: Vincenzo D'Arienzo, Alessia Rotta, Diego Zardini e Gianni Dal Moro

Presentate, a livello nazionale, le liste del Pd alle prossime elezioni politiche del 25 settembre e Verona resta quasi a bocca asciutta. Tra i parlamentari veronesi del Partito Democratico l'unica con la possibilità concreta di essere rieletta è Alessia Rotta, candidata nelle liste alla Camera (proporzionale).

Ancora provata dalla nottata di confronti ammette: «Essere capolista per la Camera a Verona è un grande onore ma soprattutto una grande responsabilità. Assieme alla squadra dei candidati in tutti i collegi veronesi faremo campagna elettorale per il partito democratico, nel segno del lavoro fatto in questi anni». E aggiunge: «Abbiamo conseguito un risultato straordinario nel comune di Verona e vogliamo continuare a costruire quel ponte necessario per la nostra città con il Parlamento e il governo per le risorse e i progetti del Pnrr di cui c’è bisogno per lo sviluppo dei nostri territori»

Dietro di lei, ma con molte meno chance (a meno che il Pd non superi il 25%) c'è il collega veronese Diego Zardini che però non parte battuto anzi, memore di quanto accaduto nel 2018 (era candidato in terza posizione e alla fine fu eletto), si dice pronto a «lavorare pancia a terra».  «Ovviamente anche io speravo in una posizione più forte, ma sono comunque soddisfatto», commenta. «Sarà complicato ma non impossibile. Lavorerò pancia a terra perché ho ricevuto tanto e penso di poter e dover restituire ancora molto. È una sfida strategica e determinante e faremo di tutto per impedire di consegnare alle destre il Paese». Zardini spiega che con il taglio dei parlamentari «e il giusto rispetto delle quote di genere è complicato ripetere lo straordinario risultato ottenuto dal Pd nel 2018. Anche Verona vede una riduzione ma all'interno di un sistema che penalizza tutti».

 

Lasciano invece il deputato Gianni Dal Moro e il senatore Vincenzo D'Arienzo.

Dal Moro spiega: «Sono state tre legislature complicate, ma piene di passione e di impegno. Ho cercato di fare del mio meglio, con tutti i miei limiti.Devo molto alla mia comunità dei democratici e a quanti mi hanno sostenuto, partendo dal mio straordinario gruppo di amici. Mi fermo qui, in accordo con il mio segretario nazionale Letta, ritornando alle mie attività imprenditoriali e alla mia famiglia che in questi decenni ho trascurato». E aggiunge: «Lascio nel momento migliore dopo la splendida vittoria di Verona avendo contributo in minima parte al risultato di Damiano Tommasi. Rimango fino a scadenza nel consiglio di Sorvegliare di Cassa Depositi e Prestiti e continuerò se mi sarà richiesto il mio impegno nel settore economico e delle imprese. Oggi finisce qui il mio impegno politico diretto, con la coscienza di aver fatto quanto era nelle mie modeste possibilità per il bene dell’Italia che ho avuto l’onore di rappresentare».

Anche Vincenzo D'Arienzo  ha comunicato ieri al partito la decisione di non correre. «Dopo il voto della Direzione nazionale di ieri notte, è arrivato il momento di dire pubblicamente quanto già detto da tempo alla mia componente politica: per quanto mi riguarda, dopo due mandati in Parlamento, ho pensato sia giusto non ripropormi di nuovo. Si tratta di una scelta personale, di vita. Certo, un po' sofferta, ma la consapevolezza con la quale l’ho maturata in questi mesi mi conferisce serenità», dice D'Arienzo.

«Ho avuto l’onore di servire l’Italia in questi anni e non finirò mai di ringraziare chi me l’ha consentito: la comunità democratica veronese, la mia componente politica, il Partito Democratico. A loro il mio eterno ringraziamento. Arrivati ad un punto - anche l’età conta - ho pensato che sia più giusto restituire quanto ho imparato, ho conosciuto, in termini di esperienze e conoscenze alla mia comunità politica e al territorio veronese. A Verona ci sono tante cose da fare». 

E conclude: «Ovviamente, non mi fermo. Di fronte alla forza della destra carica di propositi che ritengo essere pericolosi, sarò impegnato ovunque per far prevalere i valori della sinistra nella nostra società, sempre più in difficoltà».

 

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Giorgia Cozzolino