Tante raccomandazioni e una sola multa

Green pass e mascherina obbligatoria, la giornata dei vigili in giro per i controlli

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La polizia locale controlla i Green pass in un locale (foto Marchiori)
La polizia locale controlla i Green pass in un locale (foto Marchiori)
La polizia locale controlla i Green pass in un locale (foto Marchiori)
La polizia locale controlla i Green pass in un locale (foto Marchiori)

Sabato prenatalizio. Città piena. «Comunque un po’ meno di una settimana fa», osserva il vice commissario della Polizia locale Federico Brun. Abbassa il finestrino dell’auto di pattuglia: «Scusi, la mascherina è d’obbligo anche all’aperto, l’ordinanza è in vigore da oggi». Sguardo un po’ stupito da parte della coppia di mezza età, nessuna replica ma neppure un segno di cortesia. La protezione esce dalla tasca e approda sui nasi. L’invito è rivolto, più e più volte, anche dagli agenti Salvatore Mecca e Giuseppe Di Cristo, immersi tra la folla nel «quadrilatero» del centro. Una serie di «amarcord» della norma rivolti a ragazzini ma più spesso ad adulti «maturi».

Torna la regola di protezione da «zona gialla», dimenticata ormai da mesi. «C’è inevitabilmente un tempo di adattamento, sanzioniamo quando serve ma non è questo il nostro obiettivo», osserva Brun. Alla fine del giro di controllo una multa, comunque, scatterà: nei confronti di una donna e di un esercente. «Ce ne sono state, non molte per fortuna. I controlli sono estesi, anche in collaborazione con la Questura, sugli autobus, nella città storica e nei quartieri».

Si va di pattuglia, cronista e agenti, tra i locali di piazza Erbe. I controlli? Procedura macchinosa, accettata senza intoppi da clienti ed esercenti. «Mi va bene, tutti sono contenti e alla fine si sentono anche più sicuri», commenta Maurizio Sammartano, direttore del Caffé Mazzanti. Controlli replicati, poco distante, all’Osteria Lamberti. Tutto regolare. «Siamo più sereni, non è un disagio. Semmai lo è la paura delle persone, le disdette di prenotazioni che piovono già per timore, anche se per ora siamo solamente in “zona gialla“», commenta Sabrina Bergamasco, la titolare.

I Mercatini di Natale, tra piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio, non riservano sorprese. «Scusi... la mascherina». Il ritornello («Sensibilizzazione», la definiscono gli agenti) funziona, ma non ce n’è troppo bisogno.

L’intoppo accade in un locale a ridosso di piazza Erbe. Al controllo una donna risulta sprovvista del Green pass. «Mi avevano tutti mostrato le certificazioni sul cellulare, risultate valide», assicura il cameriere. Ma alla verifica da parte degli agenti il documento, neppure in forma cartacea, viene prodotto: il Green pass mostrato era, probabilmente, relativo ad un’altra persona. Una circostanza quasi impossibile da verificare da parte degli esercenti, salvo palesi incongruenze, con la richiesta di esibire un documento d’identità. Scatta inevitabilmente la sanzione, individuale e nei confronti del locale: 400 euro moltiplicati per due, ridotti nel caso di pagamento entro i cinque giorni. «Non è giusto, il controllo risultava regolare e non possiamo essere sempre noi a pagare per altri», si indigna il dipendente. La pattuglia annota. Il verbale farà testo per un eventuale ricorso. Garbugli di legge. «Serve pazienza, da esercitare caso per caso. Un po’ di buon senso individuale», osserva il vice commissario Brun, «sembra comunque essere tornato in circolazione».

 

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Paolo Mozzo