L'assessore regionale

Governo, la preoccupazione di De Berti: «Tav, Olimpiadi, Pnrr: temo i ritardi»

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L'assessore regionale Elisa De Berti
L'assessore regionale Elisa De Berti
L'assessore regionale Elisa De Berti
L'assessore regionale Elisa De Berti

Allarme opere pubbliche in Veneto. «Ci sono troppi fronti aperti: a questo punto speriamo che si vada a votare il prima possibile e che si formi un governo operativo per cinque anni. Affinché si possa lavorare con continuità, proseguire con i progetti e completare le opere avviate». Lo dice Elisa De Berti, leghista, vicepresidente della Regione e assessore ad affari legali, lavori pubblici, infrastrutture e trasporti, esponente della Lega. Molto vicina al presidente della Regione, Luca Zaia.

La caduta del governo Draghi mette in ambasce chi ha progettato infrastrutture viarie e per la mobilità, chi le ha finanziate, chi attende i soldi e chi le sta già realizzando. È chiaro, ora, che la prospettiva di qualche mese di campagna elettorale, e tra l’altro con emergenze che non si arrestano - dal Covid al caro carburante, a quello delle bollette, alla guerra della Russia contro l’Ucraina - non fanno dormire sonni tranquilli a imprese, lavoratori, amministratori. Tra questi c’è proprio Elisa De Berti, di Isola Rizza, Comune di cui in passato è stata sindaco, prima di approdare in Regione.

 

Vicepresidente De Berti, da amministratore di una Regione del nord, come il Veneto, molto attiva sul fronte infrastrutturale, quali scenari intravede, ora, dopo questa crisi di Governo per scongiurare la quale si sono mossi imprenditori, categorie professionali, associazioni, duemila sindaci italiani tra cui tanti del Veneto?

Ormai è inutile piangere sul latte versato. Non serve a nulla e indietro non si può tornare, purtroppo. E i fronti aperti, nella nostre regione, sono tanti e di peso. Per questo sono preoccupata.

 

Ci ricorda, in sintesi, questi interventi programmati o già in fase di attuazione?

C’è il Pnrr. Ci sono contratti di programma con l’Anas, con Rete ferroviaria italiana, ci sono i cantieri della Tav alta velocità alta capacità ferroviaria, che toccano le province di Verona, Vicenza, Padova. Per non parlare delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano e di Cortina d’Ampezzo del 2026.

 

Che avranno le cerimonie finale e iniziale a Verona, in Arena, e a cui è collegato anche il progetto della variante alla strada statale 12, da Verona sud-Ca’ di David a Isola della Scala, che ha già ricevuto un finanziamento di sessanta milioni, proprio nell’ambito delle Olimpiadi 2026. Che cosa, in previsione di qualche mese di stallo, la preoccupa di più?

Tutte le opere sono importanti, ma ciò che mi preoccupa di più è il fatto che, in questi mesi, mancheranno gli interlocutori politici, e anche tecnici, nei ministeri. Tutto questo tempo senza potersi confrontare...apriti cielo! Comunque, non che finora sia stato facile...

 

Che cosa intende, vicepresidente De Berti?

È molto semplice rispondere: io sono assessore da sette anni, con queste deleghe, e in sette anni mi sono confrontata con ben cinque diversi ministri delle infrastrutture e dei trasporti. Ogni volta si deve ricominciare da capo.

 

Dal punto di vista politico, che cosa spera, ora?

Io non parlo di politica, ma di infrastrutture. E non sono stata protagonista di valutazioni e scelte. Mi auguro soltanto, a questo punto, che si vada velocemente a elezioni, per avere poi un Parlamento e un governo stabile. E prima si esce da questo limbo, meglio è. Perché i cantieri non aspettano.

Enrico Giardini

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