Viaggio in centro storico

Ferragosto, aperti per ferie: estate con il tutto esaurito. «Chiudere? Ma scherziamo?»

Aria di festa In piazza Bra per il Ferragosto FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI
Aria di festa In piazza Bra per il Ferragosto FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI
Aria di festa In piazza Bra per il Ferragosto FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI
Aria di festa In piazza Bra per il Ferragosto FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI

Ferragosto 2022, ricorrenza religiosa dell’Assunta. Ma è anche il giorno in cui i poveri peccatori rimasti in città, per sostituire una lampadina bruciata, dovranno migrare verso i centri commerciali, quasi tutti aperti. Lottare per un posto al ristorante. Incollarsi al telefono, alla ricerca di un servizio di soccorso automobilistico «24 su 24, 365 su 365», se la batteria dovesse defungere a pochi minuti dalla gita fuori porta.

«Aperti? Certo che lo siamo. All’esterno è tutto completo, dentro resta ancora qualche posto», conferma Marco Riccadonna, veterano della squadra del ristorante «I Piloti» in piazza San Zeno, di cui è titolare Roberto Sega. Va bene, quasi benissimo. I vertici di Confesercenti e Confcommercio avanzano qualche inquietudine sul futuro: «L’autunno? Staremo a vedere, pesano molte incertezze. Prendiamo intanto il meglio dell’estate, finora ottima».

«Carpe diem», dicevano i latini. «Del diman non v’è certezza», ribadiva secoli dopo Lorenzo Il Magnifico. E su questa filosofia Verona appare più che allineata. Coni e pizze Ferragosto? «Stare aperti per noi è normale, soprattutto dopo 37 anni di attività», si stupisce Paola Cadia, con il marito Claudio Anesi titolare del «Gelatone» in via IV Novembre, un’istituzione. «Sono un po’ cambiate le abitudini, in questo 2022. La clientela arriva “a blocchi“ e più tardi rispetto agli orari consueti. Una situazione un po’ strana ma figuriamoci... va bene così». «Lo scorso anno aveva segnato un vero “boom“ ma questa stagione sta procedendo comunque bene», spiega Francesca Simeoni, figlia d’arte nella pizzeria al taglio «Paolo & Rosetta» di piazza Corrubbio, aperta ai clienti anche oggi, dalle 18 alle 22,30.

«Esserci, per noi, ha un valore, del resto siamo in una zona della città frequentata, da turisti e veronesi. Agosto di solito era da considerare un mese “scarico“ ma oggi non è così». Il rischio di morte per fame è inesistente. Con orario più o meno ridotto i grandi centri di distribuzione di molti marchi saranno aperti per la spesa anche oggi. Meno scontata, ma tutto sommato inevitabile, l’apertura per una pasticceria: non tutte lo sono, anche in virtù delle temperature. «Noi ci siamo, sia pure solamente fino alle 13», conferma Daniela Comba, titolare della storica «Perlini» in via Tombetta. Viavai di clienti e di torte, dolci e salate. Sarà pure la domenica di vigilia del Ferragosto ma gli affari girano.

«L’unico problema, semmai sta nella poca disponibilità alla spesa, soprattutto da parte degli stranieri», osserva Flavio Gironda, titolare dell’omonima e storica salumeria in via Ponte Pietra, zona ad altissimo transito turistico. Chi rifugge dai più costosi locali si procura lì affettati e panini, da confezionare e consumare all’esterno. «Intendiamoci: gente ce n’è, eccome. Il periodo comunque è quello che è, lo sappiamo tutti».

Tutto esaurito Plateatici affollati sul Liston di piazza Bra. L’estate 2022 conferma il grande ritorno dei turisti ( MARCHIORI)
Tutto esaurito Plateatici affollati sul Liston di piazza Bra. L’estate 2022 conferma il grande ritorno dei turisti ( MARCHIORI)

Nessun rischio neppure per gli amanti del cibo etnico. In via Negrelli, quartiere Stadio, resta aperto anche oggi il piccolo «market» (alimentari e generi vari) di Mohamed Irfan, pakistano, da 13 anni a Verona, dei cui nove trascorsi alle dipendenze di Mondadori. Johnny Lamacchia, titolare dell’omonima tabaccheria in via Pancaldo, a ridosso del quartiere Saval, spiega: «Tengo aperto dalle 8 alle 12, soprattutto per dare un servizio ai nostri clienti, a cavallo tra due rioni e viste anche le ferie di alcuni dei colleghi più prossimi». L’esercizio, infatti, «copre» anche il vicino quartiere e popoloso Catena, da anni sguarnito: lì, chi dimentica di fare scorta di sigarette, può scegliere solamente di smettere o spostarsi di qualche centinaio di metri. 

Piangono i bambini, alcuni di pochi mesi. Trascinati da genitori impietosi nella calura delle piazze. Turisti a migliaia. Chiedere a un ristoratore dell’apertura a Ferragosto è un esercizio che strappa sorrisi e battute. «Ma ti pare che sia possibile chiudere?», scherzano, uno dopo l’altro, titolari e addetti. Plateatici con il tutto esaurito, una girandola di pietanze e bottiglie: piatti e vini che nessun veronese «de soca» consumerebbe con più di 20 gradi sul termometro.

Defilato nella galleria della Bra, anche Ahmed Rayhan, originario del Bangladesh e titolare del frequentato «kebab», non ha di che lamentarsi. «Va bene quest’anno, il periodo è più che buono, soprattutto nelle giornate di brutto tempo quando si riversa in città l’onda dei turisti dal lago. Ma, sai, tutti si lamentano dei parcheggi che non si trovano...». Osservazione scontata ma del tutto a bersaglio: per qualche giorno il veronese saggio sa di dovere lasciare l’auto in garage, non osare neppure l’avvicinamento al centro storico.

Magneti, cavatappi, vetrofanie, soprammobili, sempre con la scritta «Verona» o Giulietta e Romeo: insieme, separati oppure con lui in scalata sul balcone. «Ordino circa 500 calamite ogni settimana, fatico a tenere il ritmo», confessa un amico «del settore». Tabaccherie ed edicole sono anche, ormai, negozi di «souvenir». «Abbiamo puntato su questo», confessa Pierangelo Cavazzola, titolare della rivendita «storica» a ridosso delle Arche Scaligere: «Siamo qui dal 1989», spiega. Poi emerge la vera passione: «Abbiamo mantenuto l’insegna («Fotografia») perché questa era l’origine del negozio. In questi scaffali», mostra, «c’erano rullini, apparecchi. Ora ho solo un’“usa e getta“, il digitale ha ribaltato tutto». Anche se nel retro del locale ci sono ancora una sala pose e un archivio di immagini. La conversazione tra appassionati si fa «pericolosa». «Nikon, Pentax, Zenza Bronica... quante ne ho riparate nei miei anni nel laboratorio “Castelli“ (altrettanto storico)». Meglio sospendere. Nostalgia canaglia, di Ferragosto: di pellicole, puzza di acidi e fantasmi sulla carta. Fuori si muove l’onda dei turisti.•.

Paolo Mozzo