VERSO IL 25 SETTEMBRE

Elezioni, le ultime manovre: nei partiti scatta il toto nomine

Da sinistra, in senso orario: Rotta, Polato, Nalin, Guadagnini, Briani, Polato
Da sinistra, in senso orario: Rotta, Polato, Nalin, Guadagnini, Briani, Polato
Da sinistra, in senso orario: Rotta, Polato, Nalin, Guadagnini, Briani, Polato
Da sinistra, in senso orario: Rotta, Polato, Nalin, Guadagnini, Briani, Polato

Depositati i simboli, ora da approvare, ultima settimana per definire e depositare i nomi dei candidati che compariranno sulla scheda dei collegi uninominali di Camera e Senato, dove si vota con il sistema maggioritario. E poi nei listini dei partiti, di quattro nomi, per i collegi plurinominali, dove si vota con il proporzionale, barrando però solo il simbolo e non esprimendo preferenze. E la corsa, in quest’ultimo caso, è al posto più in alto nel listino. La campagna elettorale «balneare» dunque, per le elezioni del 25 settembre dopo la caduta del governo Draghi, ha ancora qualche giorno di attesa, prima del termine delle 20 del 22 agosto, lunedì prossimo, per depositare le liste alla Corte d’Appello di Venezia.

Nel Veneto, regione a maggioranza di centrodestra, alle regionali di due anni fa il presidente della Regione Luca Zaia, leghista, alla guida di una coalizione di centrodestra, fu confermato per la terza volta con quasi il 77 per cento. Un dato che parla da solo. È pur vero che ci sono città, come Verona e Padova, che alle recenti elezioni amministrative hanno visto vincere il centrosinistra, rispettivamente con Damiano Tommasi e con la conferma di Sergio Giordani. Ma la sfida, per le politiche, ha modi, nomi e toni diversi. 

Ricordiamo che, in generale, il futuro Parlamento scenderà a 600 componenti, di cui 400 parlamentari e 200 senatori. Un terzo dei parlamentari verrà eletto con il sistema maggioritario, nei collegi uninominali, i restanti due terzi con il proporzionale, nei plurinominali. Nel Veneto, formato da sette province, ci sono 17 collegi uninominali. Il centrodestra li avrebbe divisi in modo da darne otto alla Lega, sette a FdI, uno a Noi Moderati e uno a Forza Italia. Anche se un’altra vulgata dice di cinque a FdI e tre a FI. Restando nel Veronese, e nel centrodestra, l’uninominale al Senato andrebbe alla Lega e potrebbe essere confermato il senatore uscente Paolo Tosato. Nella Camera Verona più la parte nord della provincia il candidato sarebbe pure leghista, e potrebbe essere l’uscente Lorenzo Fontana, in quella Verona più parte bassa a FdI e sarebbe il deputato uscente Ciro Maschio, coordinatore provinciale.

Tra uninominali e plurinominali, altri del centrodestra con chance di candidatura, per la Lega, sono gli uscenti Roberto Turri e Vania Valbusa, il senatore Cristiano Zuliani, il consigliere comunale Nicolò Zavarise, commissario provinciale, il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli. Questi ultimi due fedelissimi di Fontana, vicesegretario federale e braccio destro di Matteo Salvini. C’è anche però una Lega veronese e veneta, vicina a Zaia, che tenta di equilibrare con l’ala salviniana. E in questa direzione vanno tante candidature presentate, tra cui quella dell’ex consigliera comunale Laura Bocchi, del vicesindaco di Cerea Lara Fadini e dell’assessore di Castel d’Azzano Elena Guadagnini. E si vedrà se anche l’uscente Paolo Paternoster. Mentre ha scelto di non ricandidarsi Vito Comencini. C’è una Lega, comunque, che dopo le elezioni andrà ai congressi. E anche lì sarà una resa dei conti: per il risultato e per lo scarto con il risultato che farà FdI.

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In FdI, come detto, c’è Maschio, coordinatore provinciale e fedelissimo ma ci sono oltre una quarantina di candidature, nel Veronese, tra cui esponenti dell’ala ex Battiti come Daniele Polato, consigliere regionale e comunale di FdI, Marco Padovani, consigliere comunale, Alberto Padovani, presidente in pectore della Quarta circoscrizione Santa Lucia, Golosine, Madonna di Dossobuono. Poi Maddalena Morgante, Aldo Vangi, l’ex consigliere comunale Gianmarco Padovani. Pure nel centrodestra, per Forza Italia sarebbe in un collegio proporzionale Flavio Tosi, il consigliere comunale che dopo la sconfitta alle amministrative scaligere, in cui si era candidato a sindaco per la terza volta, è entrato in Forza Italia con le sue liste civiche. C’è invece il senatore uscente Massimo Ferro, tra i confermabili.

Centrosinistra e Pd, Sinistra Italiana ed Europa Verde, e + Europa, insieme? Si giocano la candidatura, tra i veronesi, la deputata uscente Alessia Rotta, del Pd, di Base riformista, che avrebbe qualche chance in più, ma poi ci sono tra gli uscenti anche Gianni Dal Moro, vicino al segretario nazionale Enrico Letta, e Diego Zardini, area ex Martina, mentre per il Senato c’è l’uscente Vincenzo D’Arienzo, area Orfini. È chiaro che, ma questo vale per tutti i partiti, che dipende poi molto dalle aree del Veneto e il Pd è più forte, in Veneto, nel Padovano e nel Veneziano, pur avendo anche nella provincia di Vicenza dei punti di forza. Per + Europa potrebbero essere lista Anna Lisa Nalin, veronese, portavoce di più Europa Veneto e nella segreteria nazionale, e per il Senato Giorgio Pasetto, già consigliere comunale a Verona. Tra i veronesi, anche se in questo caso d’adozione visto a che da anni vive in città, potrebbe essere della partita con il centrosinistra anche il fondatore di Possibile Giuseppe «Pippo» Civati. 

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Il Terzo polo Calenda-Renzi, cioè Azione-Italia. Intanto lo stesso Carlo Calenda, che guiderà l’intesa, sarà capolista a Verona al Senato, nel proporzionale. Cerca una conferma in lista Davide Bendinelli, deputato uscente di Italia viva, sindaco di Garda, ma tra i nomi è girato anche quello dell’ex assessore comunale alla cultura Francesca Briani, che in questo caso sarebbe per Azione. Toto-eletti. Battaglia, dunque. Possibili esiti? Un toto-eletti, che sta girando in questi giorni, ne ipotizza tre della Lega, nel Veronese, due nell’uninominale e uno nel proporzionale e tre di FdI, uno nell’uninominale e due nel proporzionale, uno di Forza Italia nel proporzionale e due del Pd nel proporzionale. Una incognita al Senato. In base a chi verrà messo in lista e in quale posizione, potrebbe scattare un veronese o solo vicentini o padovani. Ma la prima sfida è ancora avere un posto in lista. Possibilmente al sole.

Enrico Giardini