Aveva 77 anni

El Guanton piange Giuseppe Pernigo anima del baseball. Dal 2002 al 2011 fu direttore della Fondazione Zanotto

Giuseppe Pernigo
Giuseppe Pernigo
Giuseppe Pernigo
Giuseppe Pernigo

Il 30 dicembre è morto a 77 anni Giuseppe Pernigo, infaticabile anima del baseball veronese. Lascia i figli Laura e Fabrizio e i tantissimi amici de El Guanton. Anche lui è stato portato via dal coronavirus virus.

 

Pernigo lascia un vuoto incolmabile nel baseball veronese. Umiltà, bontà, passione, determinazione, sorriso contagioso rimarranno sempre nella memoria degli amici che Beppe, come lo chiamavano tutti, aveva nell’ambiente sportivo e non solo. Oltre al baseball Pernigo aveva la passione per il suo lavoro, che lo ha visto per 35 anni dipendente della Banca Popolare di Verona. Autore di vari testi economici, è stato anche direttore della Fondazione Zanotto dal 2002 al 2011, oltre che docente universitario nel corso di laurea specialistica in Marketing e comunicazione all’Università di Verona, alla scuola di medicina e chirurgia e consulente all’accademia Cignaroli.

 

Persona sempre attiva, come lo ricorda Alberto Zambelli, amico e componente de El Guanton: «Giuseppe per il suo impegno nel mondo del baseball veronese, era unico. Dove c’era un progetto da far partire, lui era sempre disponibile con umanità, gioia di vivere, competenza. Lo avevo sentito pochi giorni fa e mi aveva detto che non stava bene. Nessuno di noi si sarebbe mai aspettato una cosa del genere».

 

«Lui e i suoi amici de El Guanton», ricorda Daniela Olivieri, presidente del comitato regionale veneto della Federazione italiana baseball softball, «si sono sempre adoperati per il baseball a Verona, e non solo. Molte volte sono intervenuti anche economicamente, presenti e senza clamori. Uno dei sogni di Pernigo era il diamante che El Guanton stava progettando di costruire vicino a Parona. Siamo sicuri che El Guanton porterà a termine questo ambizioso progetto».

 

Per Stefano Burato, manager della nazionale azzurra Under 12, «Giuseppe era un gentiluomo. Aveva la capacità di farti sentire sempre bene ogni volta che parlavi con lui. Unita a una dote innata nel saper valorizzare le persone. Una persona speciale».

 

Paolo Castagnini, allenatore veronese dalla lunghissima esperienza ricorda Pernigo come una persona «elegante in tutto quello che faceva. Nei modi affabili con cui era abituato a discutere, non era mai irritato e cercava sempre di conciliare le persone che si trovava davanti, ed era sempre pronto ad un sorriso. A Verona ha avuto il pregio di unire gli ex giocatori del passato con i giovani».

Luca Sguazzardo