Prime scintille dopo il voto

Centrodestra all'attacco della Giunta: «Oligarchia radical-chic». Vicesindaca criticata per presunti conflitti d'interesse

La minoranza in consiglio comunale
La minoranza in consiglio comunale
La minoranza in consiglio comunale
La minoranza in consiglio comunale

Terminata l’amichevole, ora si gioca per i tre punti. E cominciano le “entrate” decise. Primi passi dell’Amministrazione del sindaco Damiano Tommasi e subito attacchi da gruppi di minoranza. Dopo il primo Consiglio comunale di lunedì, all’insegna della non belligeranza e del fair play tra centrosinistra, in maggioranza, e centrodestra, ex assessori e consiglieri dell’Amministrazione Sboarina partono ora lancia in resta. E i primi bersagli sono proprio alcuni esponenti della giunta comunale. Che per la prima volta si riunirà domani.

 

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I consiglieri di Fratelli d’Italia Marco Padovani, della Lega Nicolò Zavarise, ex assessori, e del consigliere Rosario Russo della lista Sboarina-Battiti, considerano in generale che «il gruppo di lavoro», alludendo ai dieci assessori, di cui cinque donne e cinque uomini, «è la somma esatta di poteri forti e della vecchia sinistra al comando. Le mani sulla città del potere economico», dicono i tre esponenti del centrodestra, «non sono un buon inizio, con pochi interessi a cui asservire lo sviluppo, invece dell’interesse di tutti». Il caso E il primo nome che citano i tre consiglieri è quello di Barbara Bissoli, vicesindaco, assessore con deleghe a pianificazione territoriale, urbanistica, beni culturali e paesaggio, parità di genere, affari generali.

 

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Bissoli, assessore di nomina esterna, è presidente dimissionaria dell’Ordine degli avvocati. «Il vicesindaco Bissoli», dicono Padovani, Zavarise e Russo, «sicuramente stimata professionista, è stata il legale che ha scritto l’accordo per l’albergo di via Garibaldi 1 di Patrizia Immobiliare, ma ha anche rappresentato Fondazione Cariverona nella trattativa con il Comune per la riapertura degli Scavi scaligeri. Quella stessa Fondazione il cui presidente è il suocero del nuovo Capo di gabinetto del sindaco, l’avvocato Perini». Va ricordato che l’albergo di via Garibaldi è quello nel palazzo Unicredit, dove sorgerà un hotel della Marriott, di 140 stanze. Il progetto, a cui ha dato il via libera la precedente Amministrazione attraverso lo Sblocca Italia, rientra nel più ampio Piano Folin di riconversione dei palazzi del centro storico, ex Unicredit, di proprietà di Fondazione Cariverona. Per la precisione la proprietà dei palazzi Unicredit di via Garibaldi è del fondo Verona Property, le cui quote appartengono per il 99,4 per cento a Cariverona, con un mandato di gestione a Patrizia Real Estate Investment Management. Attraverso l’operazione Garibaldi 1 e altre nella zona, Cariverona, presieduta da Alessandro Mazzucco e diretta da Filippo Manfredi, punta a incassare denaro da destinare a progetti sociali e culturali sul territorio. E nel Piano Folin rientrano anche l’apertura, a museo, dal 2026, di Castel San Pietro e del Palazzo del Capitanio.

Palazzi Barbieri Da parte dell’Amministrazione comunale, in testa il sindaco Damiano Tommasi, interpellati, sul caso- Bissoli ci è giunto un «no comment».

 

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I tre consiglieri di minoranza però eccepiscono anche su Luisa Ceni, assessore alle politiche sociali e abitative, tributi e polo catastale, dottore commercialista e presidente uscente di Protezione della Giovane. «In un confronto elettorale in cui sarebbe dovuta essere un arbitro imparziale, invece subito dopo ha messo la casacca di una delle due squadre in campo», precisano. «Questo è il civismo del cambiamento dell’oligarchia radical chic», puntualizzano Padovani, Russo e Zavarise.

Deleghe Se la prendono poi, i tre, anche con «la massiccia presenza della sinistra di partito, che Tommasi in campagna elettorale ha fatto finta di tenere alla larga ma che invece è ben rappresentata nella sua parte più estrema, con la presenza di Benini e Bertucco, a discapito dell’ala più moderata», rimarcano, citando poi il ventiseienne Jacopo Buffolo, assessore alle politiche giovanili, «che nonostante la sua giovane età e la sua apparente provenienza civica, si ispira alla storia del defunto Pci». E «dal rassicurante giallo della campagna elettorale si è arrivati al rosso più acceso», dice il centrodestra, «e l’ideologia si è già vista sabato con il Verona Pride, peraltro in città sempre autorizzata, alla quale ha presenziato il sindaco Tommasi». La minoranza sboariniana si dice «stupita», poi, del fatto che «non siano state assegnate deleghe importanti come i lavori pubblici, le infrastrutture, ma soprattutto l’edilizia privata, oltre ad aver diviso i servizi sociali dal Terzo settore, braccio operativo dei servizi»..

Enrico Giardini