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Tosi, Tommasi, Sboarina: le tre visioni della città a confronto

Tosi, Tommasi e Sboarina
Tosi, Tommasi e Sboarina
Tosi, Tommasi e Sboarina
Tosi, Tommasi e Sboarina

Uno sviluppo della Marangona come infrastruttura economica, quindi per la logistica e l’innovazione tecnologica, oltre ai volani dell’economia veronese come Veronafiere, aeroporto Catullo e Agsm Aim. Avviare, quindi, un tavolo di confronto strutturale fra Comune e categorie economiche e produttive per condividere progetti e obiettivi, sulla Marangona, facendo sintesi e puntando alla concretezza. È un impegno trasversale preso dai candidati sindaco Federico Sboarina, uscente, Damiano Tommasi e Flavio Tosi, nell’incontro organizzato nella sede di Confindustria Verona, in piazza Cittadella, aperto dal presidente Raffaele Boscaini. «Gli imprenditori e i lavoratori sono cittadini», ha detto, «che hanno a cuore il territorio e per questo vogliamo conoscere le visioni di chi si candida a governare la città». I tre candidati alle elezioni del 12 giugno (tra i sei in corsa sono stati chiamati quelli sostenuti almeno da un partito nazionale) hanno parlato di fronte a imprenditori di sviluppo economico, demografico, economico e culturale della città. Sono stati intervistati, una alla volta, dal direttore de L’Arena Massimo Mamoli che ha posto anche domande degli imprenditori, raccolte in precedenza e proiettate sullo schermo. È stato un incontro nel quadro già tracciato dallo studio “Verona 2040. Scenari strategici per lo sviluppo di Verona e del suo territorio”, promosso da Confindustria Verona e Ance Verona e realizzato dal Cresme. Dopo pandemia, crisi economica, caro energia, le visioni sul futuro della città.


Marangona Ma quali sono le posizioni? Sboarina, candidato del centrodestra, punta a un «polo logistico, in un’area estesa come 140 campi da calcio. Gli imprenditori avranno infrastrutture efficienti, ma ci sarà anche un parco, mettendo insieme sostenibilità ambientale ed economica. E ci sarà anche dell’altro», spiega Sboarina, che non lo ha esplicitato, ma alludeva alla città della musica, con palaconcerti e sale prove. Tommasi, in corsa per il centrosinistra, vede alla Marangona «un grande spazio per far dialogare giovani e imprese, avviando start up e nuove attività, ma il tutto inserito in un contesto di vivibilità. I tempi del settore pubblico, però, devono dialogare meglio con l’imprenditoria, per creare lavoro». Tosi, di area centrodestra e civica, già sindaco per due mandati, rilancia l’Ikea, a cui Sboarina disse di no. «Io chiederei di nuovo a Ikea di venire qui, sempre che accetti. Comunque, come disse Zaia, ci sono 481 Comuni in Veneto che la aspettano. Ma alla Marangona ci sono 11 proposte di acquisto parziale e integrale di aree per la logistica e un’azienda ha già acquistato e attende da quattro anni di cominciare a operare, per lungaggini burocratiche».

 

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Enti. Quanto ad Agsm Aim, visto che era partito con l’obiettivo di aggregare anche un partner industriale e si parlava di A2a Milano e Brescia, per Sboarina «si deve procedere con le aggregazioni e dobbiamo guardare a nord, verso la Baviera e la Germania. Con il sindaco di Vicenza Rucco ci ho già ragionato e l’obiettivo è sempre quello di mantenere, comunque, la maggioranza dei soci pubblici. Tra l’altro queste società, come l’Autostrada del Brennero, per l’86 per cento pubblica e ora verso la nuova concessione, danno ottimi dividenti ai soci». Tommasi auspica invece che «a guidare Agsm Aim e altre società pubbliche siano le persone più competenti, non amici dei politici di turno e comunque noi siamo la porta principale verso il nord e quindi le aggregazioni non devono farci paura». Quanto a Veronafiere, oggi c’è l’assemblea dei soci per il rinnovo del Consiglio di amministrazione e il deputato del Pd Gianni Dal Moro ha stigmatizzato che il rinnovo non avvenga dopo le elezioni, con la nuova amministrazione, visto che il Comune ha il 39 per cento. «Rischiare che la dirigenza non sia in linea con la futura amministrazione», dice Tommasi, «significa non fare l’interesse dei cittadini». Per Tosi «è importante la qualità delle persone, in Fiera, e noi scegliemmo imprenditori, come Ettore Riello e Maurizio Danese, presidenti. Vanno dismesse ancora di più quote pubbliche ai privati, e bisogna dialogare con fiere maggiori, ottenendo garanzie sul mantenimento a Verona delle grandi rassegne, anzitutto Vinitaly». 

Aeroporto e autostrade «Nel luglio scorso sono partiti i lavori per il Progetto Romeo, con la nuova aerostazione, con investimenti per settanta milioni», le parole di Sboarina. «Abbiamo sottoscritto anche noi tre milioni su trenta di aumento di capitale, per rilanciare il nostro scalo, il che si aggiunge ai lavori del casello di Verona nord sulla A22, alla variante alla statale 12 che ci sarà per Verona Olimpica 2026. E poi la Tav e il semiribaltamento del casello di Verona sud. Lo sviluppo è già partito». Per Tommasi però «il Catullo deve essere maggiormente rilanciato, con più destinazioni e anche con investimenti per la città, perché oggi il brand dell'aeroporto è il Trentino e lo sarà fino al 2026...». Tosi sostiene che «il socio privato Save deve rispettare i patti parasociali che stipulò nel 2014 con i soci pubblici quanto salvò il Catullo, perché Venezia e Treviso, gestiti da Save, hanno ottenuto decine di milioni dalla Stato, per opere, mentre Verona no».Ma Verona, chiede Mamoli, come può diventare più attrattiva di nuovi cittadini? Ora sono circa 260mila, primo capoluogo del Veneto. E il turismo come può essere sviluppato e così la vocazione maifatturiera di Verona? «Noi abbiamo investito oltre 105 milioni del bilancio sulla famiglia e sulle fragilità e daremo un sostegno a famiglie che hanno un secondo figlio, anche se questo non è ancora in età scolare», dice Sboarina. «Noi abbiamo comprato poi dall'Inps le Case Azzolini, in Borgo Roma, e con altri 15 milioni l'Agec le ristrutturerà, facendo anche piste ciclabili, che in tutta Verona passeranno da cento a duecento milioni. L'azienda spenderà poi 60 milioni per ristrutturare appartamenti».

Città smart e filobus Tommasi, ex calciatore, insiste sul fatto che «non serve solo attrarre, ma bisogna anche trattenere, anzitutto i giovani, creando forme di collaborazione tra Comune, imprese, università. Il turismo? Bisogna investire sulle cultura e creare maggiore rete fra Verona, lago di Garda, Lessinia. Ma Verona deve avere anche scuole internazionali, pubbliche». Per Tosi, «il turismo e l'industria manifatturiera sono compatibili. Si deve lavorare sul turismo di qualità e nel centro storico va mantenuto un equilibrio tra turisti e residenti. Lo sviluppo abitativo dev'essere comunque a Verona sud». E sempre in tema di imprese, Tosi ipotizza anche, in caso di sua elezione, di proporre ai titolari delle Acciaierie di Verona in lungadige Galtarossa di spostare l'insediamento all'esterno della città, prospettando che l'attuale area sia poi convertita a residenziale.Tutti hanno insistito sull'esigenza di snellire la burocrazia al servizio delle imprese, sulla città smart, migliorare la qualità dell'aria, anche con il trasporto pubblico. Il filobus elettrico? S'ha da fare. C'è un contratto da rispettare..