Caro energia

Stangata bollette in Comune. Il conto raddoppia: 35 milioni di euro

Le stime prevedono rincari fortissimi. Ferrari: «Troppi sprechi nei nostri edifici, si può risparmiare»
Lampioni a Borgo Trento
Lampioni a Borgo Trento
Lampioni a Borgo Trento
Lampioni a Borgo Trento

Una stangata senza precedenti ed è allarme per tutti i Comuni italiani di fronte al caro energia. Il Comune di Verona si prepara a reggere l’urto delle maxi bollette per luce e gas: nella riunione di Giunta della prossima settimana gli assessori porteranno le previsioni di spesa, il bilancio previsionale, le stime dei risparmi e il piano di riorganizzazione energetica. Il conto è da paura: il Comune di Verona dovrebbe passare da una spesa storica di 18,4 milioni per luce e gas a una spesa tra i 34 e i 36 milioni di euro, con un raddoppio secco della spesa: circa il 100% in più, vale a dire almeno 17 milioni di aumento. E questo vale per il 2022.

L'elenco dei rincari

Le previsioni per il 2023 nel malaugurato caso in cui l’emergenza energia dovesse durare, ci sarebbe un ulteriore rincaro di 6 milioni, arrivando al 140% in più sulla spesa storica del 2021. Nel dettaglio, le voci principali di costo sono per l’illuminazione pubblica (da 7 a 11-12 milioni) e per il gas (da 7 a 13-14 milioni); l’elettricità negli edifici comunali passerebbe da 4,2 milioni a 9-10.

Nessun aumento di tasse e imposte

Ma dove recuperare i circa 17 milioni (euro più, euro meno) necessari per far fronte alle nuove maxi bollette? Se le notizie fin qui sono state pessime, qualche buona notizia arriva dall’assessore al Bilancio Michele Bertucco: la copertura dovrebbe essere garantita, almeno per quest’anno, senza dover aumentare tasse, imposte, o tariffe.

Se molte città cominciano a temere di dover fermare i bus, lasciare al buio le strade e non riscaldare le scuole, Verona probabilmente non è in una situazione così drammatica. «Il Comune può contare su varie risorse; innanzi tutto incameriamo 80 milioni di Imu», spiega l’assessore, «abbiamo l’introito della tassa di soggiorno il cui gettito è tornato a crescere grazie all’arrivo dei turisti; abbiamo incamerato 2 milioni di aiuti dallo Stato in base all’ultima ripartizione di fine settembre con la quale il Governo ha stanziato 400 milioni per i Comuni; possiamo far conto anche sull’entrata straordinaria per la vendita dell’Immobiliare Magazzini Generali che ci porterà nel bilancio 2023 un introito di circa 7 milioni di euro. E poi ci sono gli utili delle aziende, Agsm-Aim in primo luogo. Pertanto confido che si possa andare a coprire questo enorme aumento di spesa per le bollette con risorse proprie, entrate straordinarie e un piano di contenimento dei costi».

Tagli ai servizi sono previsti? «No, anzi per Cultura, Istruzione e Sociale prevediamo di confermare le risorse e intendiamo aumentare la no tax area che attualmente è per chi possiede fino a 10 mila euro di reddito annuo; vorremmo alzare la soglia anche se non riusciremo ad arrivare a 15 mila euro, ma forse ci fermeremo a metà strada».

Misure di contenimento della spesa

Tutte misure che andranno all’esame della prossima Giunta, dove l’assessore Tommaso Ferrari porterà le proposte di contenimento dei consumi di luce e gas. Una prima stima prevede che se verrà applicato quanto deciso dal Governo per il riscaldamento degli uffici pubblici, diminuendo la temperatura da 20 a 19 gradi, il risparmio in un anno sarebbe di quasi 900 mila euro, vale a dire un contenimento quasi del 7% rispetto alla spesa storica, passando da 13 a 12 milioni circa.

Ma quali saranno le misure più impattanti per contenere luce e gas? Alcune città per esempio hanno cominciato a ridurre i punti luce, oltre che rinunciare a luminarie natalizie, addobbi e tutto quanto possa essere energivoro. «In questi giorni», spiega l’assessore Ferrari, «stiamo predisponendo con gli uffici tecnici un piano di riorganizzazione energetica per aggredire gli sprechi sia di gas che di luce. Abbiamo alte inefficienze che vanno correte, scaldiamo troppo alcuni edifici e poco altri. Preferisco per il momento concentrarmi sul contenimento dei costi del gas, intervenendo sul riscaldamento e appunto sull’efficienza degli impianti e dei locali, isolandoli meglio; poi sulla base del risparmio previsto per la bolletta del gas, penseremo a quanto incidere per l’energia elettrica. L’illuminazione pubblica, ricordo, si accompagna con la sicurezza, per cui sarebbe bene garantirla il più possibile», conclude Ferrari.

Ma quanto può reggere il Comune in questa situazione senza ricorrere a misure drastiche che ricadranno sui cittadini? «Un anno sicuramente, forse anche due, ma è ovvio che ci attendiamo dal nuovo Governo ulteriori stanziamenti a sostegno dei Comuni», riprende Bertucco. L’Anci ha già le idee chiare: Alessandro Canelli. delegato alla finanza locale, ha chiesto a Palazzo Chigi di stanziare almeno 1 miliardo di euro da qui a fine anno, «altrimenti si corre il rischio concreto di dover fermare i tram, tenere parti delle città al buio, spegnere le luci sui monumenti e tagliare i riscaldamenti negli uffici pubblici e nelle scuole».

Maurizio Battista