Come curarsi senza perdere le lezioni

L’entrata dell’ospedale Santa Giuliana
L’entrata dell’ospedale Santa Giuliana
L’entrata dell’ospedale Santa Giuliana
L’entrata dell’ospedale Santa Giuliana

Curarsi senza perdere le lezioni, né il prezioso rapporto con gli insegnanti e i compagni di scuola. A Santa Giuliana, centro di riferimento del Veneto per la cura e la riabilitazione degli adolescenti, è iniziata la scuola digitale in ospedale; un progetto unico nel suo genere, poiché, oltre al collegamento via internet con la propria classe, prevede che i ragazzi - attualmente tre liceali dai quattordici ai sedici anni) siano seguiti da un tutor e da alcuni insegnanti in presenza. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione San Zeno, che ha messo a disposizione le attrezzature informatiche e il personale dedicato. «Perché la scuola deve essere prima di tutto un luogo dove stare bene», spiega Rita Ruffoli, direttore di Fondazione San Zeno. «Il ricovero ospedaliero in adolescenza protegge, ma può indurre passività dovuta all'isolamento sociale», spiega Amedeo Bezzetto, psicologo e responsabile dell'area riabilitativa adolescenti di Santa Giuliana. «Con questo progetto si lavora sulla motivazione e sul metodo di studio. L'alunno può recuperare una o più materie e soprattutto mantiene la relazione con le persone cui è legato» e con il mondo a cui tornerà un volta dimesso. Motivazione e partecipazione diventano una cura anche contro la dispersione scolastica, «primo segnale che si rileva quando un giovane sta male», aggiunge lo psichiatra Marcello Santi, direttore dell'ospedale Santa Giuliana. «Favorire un riaggancio con la scuola è un intervento riabilitativo. E lo assicuriamo motivando il ragazzo e offrendogli strumenti». Il progetto durerà trentasei mesi e prevede tempi di studio individuale con l'assistenza di un docente in presenza e in didattica a distanza. La stima è che nell'arco di tre anni possa essere proposto a circa 150 adolescenti e giovani dai 14 fino ai 21 anni, ospiti della struttura sanitaria veronese per periodi di degenza dai 30 ai 90 giorni. Il distanziamento sociale e la sospensione della frequenza scolastica dettati dall'emergenza sanitaria stanno incidendo sulla salute mentale dei giovani, specialmente i più fragili. Così, sottolinea Amedeo Bezzetto, «La scuola digitale è un progetto di inclusione scolastica e di lotta alla povertà educativa per i giovani più fragili e vulnerabili, bisognosi di cure ma anche di formazione, di contatto e integrazione con i loro compagni di classe, di continuità negli apprendimenti interrotti con il ricovero». •

Laura Perina