Botta e risposta

«Chi non partecipa è un Berizzi». Bufera sul tweet di Bussinello per la manifestazione romana di Casapound

Botta e risposta su Twitter tra il giornalista Paolo Berizzi e il leader di Casapound Verona, Roberto Bussinello
Botta e risposta su Twitter tra il giornalista Paolo Berizzi e il leader di Casapound Verona, Roberto Bussinello
Botta e risposta su Twitter tra il giornalista Paolo Berizzi e il leader di Casapound Verona, Roberto Bussinello
Botta e risposta su Twitter tra il giornalista Paolo Berizzi e il leader di Casapound Verona, Roberto Bussinello

La manifestazione dei neofascisti di Casapound in programma a Roma il 28 maggio, contro il presidente del Consiglio Mario Draghi, fa rumore anche a Verona. A provocarlo è l'avvocato Roberto Bussinello, leader scaligero del movimento, che  - come accade quasi ad ogni tweet - tira in ballo il giornalista di Repubblica, autore di «È gradita la camicia nera - Verona, la città laboratorio dell'estrema destra tra l'Italia e l'Europa», per fare pubblicità all'evento. E scrive: «Chi non partecipa è un Berizzi», taggandolo direttamente sul social network, in modo da rendere lo scherno di maggiore impatto.

E infatti la replica del giornalista, già sotto scorta per le minacce di estremisti di destra, non si fa attendere: «I dirigenti di CasaPound le loro manifestazioni fasciste le lanciano così. La considero una medaglia. In attesa che la magistratura e le istituzioni democratiche facciano il loro dovere».

 

 

Bussinello, non pago della provocazione, insiste in un altro tweet: «Ehi Berizzi , invece che piangere perché ti ho utilizzato come testimonial per convincere, con successo peraltro, più gente a venire al nostro corteo, perché non accetti il contraddittorio che ti ho ripetutamente chiesto?». Contraddittorio sui contenuti del libro di Berizzi sulla Verona fascista.

E sul botta e risposta a suon di tweet tra i due, intervengono la deputata veronese Alessia Rotta e l’eurodeputata del Partito democratico, Alessandra Moretti. «La nostra piena solidarietà a Paolo Berizzi, il fascismo che a Verona ha la sua massima espressione, sta ormai diventando un problema nazionale». E proseguono: «Rivolgiamo un appello al ministero dell’Interno e al Comune di Roma di non autorizzare la manifestazione fascista».

E poi sottolineano, ancora una volta, il silenzio del sindaco di Verona, Federico Sboarina colpevole di «non aver ritenuto importante spendere neppure una parola a difesa della libertà di stampa e dell’incolumità di un giornalista attaccato dagli estremisti veronesi». 

 

 

Anche la Federazione nazionale della Stampa italiana condanna il tweet di Bussinello. La nota della Fnsi annuncia di unirsi al «Comitato di redazione di Repubblica nel "condannare con forza" l'ennesimo attacco al giornalista Paolo Berizzi da parte di gruppi neofascisti» e prosegue: «Come sempre la Fnsi è al fianco del collega, costretto a una vita sotto scorta per via delle minacce ricevute da gruppi neonazisti e neofascisti, nella consapevolezza che non saranno certo episodi come questo ad impedirgli di continuare a svolgere il suo lavoro con la determinazione e la passione civile di sempre».

 

In difesa di Bussinello si erge l'avvocato Andrea Bacciga, consigliere leghista, che su Facebook scrive: «Il collega e amico Roberto Bussinello in un tweet sul corteo a Roma scrive: “chi non partecipa è un Berizzi”. Parole innocue, simpatiche e scherzose, di coinvolgimento all’iniziativa, che per Alessia Rotta sono intollerabili minacce. Quali sarebbero, dunque, le frasi minatorie? Forse l’onorevole piddina dimentica il tweet del sopraccitato giornalista, che, di fronte alla nostra città allagata e in ginocchio per colpa di un nubifragio, si permise di commentare con “karma”, come se i veronesi se lo fossero meritati. Quello fu davvero inaccettabile e intollerabile. E chi non condivide questo post è un Berizzi!»

Giorgia Cozzolino