tra risparmi e timori

«Caro bollette? Dobbiamo prepararci al freddo anche in chiesa»

Anche i sacerdoti affrontano il caro energia e cercano di risparmiare: «Stanno aumentando le famiglie che chiedono aiuto»
In Duomo. Fedeli durante una celebrazione religiosa. Il caro bollette avrà effetti anche sul riscaldamento delle chiese
In Duomo. Fedeli durante una celebrazione religiosa. Il caro bollette avrà effetti anche sul riscaldamento delle chiese
In Duomo. Fedeli durante una celebrazione religiosa. Il caro bollette avrà effetti anche sul riscaldamento delle chiese
In Duomo. Fedeli durante una celebrazione religiosa. Il caro bollette avrà effetti anche sul riscaldamento delle chiese

L’attesa per l’arrivo delle super bollette tiene con il fiato sospeso i parroci veronesi: il caro energia avrà i suoi effetti anche qui. Le chiese sono spazi grandi, a volte enormi e trovare un modo per garantire una temperatura accettabile durante le funzioni senza ripercussioni sui bilanci non sarà facile.

Alcune parrocchie stanno già correndo ai ripari, cercando rimedi perché la situazione nei prossimi mesi sarà ancora più difficile. E c’è anche un’altra faccia della stessa medaglia che preoccupa in egual misura. Sono le famiglie che, sempre di più, si rivolgono alle parrocchie perché non riescono a far fronte alle spese. Il caro energia picchia duro e gli stipendi troppo spesso non bastano.

Nuove abitudini anche durante le funzioni con l'obiettivo di risparmiare

Monsignor Gianluigi Cottarelli, parroco in Cattedrale, aspetta di vedere la bolletta per capire cosa fare e come muoversi. «Siamo preoccupati, un po’ come tutti, se davvero i costi si moltiplicheranno per quattro», spiega. L’ipotesi, soprattutto per l’inverno inoltrato, è vestirsi di più durante le funzioni: «Dobbiamo andare avanti, dovremo abituarci anche ad avere una chiesa più fredda. Si dovrà ridurre al minimo il riscaldamento, tenerlo giusto per non battere i denti. Ci abitueremo anche a questo, per millenni le chiese sono state fredde». Cottarelli estremizza ma fotografa una prospettiva reale e imminente. E poi la questione legata ai costi dell’illuminazione: «Sì, questo è un altro tema. Si dovranno accendere meno luci possibili, anche la metà di quelle che abbiamo a disposizione». 

Da sinistra, don Andrea Ronconi, don Carlo Vinco e monsignor Gianluigi Cottarelli
Da sinistra, don Andrea Ronconi, don Carlo Vinco e monsignor Gianluigi Cottarelli

Abbassare il riscaldamento, ma guai a tornare alle messe in streaming

La parola chiave è sempre la stessa: risparmiare. Tornare alle messe in streaming è, invece, una strada non percorribile. «Sarebbe come tornare indietro. Come buttar via tutto quello che abbiamo conquistato in questi mesi contro il virus», aggiunge Cottarelli.  Il tema pandemia, però, non può andare in soffitta così facilmente.

E la questione spazi, proprio in relazione al Covid, torna centrale: «Per cercare di risparmiare», spiega don Andrea Ronconi, sacerdote a Borgo Roma alla parrocchia di Gesù Divino Lavoratore, «sfrutteremo magari le stanze più piccole. Ma bisognerà comunque tener conto dei distanziamenti e poi servirà arieggiare. Non sarà facile». «Saremo costretti, ad esempio, ad utilizzare molto di più la cappellina invece che la chiesa: risparmiamo anche lì e accenderemo il riscaldamento all’ultimo minuto», mette sul tavolo un’altra ipotesi. Ma è qui che si apre un ulteriore fronte: le chiese sono frequentate anche da persone fragili e anziane. «Non possiamo permetterci di tenerle al gelo. Allo stesso tempo sarà necessario accendere le luci solo per la durata della funzione, non prima», precisa.

L'attesa delle prossime bollette tra preoccupazioni e possibili soluzioni

«La stiamo aspettando». È la risposta di monsignor Carlo Vinco, parroco a San Luca in centro, alla domanda se sia preoccupato dell’arrivo della bolletta. «Quelle dello scorso inverno erano duplicate. Qui siamo preoccupati per le spese dell’energia elettrica, ma soprattutto per quelle del riscaldamento». E le soluzioni? «Aspettiamo di vedere quant’è l’importo e poi capiremo, ma spero che ci sia un aiuto da parte della Curia». Qui il ragionamento di Vinco e Cottarelli si allinea ancora di più: «Dovrà esserci una conduzione dell'emergenza unitaria. Aspettiamo direttive in questo senso». «Siamo in una sorta di periodo bianco», aggiunge Cottarelli, «aspettando che il nuovo vescovo Domenico Pompili si insedi. Lì si prenderanno decisioni anche in merito a questo problema, da affrontare il prima possibile».

Aiuti economici e contributi all'orizzonte

 Gli spazi della chiesa sono sì sfruttati per le funzioni, il catechismo e attività connesse, ma molte altre esulano. «Ad esempio», evidenzia don Ronconi, «ospitiamo anche riunioni di condominio. È importante che d’ora in poi ci siano degli aiuti economici da parte di tutti per l'utilizzo di certe stanze. Non si possono chiedere aiuti ai gruppi di volontari, ma ad altri sì. Così come saranno ancora più importanti le offerte alla domenica». 

La situazione complicata che si prospetta, però, può essere anche una possibilità per educare: «Dobbiamo trovare qualcosa di positivo anche in questo momento. Sarà importante educare i giovani a responsabilizzarsi contro gli sprechi e al rispetto». Lo stesso accade per i campi da calcio e calcetto: «Illuminarli costa, è indubbio. Quindi ai ragazzi possiamo chiedere un contributo, ma la cosa importante è non chiudere, tenerli sempre a loro disposizione perché sono un luogo sano di aggregazione».

Le bollette sempre più salate rischiano - e in alcuni casi lo hanno già fatto - di mettere in ginocchio molte famiglie. Lo registra a Borgo Roma proprio don Ronconi, ma altro non è che il riflesso di una situazione generalizzata: «Sempre più persone vengono in canonica e chiedono di essere aiutate. Gli stipendi restano gli stessi, mentre le spese aumentano sempre di più. Noi facciamo quello che possiamo per dare un aiuto, per fortuna abbiamo l’appoggio dell’associazione San Vincenzo». 

Nicolò Vincenzi