LA RICERCA di Changes Unipol

Caro bollette e crisi energetica preoccupano i veronesi. Ma solo uno su quattro è disposto a rinunciare al condizionatore

Il caro bollette è in testa alle preoccupazioni dei veronesi
Il caro bollette è in testa alle preoccupazioni dei veronesi
Il caro bollette è in testa alle preoccupazioni dei veronesi
Il caro bollette è in testa alle preoccupazioni dei veronesi

Caro bollette e dipendenza energetica dall'estero tolgono il sono a oltre la metà dei veronesi. O almeno sono in vetta alle loro preoccupazioni, stando alla ricerca di Changes Unipol, realizzata ed elaborata da Ipsos, che ha esaminato come si stanno modificando i comportamenti e le attitudini dei cittadini di Verona nella quotidianità dell’attuale scenario di crisi energetica e le loro preoccupazioni nel contesto della crisi bellica in Ucraina per via delle difficoltà di approvvigionamento di energia e del rincaro dei prezzi.

A Verona, la continua dipendenza dalle importazioni di energia dall’estero è la principale preoccupazione legata al conflitto per gli intervistati (39%), dato superiore alla media nazionale (35%). A impensierire è soprattutto la continua dipendenza dalle importazioni di energia dall’estero, indicata dal 39% dei veronesi come la prima preoccupazione in assoluto e comunque, per il 69% degli intervistati, tra le prime tre preoccupazioni. Il possibile ricorso al nucleare (21%) e il rischio di non dare priorità alla transizione verso le rinnovabili (16%) sono le altre due principali preoccupazioni dei veronesi – dati sostanzialmente in linea con quanto dichiarato dagli italiani (rispettivamente, 23% e 15%).

I timori dei veronesi si concentrano, sebbene con minore intensità, anche su altri due aspetti: il possibile ricorso all’energia nucleare – indicato dal 47% del campione tra le tre principali preoccupazioni e, nel 21% dei casi, come prima minaccia in assoluto – e il rischio che non venga data priorità alla transizione energetica e alle fonti rinnovabili: in questo caso è il 59% dei veronesi a mostrarsi nel complesso preoccupato, sebbene solo il 16% lo indichi come timore principale. La riattivazione o l’apertura di centrali a carbone è fonte di preoccupazione complessiva per il 35% dei veronesi, un dato che, tuttavia, risulta per gli intervistati veronesi più basso di 5 punti percentuali rispetto alla media italiana.

Minore inquietudine destano, invece, la costruzione o l’aumento di produzione dei rigassificatori e la costruzione di nuovi gasdotti, indicati rispettivamente soltanto dal 3% e dal 2% degli intervistati come maggiore minaccia. Solo il 16% degli intervistati veronesi è pienamente favorevole al nucleare La possibilità di ricorrere all’energia da centrali nucleari anche in Italia raccoglie soltanto il 16% di consensi tra i veronesi, ma il favore sale a più di 1 su 4 (28%) nel caso si utilizzassero tecnologie e modalità di gestione dell’energia nucleare più sicure di quelle attuali. Il 43% si dichiara invece contrario, o per la convinzione che ci siano più rischi che vantaggi (30%) oppure per una questione legata alla non convenienza di costi (13%).

Alla luce dei rincari dei prezzi, il 57% dei veronesi indica nelle bollette di acqua, luce, telefono e gas la spesa che avrà più difficoltà ad affrontare in futuro. In tema di rincari e inflazione, invece, ben il 90% dei veronesi indica almeno una voce di spesa che potrebbe far fatica ad affrontare nel prossimo futuro, percentuale superiore a quanto dichiarato dagli italiani (82%). Solo il 4% afferma di non prevedere problematiche legate alle spese future.

Dopo i prezzi delle bollette, il timore più diffuso è quello di dover sostenere una generica spesa imprevista, indicato da 1 veronese su 2 (49%). Tra le altre voci, il 39% teme di non riuscire a sostenere le spese dentistiche, mentre il 34% teme di non riuscire a sostenere le spese per la benzina, dato superiore a quello nazionale (31%). Le altre preoccupazioni economiche più sentite dai veronesi sono: le spese per la casa quali affitto, mutuo o condominio (37%), una spesa importante, come la sostituzione di un elettrodomestico rotto (37%) o effettuare acquisti non alimentari (28%). Un 14%, invece, si dichiara preoccupato di non poter sostenere le spese per il mantenimento e l'istruzione dei figli (attività, libri, tasse...).

A Verona, il 91% del campione intervistato si dice già attivo o intenzionato ad adottare comportamenti virtuosi di risparmio energetico. La ricerca rileva anche come la grande maggioranza dei veronesi (il 91%) ha già messo in atto, o comunque ha in animo di farlo, comportamenti personali virtuosi, mirati al risparmio energetico e alla salvaguardia dell’ambiente. Il dato si presenta in linea con la media nazionale (93%). Anche le più piccole accortezze, però, risultano lontane dalla piena diffusione: non lasciar correre acqua inutilmente è il comportamento più diffuso, ma viene adottato solo dal 58% degli intervistati, seguito dall’azionare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico (57%) e dal sostituire le vecchie lampadine con quelle a led (47%).

I buoni propositi perdono poi consensi quando si parla di comfort climatico: meno di 1 veronese su 2 (45%) è disposto a ridurre la temperatura dei termosifoni d’inverno, mentre solo 1 su 4 (25%) si dichiara pronto a rinunciare a ridurre l’uso del condizionatore d’estate. Quest’ultimo dato, in particolare, risulta più basso anche rispetto a quanto indicato dagli italiani (31%). Il 41%, invece, si dichiara intenzionato a scegliere elettrodomestici a più basso consumo o ad alta classe energetica. I veronesi sono anche disposti a ridurre l’utilizzo dell’auto, mentre risultano in crescita gli spostamenti in bici e tramite veicoli di sharing. L’80% dei veronesi, a fronte di un 73% nazionale, dichiara oggi di utilizzare quotidianamente un’auto di proprietà per i propri spostamenti ma, nelle intenzioni dei prossimi 6 mesi, questa quota scende al 73%. In crescita gli spostamenti in bici (dal 22% al 25%) e l’utilizzo di veicoli in sharing (auto, monopattini, bici o moto/scooter), che saranno utilizzati dal 9% della popolazione, a fronte dell’odierno 5%. Rimarranno sostanzialmente stabili, invece, gli spostamenti a piedi (dato costante al 18%), quelli con i mezzi pubblici (dal 17% al 16%) e con il motorino di proprietà (dall’11% al 10%).