Il presidente della multiutility

Caro bollette, Casali (Agsm-Aim): «Gli sconti a tutti servono a poco. Vanno dati più soldi ai Comuni»

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La sede di Agsm-Aim e il presidente Stefano Casali
La sede di Agsm-Aim e il presidente Stefano Casali
La sede di Agsm-Aim e il presidente Stefano Casali
La sede di Agsm-Aim e il presidente Stefano Casali

Aumentare gli utili, a beneficio dei soci proprietari. Cioè i Comuni di Verona e di Vicenza. Per fare in modo che i soldi vengano destinati a dare sollievo a chi, imprese e popolazione meno abbiente, subisce in modo particolare i rincari pesanti delle bollette di energia elettrica e gas. Quasi raddoppiate. È la strada che intende seguire Agsm Aim, l’azienda multiservizi creata un anno fa dall’accorpamento tra Agsm Verona e Aim Vicenza. Ed è il presidente Stefano Casali, avvocato, - che ha come consigliere delegato, con funzione di amministratore delegato, Stefano Quaglino - a delineare il percorso.

Era stato il presidente della Regione Luca Zaia, domenica su L’Arena, a dire tra l’altro che, per scongiurare un lockdown economico, da pandemia, dettato da aumenti delle bollette, per le imprese, e del costo delle materie prime, il Governo dovrebbe mettere mano al portafoglio. E fare da cabina di regia per coordinare interventi. Ma anche le aziende multiservizi, ha detto Zaia, essendo in quasi tutti i casi di proprietà pubblica, potrebbero intervenire.

 

Casali lancia il piano. «La premessa è che come Agsm Aim subiamo anche noi, come i cittadini, questi aumenti del costo dell’energia elettrica e del gas», spiega. Detto questo, il presidente ricorda la peculiarità di Agsm Aim. «I cittadini, utenti/clienti, sono anche i proprietari, attraverso i Comuni, della nostra azienda, che fortunatamente sta andando bene. Quindi», annuncia, «anche su input dei Comuni di Verona e di Vicenza, ci auguriamo di aumentare gli utili per i soci, appunto i Comuni. Affinché mettano in atto iniziative di sostegno per chi fa fatica a fronteggiare gli aumenti considerevoli delle bollette». C’è, però, un...però. È lo stesso Casali a porlo. Quando sostiene e conferma che una tegola di queste dimensioni, in termini di rincari, non si può affrontare da soli. «Essendo tra le prime multiutility sul mercato italiano, Agsm Aim è pronta a sedersi un tavolo nazionale, con le forze economiche, governative, e anche con la Regione. Affinché tutti compiano la propria parte in maniera coordinata, per fronteggiare le difficoltà di imprese e famiglie».

 

 Tutto questo serve a evitare il metodo dei contributi a pioggia, senza distinzioni, che per il presidente di Agsm Aim non porterebbero a benefici reali. «Se come Agsm Aim stanziassimo, che so, cinque milioni per gli 850mila clienti che abbiamo, toglieremmo dieci euro a testa a bolletta, ma non risolveremmo alcunché. Ecco perché è più logico dare risorse ai Comuni, che con i servizi sociali e i vari settori sanno dove indirizzare i sostegni a chi ne ha più bisogno». Ma di quante risorse economiche si sta parlando? Come ha riferito Agsm Aim nel settembre scorso, riferendo i risultati dell’azienda al 30 giugno 2021, cioè del suo primo semestre di attività dopo l’aggregazione, l’utile netto è più che raddoppiato, passando da 10,6 milioni a 22,1 milioni, al 30 giugno 2021. In un’azienda con ricavi consolidati di 704,9 milioni, in significativo aumento rispetto ai 555,4 milioni (dati pro-forma) registrati nel precedente esercizio. Il margine operativo lordo è cresciuto del 25 per cento, attestandosi a 71,2 milioni rispetto ai 56,9 milioni del 2020, quando Agsm e Aim erano separate.

Certo, sono raddoppiati già gli utili - che ora si punta ad aumentare - ma sono raddoppiate nel frattempo anche le bollette. La multiservizi scaligero-berica, però, che cosa può fare in più nel medio periodo? Anche per dare un senso pieno all’accorpamento, con reali ricadute positive sui cittadini clienti, tanto più in questo periodo di crisi dovuta al Covid? «Sfruttando il Pnrr implementeremo interventi sull’energia eolica e anche impianti fotovoltaici e il nostro obiettivo tra l’altro è quello di installarli sui tetti dei padiglioni della Fiera», conclude Casali. «Poi la nostra azienda ha un settore dedicato proprio alla Smart city e alle tecnologie per migliorare i nostri servizi, anche qui cercando di ottenere fondi del Pnrr». Urgono rimedi. «Siamo anche noi produttori di energia, con le nostre centrali, ma anche noi, per questioni globali, subiamo gli aumenti. Ma bisogna vigilare sulle speculazioni, perché certi rincari sono eccessivi».

Enrico Giardini