Verità nascoste

Bimbo di sette mesi con fratture. La madre prima accusa il marito e poi confessa: «Sono stata io»

Pronto soccorso
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Ha cambiato versione almeno due volte ma alla fine ha ammesso che a sollevare bruscamente il figlio prendendolo per un braccio è stata lei. Quella «frattura scomposta dell’omero e sublussazione dell’articolazione omero ilneare con parziale disarticolazione del gomito» rilevata dai medici del Pronto soccorso la mattina del 9 maggio era stata provocata da una reazione della donna perché il piccolo, sette mesi, non smetteva di piangere.

Aveva accusato il marito dicendo che, rientrato dal lavoro stanco, aveva reagito male ma poi è crollata. E ha raccontato la verità.
La prima conseguenza è che il gip Luciano Gorra ha revocato la misura del divieto di avvicinamento alla moglie e al figlio adottata nei confronti dell’uomo di 39 anni di nazionalità moldava che lavora di notte e consegna farmaci. E ora, alla luce di quanto la mamma di 26 anni ha raccontato agli ufficiali di pg, il pubblico ministero Maria Beatrice Zanotti l’ha iscritta nel registro degli indagati per le lesioni gravi causate al figlioletto (la prognosi fu di 60 giorni).

Dopo il ricovero nel reparto di Pediatria dell’ospedale della donna e del bambino fu il medico ad avvisare la polizia poiché la frattura al braccino del neonato non poteva essere, come riferito dalla donna, conseguenza di una caduta accidentale. Due settimane dopo, sentita in questura, raccontò che era stato il marito che durante il tragitto da casa all’ospedale le aveva intimato di non raccontare come erano andate le cose.

Una volta dimesso dall’ospedale, il piccolo e la mamma sono stati collocati in una struttura protetta, lui non poteva avvicinarli e nemmeno comunicare con lei. Il 22 giugno, su delega del magistrato, è stata sentita e finalmente ha chiarito ogni cosa. Ha spiegato che al mattino si era svegliata presto, aveva poi preparato il biberon al piccolo e di aver chiamato il marito al telefono. Ma il bambino ha iniziato a piangere e non riusciva a farlo smettere. Era nel letto matrimoniale e ad un certo punto, esasperata, gli ha messo una mano sulla spalla e con l’altra lo ha tirato per il braccio sinistro, quella leva che ha provocato la frattura e la sublussazione.

Si è accorta che il bimbo muoveva solo le dita ma non il braccio e a quel punto ha chiamato nuovamente il marito che è rincasato e li ha accompagnati in ospedale. Poi lei lo ha accusato, sostiene di averlo fatto perché era sconvolta e non sapeva quel che diceva. Perfino la madre, in Romania, quando ha saputo la verità, non le ha parlato per giorni.  Lui, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, negò di aver fatto male al figlio sostenendo che era stata la giovane moglie. Non mentiva.

Fabiana Marcolini