Battiti e Verona Domani
insieme per Sboarina

Federico Sboarina con (a sinistra) Montagna (Battiti) e Stefano Casali (Verona Domani) FOTO MARCHIORI
Federico Sboarina con (a sinistra) Montagna (Battiti) e Stefano Casali (Verona Domani) FOTO MARCHIORI
Federico Sboarina con (a sinistra) Montagna (Battiti) e Stefano Casali (Verona Domani) FOTO MARCHIORI
Federico Sboarina con (a sinistra) Montagna (Battiti) e Stefano Casali (Verona Domani) FOTO MARCHIORI

Due simboli che si uniscono in unico logo. Quelli di Battiti e di Verona Domani, da oggi fianco a fianco nella corsa per un unico obiettivo: Sboarina sindaco. È stata ufficializzata ieri mattina al Crowne Plaza in Zai la nuova lista civica della coalizione che sostiene il candidato sindaco del centrodestra. Il risultato dell’unione politica di due associazioni civiche: Battiti per Verona e Verona domani, la prima nata nel 2013, la seconda l’anno dopo, che contano già oltre 30 rappresentanti eletti nelle istituzioni.

Una fusione che parte «da valori e ideali comuni», ha detto Sboarina, «che ha portato a questo percorso comune sia nei movimenti civici che nei pariti, con cui formiamo l’unico vero centrodestra a Verona». E un «patto generazionale tra “ragazzi“, che parte prima di tutto da un rapporto umano». Il risultato di «tanti caffè bevuti dai rappresentanti di queste due associazioni», racconta il senatore Alessandro Montagna, di Battiti, «ognuna con la propria cultura ma con la stessa volontà di mettere insieme le idee per il bene di Verona. E il nuovo simbolo rappresenta il programma che abbiamo in comune».

Sicurezza, rilancio della cultura, attenzione per la famiglia e per le fasce più deboli, tutela dell’ambiente i punti del programma sposati da Verona Domani di Stefano Casali, che conferma: «Siamo due gruppi di amici che sin da giovani fanno politica nella città in cui vivono. E crediamo molto in questo progetto, che proseguirà oltre questa tornata elettorale». E che, a sentire il consigliere regionale, è sotto la lente del centrodestra nazionale.

«Il nostro punto di vista è originale nel panorama nazionale», spiega. «Qui a Verona abbiamo riunito tutto il centrodestra scegliendoci il nostro candidato dal territorio senza che Roma mettesse parola. In molti avrebbero ambito a diventare sindaco della dodicesima città d’Italia, la quarta città turistica: ma l’ambizione di dare a Verona il miglior sindaco, Sboarina, per noi era un’ambizione più grande. Per questo i leader nazionali della coalizione saranno presto in città per studiare il caso Verona».

I nomi dei candidati saranno svelati ufficialmente solo tra qualche giorno. In lista figurano, tra gli altri, Marco Padovani, ex assessore, il senatore Stefano Bertacco, il consigliere della Settima Circoscrizione Daniele Perbellini, di Battiti; il consigliere comunale Rosario Russo e la presidente della Prima Circoscrizione Daniela Drudi (Verona Domani); Ilaria Segala, già presidente dell’Ordine degli ingegneri di Verona e provincia; Bruno Tacchella, ex consigliere e già presidente dell’Unione RadioTaxi Verona. Tra i candidati anche Patrizio Violante, consigliere della Prima Circoscrizione, in lista nonostante il post «mussoliniano» pubblicato su Facebook nei giorni scorsi, che aveva creato qualche imbarazzo al presidente di Battiti.

In platea, oltre a loro, i volti del centrodestra veronese e dei partiti della coalizione, praticamente al completo: Enrico Corsi in rappresentanza della Lega, Ciro Maschio per Fratelli d’Italia, Davide Bendinelli per Forza Italia.

Ma Sboarina sbotta se gli si chiede dell’altra componente forzista, che con Alberto Giorgetti sostiene invece la candidatura di Patrizia Bisinella (Fare!): «I fratelli Giorgetti sono due persone sole, noi abbiamo tutti i simboli (oltre a Battiti, Lega, Fratelli d’Italia, una parte di Forza Italia e, appunto, Verona domani, anche Idea, Partito Pensionati, Protagonisti per il domani, Verona più sicura, L’Officina Verona e Liberali Popolari, ndr), tutto il centrodestra è qui», ribadisce fermo. E Sboarina ne ha anche per la compagna del sindaco Tosi: «C’è chi dice che rappresentiamo il vecchio centrodestra», afferma senza citare la senatrice, ma il riferimento è chiaro. «Noi partiamo da valori e ideali del centrodestra: saranno anche vecchi, ma a me piacciono». E fa l’esempio dei crocifissi nelle scuole, che non vuole vengano tolti. «Altri si rifanno a ideali più recenti, che però sono già vecchi, perché destinati a morire. Spero al più presto».

Elisa Pasetto