IL TAVOLO IN PREFETTURA

Baby gang, parte dalla strada il piano per disinnescare il disagio

Dopo la task force inviata nelle scuole, si interverrà nei luoghi di aggregazione. Cafagna: «Cercheremo di portare riferimenti ed esempi contrari, in positivo»
La prefettura prepara un piano contro il fenomeno baby gang
La prefettura prepara un piano contro il fenomeno baby gang
La prefettura prepara un piano contro il fenomeno baby gang
La prefettura prepara un piano contro il fenomeno baby gang

Il piano di intervento è definito. Sarà lo strumento per entrare e disinnescare, ovunque possibile, il disagio giovanile. Quello che si traduce nel fenomeno delle cosiddette "baby gang"Interventi nelle scuole «ma anche direttamente sulla strada, dove i ragazzi si aggregano», spiega il rappresentante del Governo, Donato Cafagna. «Spesso guidati da “leader“ dall'ispirazione negativa. Noi cercheremo di portare riferimenti ed esempi contrari, in positivo».

Si arriva al «dunque» del programma già prefigurato da mesi, nelle parole delle due assessore Stefania Zivelonghi (Sicurezza) e Luisa Ceni (Politiche sociali): «Puntiamo ad intercettare i ragazzi, come era stato previsto. Lo si farà a scuola ma, per una parte importante, anche direttamente sulla strada».

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Un piano per intercettare il disagio... per strada

Non sarà un’azione estemporanea «ma un vero piano che, a breve, passerà al vaglio della Giunta comunale». Un atto ufficiale. Per impedire, con le parole del prefetto, «quel passo ulteriore che talvolta può portare ad atti di rilevanza penale». «L’intervento, con un nucleo di operatori specializzati, sarà diretto ai ragazzi ma anche alle loro famiglie», precisa, «per dare indicazioni di legalità, rispetto delle regole e dell’autorità».

Il tavolo in prefettura

È il frutto, ormai maturo, di diversi appuntamenti di analisi, con la Prefettura nel ruolo di coordinamento, tra amministrazione comunale, forze dell’ordine ed operatori scolastici e sociali. L’incontro ai Palazzi Scaligeri, ultimo di una serie, coinvolge l’intera platea dei protagonisti, istituzionali e scolastici. Oltre a Vittorino Andreoli, lo psichiatra che delle fenomenologie del mondo giovanile è tra i più profondi conoscitori.

«Questo piano», confermano Zivelonghi e Ceni, «è perfettamente inserito nel solco delle sue analisi. Lo avevamo prefigurato, ora sta prendendo forma reale». «Servono esempi positivi, di adulti ma anche di coetanei, da proporre per contrastare», ribadisce il prefetto, «le figure negative che spesso, nei gruppi di ragazzi, vengono prese come punti di riferimento». Una sfida, tutto sommato alla pari e sul campo. Ed una mano tesa. 

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Paolo Mozzo