Il dibattito

Pandemia economica, «servono subito 30 miliardi per le aziende». Allarme caro-energia

 

Il futuro immediato delle aziende lombardo-venete, provate dal caro bolletta, si deciderà oggi alle 15 con la prima riunione convocata al ministero dello Sviluppo economico sull'energia. Al tavolo il ministro Giancarlo Giorgetti a dare audizione ai rappresentanti di Confindustria, Confindustria ceramica, Confindustria energia, Aicep, Federbeton, Assocarta, Assovetro, Assomet, Federacciai, Assofond, Federchimica, Federalimentare, Interconnector energy italia, Federlegno Arredo, Anima, Anfia. Una situazione che si sarebbe «smossa» dopo contatti tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e Palazzo Chigi, con la Lega che insiste affinchè si arrivi già nei prossimi giorni a un intervento del governo per fronteggiare l'aumento di luce e gas. «Siamo convinti che nessun partito si metterà di traverso: ora tutti si sono accorti che il tema è un dramma per famiglie e imprese», ha spiegato a Bresciaoggi Salvini presentando i dati aggiornati sui prezzi. «Il costo unico nazionale di un mega chilowattora è di poco inferiore ai 220 euro, cifra considerevole soprattutto se si considera che per lo stesso periodo del 2021 era leggermente superiore a 125 euro - ha rimarcato Salvini -. La Germania paga 96,85 euro e la Francia 109,18».

 

Matteo Salvini con Giancarlo Giorgetti
Matteo Salvini con Giancarlo Giorgetti

 

Da qui l’impegno per alleggerire le imprese e non vanificare la ripresa. «In mesi drammatici, tra Covid e caro-bollette, da famiglie e imprese italiane abbiamo avuto esempi straordinari di impegno, dignità, sacrificio - ha precisato Salvini -. Ho ascoltato molti imprenditori iniziando a Torbole Casaglia prima di Capodanno. Purtroppo, il caro-energia rischia di essere una mazzata troppo dura da assorbire. Ecco perché il governo deve intervenire immediatamente con uno scostamento di bilancio: il grido di dolore che arriva da Nord a Sud, dagli imprenditori del lombardo veneto fino agli albergatori calabresi, passando per i ceramisti emiliani fino ai ristoratori, va ascoltato e merita risposta».

Lo scostamento chiesto da Salvini è di 30 miliardi, utili a calmierare le bollette e da «intraprendere assolutamente prima dell'inizio delle votazioni del prossimo Presidente della Repubblica». «E se alle imprese ci aggiungiamo anche le famiglie si arriva a 50 miliardi - ha chiuso il leader della Lega -. L'obiettivo è portare in Cdm entro questa settimana il Decreto Ristori e un primo provvedimento per ridurre gli aumenti, che sono del doppio e del triplo e mettono a rischio di chiusura migliaia di aziende e a rischio freddo e buio di migliaia di famiglie. Gli imprenditori di Brescia e Verona che con grande dignità hanno raccontato le loro difficoltà hanno bisogno di risposte». 

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Vincenzo Amendola con il dg della Fiera Mantovani
Vincenzo Amendola con il dg della Fiera Mantovani

 

Come aiutare le imprese, tra cui quelle venete e veronesi, che lamentano i rincari dell’energia con ricadute pesanti sul costo delle bollette?
«È un tema che va ben oltre l’Italia. E non a caso l’Unione europea, già oltre un mese fa, ha permesso di stanziare cospicue risorse economiche, tra l’altro già impiegate per mitigare i costi delle bollette dell’energia per le imprese e per le famiglie. Ma intanto il nostro Governo e il Paese si battono per aumentare gli stoccaggi di gas, fondamentale per le nostre aziende». Lo dice Vincenzo Amendola, sottosegretario per gli Affari europei, esponente del Pd. Al quale chiediamo che cosa intende fare il Governo per venire incontro all’appello delle imprese, lanciato anche dalle colonne del nostro giornale. Lo stesso Amendola, tra l’altro, accompagnato dal deputato veronese del Pd Gianni Dal Moro, relatore alla Camera sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr, era stato a Verona il 12 novembre scorso. Proprio sul Pnrr. Era andato in visita, incontrandone i vertici, ad Agsm Aim, a Veronafiere, alle Acciaierie di Verona e, a Soave, alla Midac, un’azienda di automazione industriale.


Sottosegretario Amendola, ma la cura “strong” che si attende il sistema imprenditoriale, ma anche il sistema Paese, su questo fronte, che cosa deve comprendere?
Intanto sottolineo che il Governo è anche impegnato in un piano di aiuti ai Comuni, per spingere sulla produzione di energia. Le direzioni da seguire, comunque, sono due. 


Quali?
Aumentare il livello delle energie rinnovabili, anzitutto, ma al tempo stesso, sottolineo, difendere il gas a livello europeo. Perché, comunque, sarà fondamentale anche nella transizione ecologica. L’approccio a questo enorme tema non può che essere europeo. Dopo di che c’è il Piano nazionale di ripresa e resilienza, finalizzato a sostenere le imprese, ma non solo.


Vale a dire?
Nell’ultimo decreto sul Pnrr, il 152, che vede come relatore il deputato del Pd Gianni Dal Moro, come Governo abbiamo spinto affinché anche il sistema pubblico di rafforzi. Alle pubbliche amministrazione arriveranno dei fondi, che dovranno essere impiegati per compiere degli investimenti.

 

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Su che cosa?
Il 40 per cento delle risorse del Pnrr andranno a enti pubblici, come Comuni e Regioni, e dovranno essere finalizzati a investimenti nelle nuove energie e nella tecnologia, perché dobbiamo guardare al futuro, oltre la contingenza. E da tutto questo deriveranno benefici, sul fronte del costo dell’energia, sulle bollette delle famiglie e delle imprese, dell’intero Paese e ovviamente anche del Veneto e della provincia di Verona.


Il cui sistema imprenditoriale ha detto che non intende aspettare, per scongiurare una sorta di lockdown economico.
Guardi, tra Verona, Vicenza, Padova, Venezia, che ho visitato di recente, ho toccato con mano una grande voglia e una forza di ripartire, nell’ambito della manifattura, della siderurgia, dell’economia circolare. Ma in questa fase dobbiamo assolutamente agganciare il carro della ripresa italiana a quella europea.

Investimenti nella tecnologia, dunque, ma in particolare dove?
L’Italia deve crescere ancora sulla digitalizzazione, ma posso dire, per quanto riguarda Verona e il Nord Est, di aver visto la forza del sistema delle imprese nel voler compiere questo salto di qualità. Che va sostenuto.


Sottosegretario Amendola, ma lei si dice ottimista?
Non mi definisco ottimista, ma realista bene informato. È chiaro che vediamo i rischi derivanti dall’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, ma questa situazione difficile va considerata anche come una grande opportunità per dare una svolta, per cambiare, per compiere investimenti produttivi che possano fare aumentare la competitività delle imprese. Già molto elevata.


Nella sua visita a Verona, due mesi fa, lei disse tra l’altro che le multiutility, come Agsm Aim, possono essere un importante motore della ripartenza dell’intero sistema Paese e che, nel sostenere le aziende, le amministrazioni pubbliche devono essere all’altezza di questa sfida del Pnrr. Come sta procedendo questo complesso percorso?
Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza abbiamo tra l’altro il piano Industria 4.0, che punta anche su investimenti per le energie rinnovabili. E in questo momento il prossimo fronte, non certo solo a livello nazionale, è quello dell’idrogeno. Ma questo fronte, riaperto, coinvolge la competizione globale. Nel quale il sistema produttivo veneto è protagonista.

Giuseppe Spatola - Enrico Giardini