Trasporti

Atv disdice il contratto aziendale, la Filt Cgil annuncia lo sciopero

Saltato l'accordo per prorogarlo di sei mesi, proposta sulla quale altri sindacati erano favorevoli
Un mezzo dell'Atv in centro a Verona
Un mezzo dell'Atv in centro a Verona
Un mezzo dell'Atv in centro a Verona
Un mezzo dell'Atv in centro a Verona

La Filt Cgil Verona, sindacato dei lavoratori del trasporto che ha diversi iscritti nell'Atv (Azienda Trasporti Verona) ha annunciato uno sciopero denunciando il fatto che l'azienda ha disdetto il contratto integrativo aziendale, decisione che potrebbe comportare delle ingenti perdite economiche per i lavoratori, soprattutto se non ne verrà firmato uno nuovo.

 

La protesta del sindacato

«Il Direttore generale di Atv Stefano Zaninelli», si legge nella nota della Filt, «ha formalmente comunicato alle organizzazioni sindacali la volontà da parte dell’Azienda di disdettare il contratto integrativo aziendale a partire dal 1° gennaio 2023.

Una decisione assurda e forse strumentale destinata nel breve periodo ad avere un impatto fortemente negativo sui salari dei lavoratori, che in questo modo verranno tagliati del 20-30% a seconda del settore e della anzianità di servizio (oggi un autista neo assunto percepisce 1.200 euro al mese mentre uno a fine carriera 1.700 euro), ma anche sulle condizioni di lavoro. Basti infatti pensare che il contratto nazionale (che diverrebbe l’unico punto di riferimento normativo) non prevede alcun limite di orario all’infuori di un tetto massimo di 48 ore settimanali comprensive di un riposo».

Il contratto sarebbe scaduto quest'anno e si sarebbe automaticamente rinnovato per altri cinque anni, salvo una disdetta da una delle parti. Cosa che ha deciso di fare Atv.

 

In arrivo uno sciopero

Filt CGIL Verona annuncia che, assieme ad altre organizzazioni che vorranno aderire (sulle stesse posizioni di Cgil ci sarebbe anche la Uil), è intenzionata ad attivare le cosiddette «procedure di raffreddamento previste dalle leggi a tutela dei servizi minimi essenziali», con l’obiettivo di arrivare quanto prima alla proclamazione dello stato di agitazione.

«È inaccettabile», attaccano, «che una azienda pubblica posseduta dal comune di Verona per il 50% e da Ferrovie Nord Milano, che macina milioni di euro di utili (2,8 milioni l’attivo dell’ultimo bilancio) e che non ha mai smesso di far profitti neanche negli anni bui della pandemia (grazie alla cassa integrazione dei lavoratori, agli aiuti dello Stato e allo spirito di servizio dei suoi autisti), possa anche solo pensare di scaricare sui lavoratori i costi della nuova congiuntura economica».

E ancora: «Un ulteriore taglio dei salari significa peggiorare la già grave carenza di autisti con ovvie conseguenze negative sulla qualità del servizio».

 

Gli altri sindacati e l'azienda

Da quanto si apprende, gli altri sindacati avevano chiesto e ottenuto uno slittamento di sei mesi del contratto per poterlo nel frattempo discutere, ma senza la firma di Cgil e Uil non è stato possibile trovare questo tipo di accordo.

Atv ha fatto sapere che comunque aprirà un tavolo con le organizzazioni sindacali interessate a farlo.