LA STORIA. Il capitano dell’esercito armeno, cresciuto nel villaggio

Aram, Scuola Verona
palestra per la vita

Aram Karapetyan davanti alla Scuola Verona, dove ha studiato
Aram Karapetyan davanti alla Scuola Verona, dove ha studiato
Aram Karapetyan davanti alla Scuola Verona, dove ha studiato
Aram Karapetyan davanti alla Scuola Verona, dove ha studiato

KRASAR (ARMENIA)

Quando ogni mattina Aram varcava la soglia della struttura in prefabbricato dove poteva imparare a leggere e a scrivere, non sapeva il perché di quel cartello affisso all’ingresso: «Scuola Verona. L’Arena-ottobre 1989». Non sapeva, Aram, che era stata proprio la generosità della città scaligera a consentirgli di studiare, prendere un diploma, proseguire per la sua strada e diventare militare. Lui, nato nel 1989, l’anno dopo in cui la scuola in muratura di Krasar fu distrutta da un terribile terremoto, nel 1988.

Si è portato avanti per molto tempo quell’interrogativo, Aram Karapetyan, 28 anni, sposato, ufficiale dell’esercito armeno con il grado di capitano, in servizio nella capitale Yerevan. Che oggi ringrazia ancora Verona e veronesi, i quali risposero all’appello di solidarietà raccolto dal nostro giornale. «Se sono quello che sono lo devo proprio ai veronesi, ai lettori de L’Arena, perché grazie alla scuola in cartongesso io, nato proprio nel 1989 quando fu inaugurata, ho compiuto tutti i cicli scolastici, dal 1995 al 2005», racconta Aram, nato a Krasar. Terminate le elementari e le medie, frequentò poi in Italia l’Accademia militare di Modena, per due anni, e quindi per altri tre si perfezionò ai Comandi generali di Torino. Conosce bene l’italiano, dunque. Ed è stato lui a segnalare a Garen Kökciyan, conosciuto a Torino, promotore della nuova scuola in pietra di Krasar, la necessità di dare una nuova risposta ai bisogni formativi del suo villaggio. «Qui la vita è dura. D’inverno si arriva anche a oltre trenta gradi sotto zero. Mi ricordo una mattina il nostro direttore di allora, a cui mancava un braccio, arrancare nella neve alta più di un metro, senza riuscire a muoversi, a rischio di congelarsi. Andai a liberarlo io». La Scuola Verona, la cui targa è in quella nuova, resta e sarà un centro d’incontro. Vi hanno studiato duemila ragazzi. «È stato un grande dono», dice Aram Karapetyan. «degli amici veronesi».

E.G.

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