Antenne, il governo affronta il caso Verona

La Torricella Massimiliana dove sorgono gli impianti di trasmissione delle emittenti locali
La Torricella Massimiliana dove sorgono gli impianti di trasmissione delle emittenti locali
La Torricella Massimiliana dove sorgono gli impianti di trasmissione delle emittenti locali
La Torricella Massimiliana dove sorgono gli impianti di trasmissione delle emittenti locali

Mercoledì scorso il sequestro preventivo delle antenne di una ventina tra emittenti televisive e radiofoniche posizionate sulla sommità della Torre Massimiliana sulle Torricelle, il gip Livia Magri non ha ancora deciso circa la convalida del sequestro e mercoledì 20 dicembre, grazie all’interessamento dei deputati veronesi Gianni Dal Moro, Alessia Rotta e Alberto Giorgetti, il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli incontrerà una delegazione dei titolari delle utenze per valutare la possibilità di una rapida soluzione della vicenda. «Il sottosegretario si è dichiarato prontamente disponibile ad affrontare la questione», il commento dell’avvocato Luciano Guerrini che rappresenta molte delle emittenti «oscurate» dal pm Gennaro Ottaviano, «soprattutto perchè buona parte delle emittenti non sono in grado di trasmettere». E oltre a Telepace ci sono tutte le radio (in particolare quelle del gruppo Rtl) e il consorzio Reti Nordest con interruzione delle trasmissioni che interessa un’area che va da Venezia a Bolzano. Il legale ha depositato un’istanza con la quale chiede che il giudice non convalidi il sequestro ma in attesa della decisione la vicenda sarà affrontata anche a livello politico. La ragione del sequestro poggia sulla situazione delineata da numerosi sopralluoghi effettuati dalla Guardia di Finanza e, come sottolinea il pm, si concretizza con «un bene demaniale che risulta illecitamente occupato. La Torre è stata suddivisa in zone non accessibili al pubblico rischiose e in pessimo stato di manutenzione». Dal 2016 tra Procura, legali e Demanio sono in corso trattative per conciliare le differenti pretese, il sequestro arriva dopo la dichiarazione del direttore del Demanio Veneto «di indisponibilità ad ogni transazione». L’altro giorno il Comune si è fatto garante, mercoledì il tavolo si sposta a Roma. • F.M.