fissata il 7 dicembre

Agsm Aim, convocata l'assemblea: chiesta la revoca anche per Quaglino

Saranno dunque i sindaci di Verona e Vicenza a dire l’ultima parola sulla nuova governance della società
La sede di Agsm Aim, partecipata del Comune
La sede di Agsm Aim, partecipata del Comune
La sede di Agsm Aim, partecipata del Comune
La sede di Agsm Aim, partecipata del Comune

Agsm Aim, scontro totale. Il sindaco Damiano Tommasi vuole revocare il presidente Stefano Casali e la consigliera di amministrazione Francesca Vanzo, in quanto sarebbe venuto a mancare il suo rapporto di fiducia con loro. Ciò nell'ambito dell'operazione di acquisto del 35 per cento della società lombarda Compago Srl e dopo che, per questo, il cda ha revocato le deleghe per operazioni straordinarie al consigliere delegato Stefano Quaglino - ritenendo che fosse sovrastimata la somma per pagare le quote e si parla di una decina di milioni - avocandole a sé.

E il cda di Agsm Aim, riunitosi ieri presenti il solo Casali, in quota al Comune di Verona, che ha il 61,2 per cento, e i tre consiglieri in quota al Comune di Vicenza Gianfranco Vivian, Fabio Sebastiano e Anna Massaro, vuol far revocare invece Quaglino.

Il cda, riunitosi ieri a Vicenza ha deliberato, come da nota al termine, la ratifica dell'intervenuta convocazione dell'assemblea dei soci di Agsm Aim - cioè i Comuni di Verona e di Vicenza, guidato dal sindaco Francesco Rucco, di centrodestra - richiesta dal Comune di Verona e fissata per il 7 dicembre 2022 alle 14,30. E ha deliberato l'integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea, anteponendo ai punti già indicati nella convocazione, cioè la revoca di Casali e di Vanzo, altri due punti. Vale a dire: la revoca «per giusta causa» di Quaglino. Inoltre, «la delibera dell'azione di responsabilità» di Quaglino.

Il cda rimette ai soci tutte le decisioni.Ieri, nel cda che Tommasi aveva chiesto di non svolgere ieri e risulterebbe che ieri, invano, abbia chiesto al collega Rucco di non far inviare i suoi tre consiglieri, sarebbero state esaminate le varie perizie dell'advisor Ref Ricerche Srl per una valutazione indipendente sul business plan dell'operazione Compago. Poi quella di Intermonte sull'effettivo valore della partecipazione, del professor Stefano Ambrosini, esperto in materia societaria e contrattuale, per la parte legale, e del professor Giovanni Caruso dell'Università di Padova per eventuali profili penali.

 

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La nota di Casali

Secondo il cda, i risultati porterebbero a dire che l'operazione, che avrebbe gestito la controllata Agsm Aim Energia - e con Compago c'era già un contratto - era da bloccare. «Certamente i sindaci Tommasi e Rucco soci di Agsm Aim saranno orgogliosi dell'operato del cda che ha svolto un importante lavoro a tutela della società», ha detto Casali dopo il cda. «L'indagine condotta, su delega dell'intero cda, dal consigliere Sebastiano, che a sua volta si è avvalso di professionisti indipendenti, autonomi e di indiscussa professionalità, ha evidenziato alcune criticità in merito all'operato della direzione. Peraltro il sindaco Tommasi ha chiesto la revoca solo dello scrivente e dalla consigliera Vanzo», ha aggiunto Casali.

«Tutti i documenti sono, come sempre, a disposizione di Tommasi e Rucco, e ovviamente sono pronto ad illustrare ai sindaci i risultati. Ora, auspico che in tutte le sedi preposte siano ampiamente intraprese tutte le iniziative e azioni per accertare gli eventuali profili di responsabilità sulle condotte oggetto di analisi. Lascio ora, orgogliosamente e doverosamente cristallizzati ai soci tutti gli elementi necessari per le loro aggiornate valutazioni di competenza».Lo stesso Quaglino, però, ieri ha fatto avere al cda una nota in cui affermerebbe tre cose: che era già previsto che si potesse ricontrattare l'operazione Compago, prima di chiuderla, e chiede perché Agsm Aim non lo abbia fatto. Inoltre direbbe che Sebastiano avrebbe partecipato alla formulazione del contratto. E infine chiederebbe come mai non ci sono ancora i risultati di Intermonte.

 

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La replica di Quaglino

Tommasi, peraltro, ieri ha ribadito alla conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale le ragioni che hanno portato a far convocare dal cda l'assemblea dei soci per la revoca di Casali e Vanzo. E alla base, avrebbe detto, ci sarebbe quella che lui ritiene una mancanza di trasparenza. «Nel confronto con gli amministratori veronesi uscenti di Agsm Aim, Tommasi ha portato fatti e dati oggettivi che dimostrano l'intento dilatorio e l'azione politica tesa a ostacolare il cammino dell'azienda per ragioni che esulano dal bene aziendale», dice il gruppo del Pd.Intanto aperti fino al 2 dicembre i termini per presentare candidature al cda e il nome che già di più per la presidenza è quello di Federico Testa, professore universitario, già deputato del Pd, vicepresidente di Agsm e già presidente di Enea. L'altro posto in cda verrebbe occupato da una donna..