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17.07.2019

Zaia, patto con Verona «Giochi, Tav e Amarone»

Il presidente della Regione Zaia con il sindaco Sboarina in municipioLosanna, 24 giugno; la gioia di Zaia, a destra, e della delegazione italiana con il presidente del Coni Malagò, a sinistra, dopo l’assegnazione dei Giochi invernali 2026 a Milano-Cortina, vittoriose sulla Svezia
Il presidente della Regione Zaia con il sindaco Sboarina in municipioLosanna, 24 giugno; la gioia di Zaia, a destra, e della delegazione italiana con il presidente del Coni Malagò, a sinistra, dopo l’assegnazione dei Giochi invernali 2026 a Milano-Cortina, vittoriose sulla Svezia

Patto Zaia-Verona. A 360 gradi. La cerimonia finale in Arena delle Olimpiadi invernali 2026 di Milano e Cortina d’Ampezzo. Creare un villaggio olimpico e il collegamento ferroviario tra l’aeroporto Catullo e la città. Forte spinta sulla Tav ferroviaria Brescia-Verona-Venezia. E ora «non può più attendere l’autonomia del Veneto: se non arriverà, questo Governo non ha più senso di andare avanti». Ancora: far ottenere al vino Amarone il riconoscimento di Patrimonio dell’Unesco e far vincere la candidatura di Roma e Verona per ospitare i Campionati del mondo equestri 2022. Sono sfide comuni e temi toccati dal presidente della Regione Luca Zaia (Lega) nel suo incontro in municipio con il sindaco Federico Sboarina. PIANO MARSHALL. Sempre di corsa. Dopo il successo della tappa finale del Giro d’Italia, il 2 giugno scorso con passerella finale dei ciclisti in Arena - «e senza l’aiuto del presidente Zaia non ce l’avremmo fatta ad avere questo straordinario appuntamento qui», dice Sboarina dopo l’incontro, vicino a Zaia - ora si aprono le sfide per organizzare le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina. Per i giochi si va verso quello che Zaia chiama «il Piano Marshall per le Olimpiadi invernali, con il Cio, il Comitato olimpico internazionale, che ha messo sul piatto 925 milioni di dollari per organizzare l’evento, per infrastrutture, progetti e iniziative», spiega Zaia, che ricorda come la cerimonia finale in Arena fosse da subito nel suo dossier per Cortina e le sue Dolomiti bellunesi prim’ancora dell’accordo con Milano. STRADE E TRENI. «Ringrazio il presidente Zaia per la sua visita istituzionale e per la disponibilità sempre avuta nei confronti dell’Amministrazione nell’affrontare i temi comuni, perché la filiera Comune-Regione è fondamentale per portare a casa risultati rilevanti», dice Sboarina. «Verona sarà olimpica a tutti gli effetti, pur non essendo sede di gare», spiega il sindaco, «e con il presidente Zaia abbiamo cominciato ad analizzare opportunità per Verona come il villaggio olimpico, il collegamento con il Catullo attraverso un sistema ferroviario metropolitano». Zaia e Sboarina concordano sulla necessità, che va ben oltre Giochi olimpici ed eventi, dell’Alta velocità Alta capacità ferroviaria. «È un’opera strategica», confermano i due, «sulla quale ormai non c’è più alcun veto e la cui utilità è ampiamente condivisa. Il tratto Brescia-Venezia sarà realizzato nel minor tempo possibile». E sul tavolo Comune-Regione ci sono anche la variante alla strada statale 12 e l’obiettivo del Central Park allo scalo merci ferroviario di Santa Lucia. OBIETTIVO MONDIALI. Nello sport - in questo caso la competizione è quella per ospitare le manifestazioni sportive - le vittorie non bastano mai. Così, dopo Giro e Olimpiadi invernali, ecco Zaia e Sboarina fianco a fianco verso un altro traguardo, cioè far diventare anche Verona sede dei Campionati del mondo equestri 2022 (Weg). A Zaia è stata consegnata la candidatura di Roma-Verona; l’unico avversario, per ora, è Riyadh, in Arabia Saudita. La decisione sarà presa in novembre dalla Federazione equestre internazionale. «Il dossier di Verona punta alla grande attrattiva dell’Arena, ma il nostro territorio dovrebbe ospitare anche le gare di endurance», dice Sboarina. «Verona ha la più importante rassegna internazionale, Fieracavalli», aggiunge Zaia, «e giustamente ambisce ai campionati 2022. Quanto alle Olimpiadi 2026, ci sarà un palco di ghiaccio e un grande spettacolo in mondovisione». ECCELLENZE. L’Amarone patrimonio dell’Unesco, come le colline del Prosecco, di Conegliano e Valdobbiadene (Treviso). Il dossier va avanti, spiega Zaia. «L’Unesco dice che il patrimonio deve essere unico e autentico e il sistema di appassimento dell’Amarone è unico al mondo e ottenere il marchio Unesco», aggiunge Zaia, «vorrebbe dire dare merito allo straordinario lavoro dei nostri viticoltori della Valpolicella, che hanno speso risorse e fatica per fare di questo vino un’eccellenza e un grande biglietto da visita per Verona e il suo territorio». Dalle olimpiadi invernali alle infrastrutture all’economia: l’asse Regione-Verona si rinsalda. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enrico Giardini
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