A Roma presentato il libro «Essere Lievito»

Vaticano, ricordato mons Vincenzi: «Punto di riferimento per le istituzioni»

La delegazione veronese con il sindaco Federico Sboarina e il presidente di Cattolica Paolo Bedoni Don Adriano Vincenzi, fondatore del Festival della Dottrina Sociale
La delegazione veronese con il sindaco Federico Sboarina e il presidente di Cattolica Paolo Bedoni Don Adriano Vincenzi, fondatore del Festival della Dottrina Sociale

Luca Mantovani

«Uno straordinario uomo di chiesa, un faro nell’impegno sociale e un punto di riferimento per le istituzioni. Carismatico, lungimirante, per certi aspetti rivoluzionario». È stata commemorata a Roma, all’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede, la figura di monsignor Adriano Vincenzi, fondatore e anima carismatica del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa. Un incontro organizzato dall’ambasciatore Pietro Sebastiani per presentare il libro «Essere Lievito», il volume raccoglie i testi dei videomessaggi ai Festival pronunciati da Papa Francesco dal 2015 al 2019. La figura di don Vincenzi e il ruolo del Festival nella società sono stati il filo conduttore degli interventi che hanno animato la serata. Un omaggio al quale non poteva mancare la città di Verona, la delegazione della nostra città è stata accolta dall'ambasciatore e da monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Insieme al sindaco Federico Sboarina c'erano il presidente del Gruppo Cattolica di Assicurazione Paolo Bedoni, la vicepresidente Barbara Blasevich con il segretario di Fondazione Cattolica Adriano Tomba e, sempre per il Gruppo Cattolica Assicurazioni, Giovanni Glisenti e Alessandro Lai, il presidente di Confcommercio Paolo Arena, il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani, il professor Tommaso Dalla Massara in rappresentanza dell’Università di Verona e il presidente di Banca di Verona, Flavio Piva.

 

«È fondamentale il confronto fra soggetti diversi per il benessere comune - ha detto l’ambasciatore -. Un tema, quello della società inclusiva, di cui ha parlato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - come punto di partenza per il raggiungimento del bene comune e dell'affermazione del principio della dignità di ogni persona. Tra i meriti del Festival c'è quello di aver dato voce alla comunità, alle imprese, alle famiglie e alle istituzioni». In apertura dei lavori è stato trasmesso il video messaggio in ricordo di don Vincenzi di monsignor Dario Edoardo Viganò, Vice Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. «Dobbiamo ringraziare monsignor Vincenzi - ha detto - perchè ci ha fatto capire che ognuno deve vivere la sua dimensione sociale. Non dobbiamo disperdere il patrimonio che ha contribuito a costruire».

 

Nato a Verona il 4 novembre 1952, vissuto a Rizza, don Adriano Vincenzi venne ordinato prete il 25 giugno del 1977. La sua attività, fondata anche sulla spiritualità del Movimento dei Focolari, si esplicò fin da subito con i giovani. Curato a San Giovanni Lupatoto e poi a Desenzano. Laureatosi in psicologia nel 1989, parroco di Castiglione, poi di San Zeno alla Zai e dei Santi Apostoli, con amici, collaboratori, imprenditori, creò la Fondazione Segni Nuovi per incontri di formazione a un cristianesimo declinato nel sociale, nell’educazione, nel lavoro e nella politica. Nel 1994 l’allora vescovo di Verona Attilio Nicora lo nominò direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, nel 1997 diventò vicario episcopale per la pastorale dell’Università, della cultura e per la Pastorale sociale e presidente della Fondazione Toniolo. Nella seconda metà degli anni ’90 fondò la Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico. Lasciata Verona, andò a Roma, dove portò su scala nazionale questo dialogo con tanti mondi e diede vita al Festival della Dottrina sociale, a Verona. Giornate di confronto culturale, politico, con il Terzo settore, le associazioni, le imprese, la Chiesa. La sua ultima testimonianza attiva, per Verona e per l’Italia, è stata la Carta dei Valori. Si è spento il 13 febbraio 2020 dopo una lunga malattia.

 

«Un prete, un uomo, un amico - ricorda il presidente del Gruppo Cattolica, Paolo Bedoni -. Aveva una grande capacità di visione globale, di guardare al futuro, ti ammaliava, sapeva coinvolgere i giovani. Lo ammiravano perché sapeva rendere tutti protagonisti di un progetto comune. La cosa più importante che mi resta? Saper dire sempre: io ci sono». «Ci ha lasciato un’eredità importante - continua Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -. Tocca a noi accudire il seme che lui ha fatto cadere e farlo crescere. Senza dimenticare l’associazione Segni Nuovi che lui ha voluto. Un gruppo di persone che lavorano, discutono, si confrontano senza dimenticare i valori nei quali lui ha sempre creduto». «Questo è un bel regalo che è stato fatto alla nostra città da parte dell’ambasciatore Sebastiani - conclude il sindaco Sboarina -. Ricordare nella prestigiosa sede di palazzo Borromeo i tanti valori divulgati ogni anno dal Festival della Dottrina sociale è stata una grande occasione. La commemorazione della figura di monsignor Adriano Vincenzi permette di ricordare i principi che appartengono alla nostra comunità. Concretezza e difesa della libertà della persona connessa al liberismo economico, ma anche solidarietà e attaccamento alle regole che garantiscono chi è più bisognoso». •

Luca Mantovani

La posta della Olga