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05.12.2019

«Uno stadio
da vivere
tutto l’anno»

Uno stadio moderno, da 26.594 posti, coperti. Con il terreno di gioco per il calcio - senza pista per l’atletica - e per concerti. Dotato anche di un albergo, di un museo, di bar, di un asilo, ristoranti, qualche negozio, locali per uffici, un centro congressi. E poi un parcheggio interrato da 800 posti auto e un parco esterno, pubblico. Da costruire, l’impianto - a costo zero per il Comune - sullo stesso sedime dell’attuale Bentegodi, comunale, (del 1963, ampliato nel 1990; circa 36mila posti potenziali), che verrebbe abbattuto e tra l’altro richiede come minimo cinque milioni per manutenzioni.

 

«Sarà un buon vicino di casa, il Nuovo Arena Stadium, da 30mila metri quadrati, ispirato all’Arena. Sarà parte della città, perché gli stadi non devono essere fuori, lontani. E porterà con sé la riqualificazione del quartiere circostante, anche grazie a un parco su 40mila metri quadrati, metà dello spazio ora occupato dal Bentegodi». Si punta a creare «una struttura attraente, sicura, vivibile tutto l’anno anche da chi non frequenta le partite di calcio». Un impianto «sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale». Lo dice il messicano Cezar Octavio Esparza Portillo, messicano, della Nuova Arena srl. È la società che ha presentato una proposta per costruire il nuovo stadio in project financing, con un investimento soltanto privato, da un centinaio di milioni, per costruire e gestire l’impianto affittandone gli spazi. Al termine del periodo dell’investimento resterà pubblico. Esparza ha presentato la proposta insieme alla società Di Vincenzo Dino e firmando un accordo con l’Hellas Verona.

 

Esparza Portillo era sala Gozzi del Consiglio comunale nella prima delle due commissioni consiliari urbanistiche (l’altra oggi, alle 13), presiedute da Matteo De Marzi. Il tutto è propedeutico a votare la proposta di delibera della pubblica utilità del progetto, che poi dovrà andare al voto del Consiglio comunale. In sala i consiglieri, il sindaco Federico Sboarina, l’assessore allo sport Filippo Rando e il presidente della commissione sport Stefano Bianchini. Esparza ha parlato in inglese. Altri componenti del team la Juego de Pelota, di Esparza stesso, lo studio di progettazione Populous, la Di Vincenzo Dino, dei costruttori, e Antonella Benedetti di Unilegal Avvocati Associati. E poi in sala Legends, per gli aspetti finanziari, Area Progetto Associati, e per l’Hellas Verona il direttore Francesco Barresi, Simone Marconato, Andrea Poncato, Valentina Comparini, Flavio Bottura. Una volta bandito il project, con il progetto del promotore se ne possono confrontare altri, e poi si arriva al vincitore. Si insiste, nell’esposizione, sul concetto di stadio accessibile, vicino alla tangenziale e alla stazione ferroviaria. In grado di attrarre anche turisti, grazie a un hotel da 72 camere, dalle quali si potranno anche vedere le partite.

 

«Abbiamo grande apertura nei confronti della società Chievo Verona, incontrata di recente», aggiunge Esparza, «e per noi l’impianto deve essere di squadre, con pari dignità». Sarà «di dimensioni minori rispetto all’attuale, ma porterà più spettatori e più gente negli altri spazi», dice Richard Cheesman, di Legends. Come poi sottolineano Roberto Regni, ingegnere, di Area Progetto Associati, «lo stadio nuovo sarà di categoria 4, nei parametri Uefa, mentre l’attuale rischia di non avere più l’autorizzazione per le partite. Per questo ci auguriamo che l’iter proceda velocemente». Oggi la commissione, pubblica, torna a riunirsi. Si prevedono domande dei consiglieri. Il Piano economico-finanziario verrebbe invece esaminato a porte chiuse, essendo i dati “sensibili” in vista del project. Previste altre commissioni. L’obiettivo di Palazzo Barbieri è di votare la pubblica utilità dell’opera entro Natale. •

Enrico Giardini
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