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21.01.2020

Una fondazione per la biblioteca capitolare di Verona, la biblioteca più antica al mondo

La Biblioteca Capitolare di Verona, la più antica biblioteca tuttora funzionante al mondo, custode di saperi da 1600 anni, si apre al mondo per valorizzare e preservare quel bene inestimabile che è a tutti gli effetti patrimonio culturale dell’umanità.

Allo scopo di custodire e valorizzare sempre più il tesoro in essa nascosto e offrire la possibilità di farlo conoscere da un sempre maggior numero di visitatori, è stata costituita la «Fondazione Biblioteca Capitolare», che si amplierà grazie anche al supporto della ricerca accademica e di progetti che coinvolgano realtà internazionali della cultura, tra questi il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, che affiancherà la Fondazione nella realizzazione del suo progetto.

 

«L’obiettivo - ha spiegato monsignor Bruno Fasani, presidente della Fondazione - è preservare e valorizzare il ricco patrimonio della Capitolare. Intendiamo sviluppare tre aree di attività fortemente connesse fra loro: la consultazione, che resterà il cuore della Biblioteca ma richiede un’urgente opera di digitalizzazione e una complessiva messa in sicurezza a difesa di tutto il patrimonio; la ricerca, che è essenziale per garantire nel lungo periodo l’esistenza della stessa Biblioteca Capitolare e che si svilupperà con il partner naturale dell’Università di Verona, ma anche con altri centri della cultura nazionali ed internazionali.

Infine - ha concluso - l’attività museale che abbraccerà le visite, le mostre dedicate, le mostre condivise anche fuori sede, il laboratorio didattico, eventi e conferenze, tutte attività che avranno lo scopo di fare conoscere le ricchezze e di contribuire al sostentamento dell’operazione complessiva».

 

Gli interni della Biblioteca Capitolare, che custodisce 1.200 manoscritti

 

Nota a livello internazionale per l’antichità e la preziosità dei suoi manoscritti, la Capitolare è stata riconosciuta come la Biblioteca più antica al mondo ancora oggi funzionante. Ne dà conferma il celebre Codice Ursicino, datato 1 agosto 517 d.C. che attesta l’esistenza di uno scriptorium attivo già nel secolo precedente. Tra i tesori più celebri l’Indovinello Veronese, considerato l’«atto di nascita» della lingua italiana; l’Evangeliario Purpureo scritto su pergamena imbevuta nella porpora e con caratteri in argento ed oro; l’Iconografia Rateriana, forse la prima immagine integrale conosciuta di una città medievale; le Istituzioni di Gaio, unico testo al mondo di diritto romano pressochè completo; la prima edizione del De Civitate Dei di Sant’Agostino contemporanea all’autore.

 

L'Evangelarium Purpureum, vangelo del sesto secolo, in mostra alla Biblioteca Capitolare

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