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20.08.2016

Una Csu in salsa veneta
in campo a Verona 2017

Montresor, Tezza, Pigaiani, Ruzzenente e Casagrande FOTO MARCHIORI
Montresor, Tezza, Pigaiani, Ruzzenente e Casagrande FOTO MARCHIORI

Un mix di solidarismo cristiano-sociale e di partito territoriale popolare bavarese, in salsa veneta. Fronti di impegno: famiglia, sostegno a deboli e persone anziane, promozione del lavoro per i giovani. E poi accoglienza, per rendere il «Comune protagonista e non mero spettatore della situazione di immigrazione che interessa la città». Radici veronesi, cuore italiano, testa anche in Europa. Direzione? «Autonomia, ma confermare l’accordo, già stretto nel 2012, al sindaco Tosi, che ha amministrato bene, nell’ipotesi di una candidatura per il terzo mandato».

Con questi pilastri nasce Csu Veneta-Cristian social Unione Veneta, lista civica per le elezioni amministrative di Verona del 2017. L’origine, dicono i promotori al Liston 12, è il movimento Area Popolare - «da non confondersi con il partito del ministro Alfano, venuto dopo di noi» - presieduto da Pierluigi Toffalori, nel Consiglio direttivo del Consorzio Zai. Che sottolinea però «l’autonomia di Area Popolare e le radici del cristianesimo sociale e del popolarismo presenti nella lista. Valori che hanno portato la Baviera a divenire il più ricco fra i länder tedeschi e uno dei più evoluti socialmente». Fra i promotori, pure di Area Popolare, Sergio Ruzzenente, già sindaco di San Pietro in Cariano e già assessore provinciale, ora presidente del Comitato elettorale di Csu Union Veneta. Sottolinea che la lista è nata «per la necessità di aggregare persone di diversa estrazione politica e sociale per la costruzione di un programma elettorale che coinvolga veramente i cittadini».

«Ma soprattutto vogliamo una lista che a Verona sia di forte richiamo al maggior partito, quello delle astensioni che purtroppo non esprime le proprie necessità con il voto», dice Maria Luisa Tezza, già sindaco di Zevio e assessore provinciale, ora consigliere di Amministrazione dell’Agec e dell’Autobrennero. «La città, dal centro alle periferie, nonostante l’impegno profuso negli anni dall’amministrazione comunale, ha bisogno dell’impegno di tutti per superare questo momento di difficoltà economica. Ai veronesi, aggiunge, «deve arrivare uno stimolo forte per contribuire insieme a dare un volto nuovo e una vivibilità a Verona».

Presenti esponenti del gruppo con proposte sulla sicurezza (Flavio Casagrande), sul mondo produttivo e dell’artigianato (Maurizio Marcon), sugli aspetti soci-sanitari legati alle fasce più deboli come infanti, adolescenti e anziani, e sui progetti di intervento (Yolande Pigaiani), sulle esigenze dei giovani e su azioni da mettere in campo (Davide Montresor), sulla necessità di rivalutare gli aspetti territoriali legati alle circoscrizioni (Giovanni Lai). In sala Manlio Fichera, ex assessore comunale, e Antonio Soffiati, presidente regionale del Csi. La posizione sul referendum per le riforme costituzionali? «Organizzeremo un incontro, ma non abbiamo una linea unica». A rappresentare l’Amministrazione c’era Fabio Venturi, presidente dell’Agsm e coordinatore di Fare!, il quale auspica che si arrivi alla possibilità di una ricandidatura al terzo mandato, per sindaci come Tois, «perché sarebbe corretto che siano i cittadini a decidere che chi ha ben amministrato possa essere rieletto».

Enrico Giardini
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