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26.01.2020 Tags: Borgo Milano

Una bimba e la Shoah
La scrittrice Nosella
presenta il suo libro

La copertina del libro di Stella Nosella «La bambina dal nastro rosso»
La copertina del libro di Stella Nosella «La bambina dal nastro rosso»

La storia, le atrocità della guerra, l’Olocausto raccontate attraverso il punto di vista dei piccoli. «Un bambino rimane sempre un bambino, e anche quando la felicità e la speranza sembrano sparire dal mondo, un bambino sogna, immagina, gioca, spera». Lo scrive Stella Nosella, autrice del romanzo per ragazzi «La bambina dal nastro rosso» (L’Orto della Cultura, 2019; illustrazioni di Marianna Balducci). Il libro, basato sulla storia della sua famiglia, sarà presentato lunedì 27 gennaio alle 11.15, alle scuole medie Pacinotti del quartiere Stadio (in via Fattori), in occasione della Giornata della Memoria.

 

All’incontro, organizzato in collaborazione con l’Aned (ex deportati), oltre alla scrittrice classe 1985, candidata al Premio Strega Ragazzi con la sua opera d’esordio «I libri che non esistono», ci sarà anche la nonna materna, Antonia, che è la protagonista del volume: è lei la bimba di otto anni che, insieme alle sorelle Maria di 16 e Silvana di 5, attraversa con occhi limpidi l’inverno di guerra nel 1944, a Portogruaro. Ed è proprio alla stazione di Portogruaro che Maria e Antonia vedono i «treni della morte». Una volta a casa, scoprono che anche il loro papà e il nonno sono stati portati via da uno di quei treni, diretti al lager di San Sabba, nei pressi di Trieste. «“È una risiera e laggiù lavoreranno per…”, la zia Nutta si interruppe cominciando a piangere. “Per coltivare il riso! Per i militari! Per la guerra!”, si inventò Maria, cercando di rendere la situazione più accettabile agli occhi delle sorelle minori».

 

Le vicende belliche, caratterizzate da un sentimento di paura costante, scandite dal terrore per il passaggio dei cacciabombardieri e le fughe nei rifugi antiaerei, si mescolano alla gioia per piccole o piccolissime cose: un pezzetto di cioccolata, la neve che scende, una mela da mettere in tasca alla Vigilia di Natale, l’amicizia con il coetaneo Giovanni, e, per Antonia, il suo prezioso nastro rosso per i capelli. Un tuffo in un passato non troppo lontano, per ricordare gli orrori accaduti, in modo che non si ripetano più, ma per rivivere anche quella solidarietà che si era creata tra chi non aveva niente, ma era lo stesso capace di donare.

 

Hanno organizzato l’iniziativa gli insegnanti delle Pacinotti, e in particolare i professori Maria Antonietta Azzetti, Paola Petrillo, Fiorenza Cosenza, Alberto Caramel, Goretta Veronesi, Cristina Dal Corso ed Eleonora Favari. Spiega Petrillo: «Alle Pacinotti siamo sempre stati molto sensibili al compito etico di trasmissione di valori di impegno civile e solidarietà umana, ritenendo formativo e importante per gli allievi rafforzare la memoria di ciò che è accaduto a tantissime famiglie durante il periodo della seconda guerra mondiale». Per questo motivo, gli studenti si sono resi protagonisti di una «raccolta di ricordi a domicilio», impegnandosi a intervistare i propri nonni e parenti anziani sull’infanzia trascorsa negli anni del conflitto. Le memorie, i documenti e le testimonianze sono stati convogliati nel volume «Dai ricordi dei nonni… i ragazzi raccontano» che verrà messo a disposizione anch’esso lunedì 27 gennaio, sempre per la ricorrenza della Giornata della Memoria. Il progetto era stato avviato nel 2015 e quest’anno parte la sua seconda edizione.

Lorenza Costantino
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