Il progetto

Un condotto di cento metri per salvare Porta Borsari dagli allagamenti

Porta Borsari allagata
Porta Borsari allagata
Porta Borsari allagata
Porta Borsari allagata

Un condotto lungo 100 metri e con un diametro di poco più di uno, è progettato per arginare gli allagamenti di Porta Borsari con l’auspicio che, una volta realtà, possa essere finalmente risolutivo. Di certo, farà aumentare la capacità di drenare le acque meteoriche a 6mila litri al minuto: tre volte tanto la portata delle attuali condotte. 
La zona a ridosso della Porta romana forma infatti una specie di conca destinata, ad oggi, a diventare una fangosa piscina a cielo aperto ogni volta che si verificano eventi meteo straordinari, con precipitazioni intense concentrate in brevissimo tempo.
Il progetto per la messa in sicurezza idraulica di Porta Borsari, affidato all’ingegnere Massimo Merzari dello studio Intech, è sostenuto economicamente dalla Regione con 2,1 milioni di euro di fondi VAIA e realizzato da Acque Veronesi. Nel dettaglio, prevede la posa di una condotta del diametro di 1,2 metri, grazie a cui le acque meteoriche provenienti da corso Cavour, via Diaz, via Cantore, via Oberdan e corso Portoni Borsari verranno intercettate e collettate in Adige.

Il cantiere inizierà con i primi mesi del 2022 e durerà circa sei mesi senza impattare sulla viabilità della zona, nevralgica soprattutto per gli autobus. Per tutta la durata dei lavori via Diaz rimarrà aperta al traffico e percorribile in entrambe i sensi di marcia. Questo perché il collettore sarà costruito direttamente sottoterra. Un altro nodo già affrontato è quello dell’impatto archeologico. «Sono state necessarie specifiche indagini e una linea progettuale condivisa con la Soprintendenza che prevede la stesura di una condotta a sifone per sottopassare il livello archeologico e giungere direttamente all'Adige», spiega Merzari.
«Di fronte ai fenomeni più estremi non si può parlare di interventi risolutivi in senso assoluto, ma il progetto cambierà radicalmente l’assetto idraulico di Porta Borsari. Ed è il punto di arrivo di una serie di lavori», rileva il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli. 
Tra queste, la realizzazione di un nuovo sfioratore in Riva San Lorenzo e la risagomatura del nodo idraulico tra Corso Cavour e Vicolo Riva San Lorenzo. «Il lavoro incessante che la Regione Veneto ha messo in atto in questi anni si è rivolto innanzitutto all’aumento della sicurezza idraulica e geologica del territorio attraverso investimenti in termini di previsione e prevenzione», elenca l’assessore all’Ambiente della Regione Gianpaolo Bottacin.
Il nuovo collettore segna anche un lavoro sinergico tra istituzioni: il progetto è stato infatti discusso nella versione preliminare con la commissione idraulica dell’Ordine degli Ingegneri. «Sono anni che ripetiamo che il problema degli allagamenti di Porta Borsari non riguarda le caditoie ma è strutturale», commenta il presidente dell’Ordine Andrea Falsirollo. «L'impegno che portiamo avanti è di essere concretamente vicini al territorio, favorendo un dialogo e una collaborazione proficua su tematiche di nostra competenza».

Ilaria Noro