Cosa accadeva il 22 febbraio 2020

Un anno fa: le mascherine «da usare solo in casi sospetti» e l'audio fake su Peschiera

Il vertice in Prefettura del 22 febbraio 2020
Il vertice in Prefettura del 22 febbraio 2020
Il vertice in Prefettura del 22 febbraio 2020
Il vertice in Prefettura del 22 febbraio 2020

Un anno di covid

Il 22 febbraio 2020, dopo il primo morto in Italia (a Vo' Euganeo) e una cinquantina di casi accertati in Italia, anche Verona si appresta a fronteggiare il coronavirus. In prefettura si tiene un vertice straordinario per capire quali misure adottare. Due le decisioni: chiude per 8 giorni l'Università, mentre il sindaco di Verona Federico Sboarina decide la chiusura fino al 26 febbraio di nidi e materne comunali (le altre scuole erano già chiuse per le vacanze di carnevale).

Alla riunione partecipano i vertici istituzionali della città: nessuno indossa la mascherina, ma al tempo veniva considerato eccessivo. Anzi, il decalogo diffuso in quei giorni dal ministero della Salute consigliava di farlo «solo in casi sospetti». In realtà proprio in quei giorni nelle farmacie le mascherine, così come i gel disinfettanti, iniziano a diventare introvabili, con la corsa all'accaparramento. Come si nota anche da questa intervista a Zaia, ancora nessuno copre le vie aree.

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E in giornata si diffonde la voce di un primo caso positivo all'ospedale di Peschiera (a Verona ancora non ce n'erano): alla fine si rivela essere un fake.

 

 

Riccardo Verzè

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