Anche nell'Ulss 9

Ultima chiamata per gli operatori sanitari non vaccinati: rischiano la sospensione

Ultima chiamata oggi per medici, infermieri, liberi professionisti e operatori sociosanitari che non si sono sottoposti alla vaccinazione.

L’Ulss 9 Scaligera lunedì scorso ha iniziato a inviare il secondo richiamo formale per posta certificata ai suoi operatori sanitari dipendenti che non risultano ancora vaccinati. La procedura terminerà oggi.

Sempre da lunedì e fino a oggi ha inviato il primo invito formale ai sanitari extra Ulss 9, ovvero operatori socioassistenziali, delle case di riposo, delle cooperative, ma anche dentisti, farmacisti, psicologi o medici in libera professione. Questi ultimi sono già stati invitati al vaccino in via informale ogni volta che venivano aperte delle finestre di prenotazione ad hoc per operatori. Ora arriva la chiamata ufficiale cui dovranno rispondere.

 

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.Mentre, secondo gli ultimi dati pubblicati dalla struttura del commissario per l’emergenza covid, in Italia sono 45.753 gli operatori in attesa di prima dose, il 2,3 per cento del totale di 1,9 milioni di professionisti della sanità.

Per questi ultimi un decreto ha introdotto l’obbligo vaccinale anticovid. E in questi giorni in alcune aziende sanitarie sono arrivate le prime sospensioni di lavoratori. Sospensioni di dipendenti si sono già verificate, invece, nelle case di riposo, anche nel Veronese, con ricorsi dei lavoratori al Tar che ha dato ragione alle Rsa.

Nel frattempo ordini professionali, ospedali e strutture per anziani stanno fornendo i nominativi di tutti i medici e gli infermieri delle diverse strutture sanitarie che non si sono vaccinati. Chi riceverà la lettera dell'Ulss 9 avrà cinque giorni di tempo per spiegare perché non ha adempiuto all’obbligo della vaccinazione. In base alla motivazione addotta, la Scaligera si prenderà altri cinque giorni per procedere. Potrebbe trattarsi, infatti, di persone in ritardo con l’operazione, ma che si sono già prenotate, o di persone che si sono vaccinate, ma che non risultano ancora nei registri dell’Ulss. In tal caso non ci saranno provvedimenti da prendere.

Restano altre due casistiche: chi non può vaccinarsi per motivi di salute e chi non vuole perché contrario. Nel primo caso il dipendente viene spostato, con lo stesso stipendio, a mansioni non a contatto con il pubblico, in modo da non essere veicolo di contagio o a rischio di contagio.

Nel caso vi sia, invece, una scelta ponderata di non vaccinarsi, il dipendente sarà spostato a mansioni diverse e non a contatto con il pubblico, ma solo se ci sono posti disponibili. In questo caso lo stipendio sarà tarato secondo la nuova mansione svolta e quindi potrebbe anche abbassarsi. Se non dovessero esserci mansioni disponibili, però, il dipendente sarà sospeso fino al 31 dicembre o fino al termine ufficiale dell’emergenza epidemica.

Gli operatori non assunti dall’Ulss 9, invece, vengono segnalati al proprio datore di lavoro e, nel caso di liberi professionisti, al loro ordine. Il quadro sulla situazione veronese sarà più chiaro quando l’Ulss 9 potrà quantificare quanti operatori antivaccino vi siano da spostare o da sospendere. .

Maria Vittoria Adami

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