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13.06.2019

«Tentato omicidio» Guardia giurata indagata

Investigatori e curiosi in via VillafrancaVengono numerati  e raccolti  i bossoli dei colpi esplosi con la pistola dalla guardia giurata in via VillafrancaI  residenti usciti di casa osservano il lavoro degli investigatori
Investigatori e curiosi in via VillafrancaVengono numerati e raccolti i bossoli dei colpi esplosi con la pistola dalla guardia giurata in via VillafrancaI residenti usciti di casa osservano il lavoro degli investigatori

È tornato a casa, dopo essere stato trattenuto negli uffici della Questura fino a notte fonda, ma è stato iscritto nel registro degli indagati, al momento, per tentato omicidio. Questa l’ipotesi d’accusa per Luca Diaspro, la guardia giurata di 41 anni che l’altro pomeriggio alle 18, per cercare di bloccare la fuga dell’uomo che gli aveva appena strappato dalle mani il sacchetto contenente circa 50 mila euro, ovvero il prezzo pattuito da Toni Hudorovic per la vendita di 4 orologi, ha esploso 14 colpi di pistola in via Villafranca, a Santa Lucia. Una compravendita non andata a buon fine che rischiava di trasformarsi in tragedia: il ferito, 46 anni, è attualmente ricoverato in ospedale, al Policlinico, perché è stato raggiunto da due proiettili, alla gamba e alla schiena, è cosciente e non versa in pericolo di vita. Ma non è escluso che nelle prossime ore possa essere anch’egli iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di rapina, perchè ha malmenato la guardia giurata per sottrargli il denaro e per «seminarla» l’ha colpita con la portiera dell’auto. Diaspro a quel punto è caduto a terra, per cercare di impedire la fuga ha svuotato il caricatore e oltre a crivellare l’auto dei fuggiaschi un proiettile ha infranto i cristalli di una parcheggiata sotto al Giò Caffè. Poi è stato lui stesso a chiamare il 113 e quando sono arrivate le Volanti ha consegnato la Beretta, detenuta regolarmente, che è autorizzato a portare sempre con sé, anche quando non è in servizio. Tutto mentre i residenti, richiamati dagli spari, dai balconi hanno assistito a una scena che poteva sembrare quella di un film d’azione. Ha fornito la massima disponibilità ed è stato accompagnato negli uffici di lungadige Galtarossa dove è rimasto fino a tardi, poi ha fatto ritorno a casa e non è escluso che quanto prima, assistito dall’avvocato Valentina Lombardo, chieda di essere interrogato dal sostituto procuratore di turno per fissare e focalizzare ogni aspetto di quella che avrebbe dovuto essere una trattativa per l’acquisto di orologi di pregio ma che è degenerata in una rapina. E in una sparatoria. Stando ad una prima ricostruzione, Luca Diaspro, in passato titolare di una gioielleria e collezionista di orologi, circa due settimane fa, chiacchierando con un conoscente, aveva saputo che un tale Mario aveva a disposizione orologi di pregio. Tutto sarebbe iniziato così, con una telefonata e un appuntamento al quale Hudorovic era andato indossando un Daytona originale, il Rolex diventato icona legato al mondo dei piloti e dell’automobilismo. Un particolare che non era sfuggito all’ex orafo e che lo deve aver convinto della bontà della trattativa. Nessun accento sospetto, Hudorovic è veronese di etnia Rom, e l’appuntamento per l’acquisto, per conto di amici, era stato fissato per martedì pomeriggio. All’inizio avrebbero dovuto trovarsi in centro storico per sottoporre la merce alla valutazione di un orologiaio (anche se il signor Diaspro è un conoscitore esperto) ma all’ultimo momento c’è stato il cambio di programma e del luogo dell’appuntamento. Si sono trovati in via Villafranca, a Santa Lucia, la strada che, parallela a via Mantovana, delimita una zona residenziale tranquilla. A quel punto il venditore, che era in auto con una signora, ha spiegato che gli orologi erano nell’appartamento e che la donna sarebbe salita a prenderli. Diaspro non si era insospettito e a quel punto, considerato che di lì a un’ora avrebbe dovuto prendere servizio al Tosano, ha preso il denaro che aveva in auto e che teneva in un sacchetto di carta. Denaro che non era suo. Lo scambio non è mai avvenuto, Toni Hudorovic avrebbe iniziato a colpire la guardia giurata (è stato disinfettato prima in Questura perchè aveva numerose escoriazioni e graffi sul braccio, poi visitato in ospedale), gli ha strappato dalle mani il sacchetto ed è corso verso la macchina nera, una Alfa Romeo station vagon, alla cui guida c’era una donna che lo stava aspettando. Luca Diaspro lo ha raggiunto e ha cercato di bloccarlo per recuperare il denaro ma è stato centrato dalla portiera della macchina: Hudorovic l’aveva aperta con violenza con l’intenzione di colpirlo al torace per farlo cadere. Cosa che si è verificata. A quel punto, mentre era terra, ha iniziato a sparare, avrebbe confermato ai poliziotti che aveva mirato agli pneumatici ma due proiettili sono entrati nell’abitacolo e ferito il passeggero. Mentre la polizia, chiamata dalla guardia giurata, arrivava in via Villafranca l’Alfa Romeo crivellata di colpi arrivava al Policlinico. E mentre Diaspro veniva accompagnato in Questura il ferito era in sala operatoria. •

Fabiana Marcolini
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