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11.07.2019

«Temevo che l’auto prendesse il volo sollevata dal vento»

Detriti accumulati dalla tromba d’aria ai bordi della spiaggiaUna delle auto colpite dalle raffiche di vento e dalla grandine che ha distrutto i finestriniLa devastazione sulla spiaggia dopo che il violentissimo temporale si è abbattuto sulla zona del Conero distruggendo gli stabilimenti balneari. Numerosi i veronesi che si trovano in questi giorni in vacanza in zonaAlberi caduti sulla strada. Alcuni si sono abbattuti sulle auto
Detriti accumulati dalla tromba d’aria ai bordi della spiaggiaUna delle auto colpite dalle raffiche di vento e dalla grandine che ha distrutto i finestriniLa devastazione sulla spiaggia dopo che il violentissimo temporale si è abbattuto sulla zona del Conero distruggendo gli stabilimenti balneari. Numerosi i veronesi che si trovano in questi giorni in vacanza in zonaAlberi caduti sulla strada. Alcuni si sono abbattuti sulle auto

«Una cosa mai vista, sconvolgente, impressionante: intrappolato terrorizzato in un’auto che sembrava volersi sollevare dall’asfalto»: è drammatico anche il racconto che arriva da Marcelli di Numana, dove con la pensione ha preso residenza anche il giornalista veronese Raffaele Tomelleri. «Dovevo rientrare a Verona in serata e nel pomeriggio mi ero spostato in centro con mia figlia per alcune commissioni. Attorno alle 18.15 ha cominciato a piovere ed un secondo dopo s’è scatenata l’apocalisse: nel giro di qualche secondo», racconta Tomelleri, «dall’auto non riuscivo a vedere più niente se non un muro d’acqua. Soffiava un vento spaventoso ho avuto seriamente paura che il mio Suv si sollevasse da terra». Tomelleri e la figlia si ritrovano intrappolati in auto, a nemmeno 500 metri da una casa che non capiscono nemmeno più in che direzione si trovi: «Procedevo totalmente alla cieca come l’auto davanti a me che è andata a sbattere contro un segnale stradale mentre sull’altra carreggiata cadevano alberi», racconta. Tomelleri pensa che l’unico posto dove non ci sono alberi sia l’area del Palasport e in qualche modo prova ad orientarsi anche se la visibilità è totalmente inesistente. Cerca di raggiungerla e ci riesce: «Ci sono arrivato non so nemmeno io come, ma una volta nell’area degli impianti sportivi mi sono accorto che i pali di sostegno delle reti stavano cedendo. Vedevo cartelli stradali che cadevano, il salitone di Marcelli diventato un torrente che trascinava giù arredi, grossi tronchi, di tutto», racconta Tomelleri. All’improvviso ricorda che poco distante c’è un garage interrato ed è lì che vuole andare a ripararsi: «Procedendo come se fossi stato al buio, contro un muro d’acqua e di grandine, tra decine di auto che cercavano riparo e sballottato dal vento ci sono arrivato e lì sono rimasto per venti interminabili minuti, tanto è durato questo inferno terrificante. Faceva davvero paura», aggiunge, «mai vista una cosa del genere». La calma che segue la furia meteo in pochi istante rivela un paesaggio spettrale: «Marcelli era devastata, detriti e materiali di ogni genere disseminati ovunque e tantissimi alberi, quelli che sono sempre stati parte della straordinaria bellezza di questa zona, letteralmente strappati via». Lentamente prova a dirigersi verso casa schivando tutto ciò che intralcia le strade: «La potenza del vento, che credo soffiasse almeno a 100 chilometri l’ora, l’ho vista allora: grossi alberi lungo le strade, il giardino di casa disintegrato, il pesante tavolo che avevo in giardino spazzato via e fermato nel suo volo verso la strada solo dalla staccionata, sedie finite a 20 metri da dove si trovavano». «Non ho mai visto una cosa del genere», conclude, «è stata un’esperienza terrificante sul serio: ha davvero del miracoloso che di tragedie e di vittime non ce ne siano state». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Dalli Cani
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