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19.11.2019

«Tagli solo per sicurezza»

L’albero caduto nei giorni scorsi in Viale Bixio
L’albero caduto nei giorni scorsi in Viale Bixio

Dice il saggio cinese: «Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce». I tronchi a terra sono quelli abbattuti dal maltempo. O dalle motoseghe di Amia, per manifesta incurabilità. Bruno Tacchella, il presidente, fa proprio l’aforisma del filosofo Lao Tzu. «Verona conta circa 60mila piante. Alcune vengono sacrificate, sempre previa perizia, perché ormai alla fine del ciclo vitale e fonte di rischio», spiega. «Ma il “bosco urbano“ cresce con 3-400 piantumazioni l’anno, ben più delle 200 previste». Parlando in termini di vile denaro «i circa due milioni di disavanzo derivano, pressoché interamente, dal capitolo “cura del verde“», aggiunge il presidente di Amia. Una «prova di trazione», la verifica e certificazione della stabilità di un fusto («Operazione necessaria in caso di presunto rischio, ben prima della decisione di abbattere») costa circa 500 euro. Moltiplicando per decine o centinaia la spesa lievita considerevolmente. IL CONTROLLO. I cittadini vigilano. Ultimo caso l’altro ieri in viale Nino Bixio. «Albero crolla nel pomeriggio a poca distanza da passanti. Nonostante le ripetute segnalazioni al Comune nessuno interviene... Come si vede dalle immagini, le piante non hanno radici». Tutto vero. «Per quanto ci risulta il colpo di grazia è arrivato da un automezzo in movimento per rimuovere le transenne della Verona Marathon», precisa Tacchella. «Ma ciò non toglie che il problema esista e l’attività di controllo sia massima in relazione alle disponibilità. Anche se poi», sottolinea, «salgono le proteste quando si decida di tagliare una pianta, proprio per evitare rischi ai cittadini». Tra gli ultimi casi alcuni platani dei giardini Lombroso. «Erano completamente cavi all’interno, oggettivamente senza più garanzie di stabilità», spiega Marco Magnano, responsabile per Amia del settore del verde pubblico. «Escludendo eventi davvero eccezionali Verona non manifesta gravi problemi, anche se va tenuta presente l’età del suo patrimonio arboreo inserito, è bene ricordarlo, in un contesto urbano». IL PIANO VERDE. Sono soprattutto gli uomini a fare la differenza, anche per le piante. Pini marittimi dall’apparato sotterrano che crescendo spacca i marmi e l’asfalto. Interventi continui sulle strade che danneggiano le radici. «Aggiungiamo certe potature non effettuate a regola d’arte nel passato, l’aggressione da parte di funghi che ha tempi di latenza anche di un paio di decenni, con effetti talvolta invisibili se non sulla scorta di controlli mirati ed avremo un quadro abbastanza chiaro», osserva Magnano. La scure cala, spiegano i tecnici di Amia, solo come «ultima soluzione». «Il “piano del verde“, la mappatura fusto per fusto del nostro patrimonio arboreo, servirà certamente», commenta Bruno Tacchella. «Ma per raggiungere la perfezione nella gestione servirebbero fondi ben più consistenti. Nelle condizioni attuali si sta facendo ciò che è ragionevolmente possibile». Quanto alle polemiche e proteste per ogni albero «sacrificato» il presidente di Amia vede una sola soluzione. «Organizzeremo incontri, per ora con la prima e seconda Circoscrizione, per illustrare i criteri, le verifiche e le criticità nella gestione del verde. Spiegando ai cittadini perché, talvolta, sia necessario abbattere un albero e piantarne uno nuovo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

P.M.
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