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24.08.2019

Strada a rischio crolli, Veronetta in tilt

L’inizio dello scavo che si è reso necessario dopo la scoperta delle infiltrazioni sotto Interrato dell’Acqua Morta: l’intervento sarà complessoL’acqua scoperta durante i lavori: a rischio la stabilità della stradaLa strada subito chiusa dalla Municipale FOTO MARCHIORI
L’inizio dello scavo che si è reso necessario dopo la scoperta delle infiltrazioni sotto Interrato dell’Acqua Morta: l’intervento sarà complessoL’acqua scoperta durante i lavori: a rischio la stabilità della stradaLa strada subito chiusa dalla Municipale FOTO MARCHIORI

Traffico in tilt e ruspe al lavoro da ieri a Veronetta, dopo l’allarme su possibili crolli e cedimenti stradali in Interrato dell’Acqua Morta. Sono stati gli operai al lavoro nel cantiere su via Ponte Pignolo, nella zona adiacente piazza Isolo, ad imbattersi, nella mattinata di ieri, in un grosso sversamento di acque reflue e liquami fognari, che hanno pressoché inondato gli scavi arrivati a sei metri di profondità. L’allagamento sotterraneo di liquami è stato causato, molto probabilmente, dal cedimento di una vecchia condotta - si tratta di strutture a volta di tre metri di diametro risalenti agli anni ’30 - che attraversa, a circa tre metri di profondità, Interrato dell’Acqua Morta. Il cantiere in atto per la realizzazione di nuove reti per la separazione delle acque bianche e nere e di raccolta e smaltimento delle acque piovane - interventi del costo di quasi due milioni di euro che dovrebbero ovviare al problema dei frequenti allagamenti nel quartiere di Veronetta e del Teatro Romano - si trova su entrambi i lati della strada che, grazie a una tecnica costruttiva innovativa, sarebbe stata risparmiata dalla chiusura alla viabilità. La scoperta della falla e delle infiltrazioni che stanno provocando anche crolli di terreno all’interno del tunnel sottostante arrivato fino a circa metà della carreggiata, ha però mandato all’aria il piano originario. Per verificare il problema e procedere all’eventuale sostituzione della condotta danneggiata si dovrà infatti rimuovere l’asfalto e scavare per tre metri. Il tratto tra l’incrocio semaforico con via Carducci fino ai giardini della Giarina è stato immediatamente chiuso al traffico dalla polizia municipale, che raccomanda agli automobilisti di scegliere percorsi alternativi per non rimanere imbottigliati, poiché è forte il rischio che si possano verificare cedimenti della strada. Le linee dei mezzi pubblici, intanto, sono già state deviate sulle vie circostanti. Bisogna quindi ringraziare il cantiere. Cosa sarebbe successo se la grave infiltrazione non fosse stata scoperta in tempo? Tutti ricordano la voragine, in cui era caduta un’auto fortunatamente senza conseguenze per il guidatore, apertasi in corso Porta Nuova alla vigilia della sfilata di Carnevale Oggi e domani nessuno potrà passare. Tuttavia, è molto probabile che la chiusura si protragga anche la prossima settimana, con gravi disagi per chi viaggia. Lunedì, tra l’altro, le scuole riapriranno per gli esami di riparazione. Per fronteggiare l’emergenza, il comandante della polizia municipale Luigi Altamura chiede al Comune di aprire la Zona a traffico limitato. Le vetture provenienti da Ponte Pietra, intanto, vengono dirottate su lungadige Re Teodorico e chi arriva dal lato opposto viene deviato su via Carducci, per poi proseguire su via Santa Chiara. «Previsioni sulla durata della chiusura al traffico non se ne possono fare», afferma l’assessore alle strade Marco Padovani, «perché dobbiamo prima verificare l’entità del problema e quanto tempo ci vorrà per risolverlo». Sul posto, per fare il punto della situazione arrivano anche i vertici di Acque Veronesi, la società pubblica che sta eseguendo i lavori. «Questa era la parte più delicata del cantiere e quando eravamo già a buon punto ci siamo imbattuti in un imprevisto che ci costringe a intervenire sulla strada, interrompendo così la viabilità», esclama il presidente Roberto Mantovanelli, accompagnato dal vicedirettore Mirko Corrà, dal direttore Silvio Peroni e dal direttore tecnico Umberto Anti. «Ci vorranno due giorni per capire l’origine del problema e in base a quanto troveremo si valuteranno i tempi di intervento». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enrico Santi
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