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28.01.2020

Smog alle stelle
Pm10 a 73 µg
Stop alle auto

Quattro giornate di fila. Polveri sottili oltre il limite di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Sulla scorta dell’accordo interregionale per il Bacino Padano, in vigore dal 19 ottobre, scatta la cosiddetta «allerta arancio»: stop alla circolazione, da oggi fino a giovedì incluso, per i veicoli privati alimentati a gasolio fino alla classe di emissione «euro 4», finora risparmiata dalle limitazioni.

 

Anche ieri, 27 gennaio, i dati pubblicati dall'Arpav indicavano quantità di Pm10 oltre la soglia: 71 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) nella centralina di rilevamento di Borgo Milano, e di 73 al Giarol Grande.

 

Una massa di automobili e furgoni che, per capoluogo e provincia, equivale secondo dati forniti dall’Aci e aggiornati al 2018, a circa 182mila mezzi a motore nelle categorie sottoposte a restrizione, di cui poco meno di 38mila circolanti nel solo territorio comunale scaligero. Il provvedimento, finora evitato grazie alle variabili meteorologiche, viene adottato sulla scorta delle rilevazioni della centralina Arpav, di riferimento per il territorio urbano, collocata al Giarol Grande.

 

Di inquinamento atmosferico se ne era parlato in modo approfondito con gli esperti nell'ultimo Forum de L'Arena (VIDEO)

Il superamento della «soglia 50» nella concentrazione atmosferica delle «Pm10» è stato infatti registrato per quattro giornate consecutive: giovedì 23 (57); venerdì 24 (70); sabato 25 gennaio (66) e domenica 26 (71). La quaterna di superamenti, in base al dettato dell’Accordo per il Bacino padano, impone la limitazione temporanea del traffico, da cui resta escluso il trasporto pubblico. Giovedì una nuova valutazione dei dati sull’inquinamento atmosferico da polveri sottili stabilirà se il divieto sia destinato a proseguire o a rientrare.

 

Situazione d’allerta «arancio», con relativi divieti, anche per diversi Comuni della provincia: Bussolengo, Buttapietra, Castel d’Azzano, Fumane, Grezzana, Lavagno, Mezzane di Sotto, Negrar, Pescantina, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, San Pietro Incariano, Sommacampagna, Sona e Villafranca.

 

Il provvedimento legato alla viabilità si aggiunge alle misure preventive contro lo smog già in vigore sul territorio comunale, che includono il divieto di circolazione, dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 18,30, per i veicoli alimentati a benzina «euro 0» e «1» (poco meno di 11mila nel capoluogo e 39mila nei Comuni del Veronese, secondo i dati Aci) e quelli a gasolio, fino alla categoria «euro 3»: 92 mila in tutto, di cui poco più di 18mila nel territorio di Verona.

 

L’allerta «arancio» per gli automobilisti sarà ricordata, da oggi e per tutta la durata delle restrizioni, anche dai pannelli a messaggio variabile sulla rete viaria comunale. Più difficile da tenere sotto controllo ma tuttora in vigore anche il divieto di utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (inclusi i «pellet») quando sia presente un impianto di riscaldamento alternativo. Sfuggono alla restrizione solo gli impianti che siano omologati almeno per la classe «tre stelle».

 

Interdetta anche la dispersione nell’ambiente di liquami zootecnici. Un po’ di vento e qualche goccia di pioggia «in extremis» avevano evitato finora il ricorso alla limitazione più incisiva della circolazione privata. Il cui passo successivo, in caso di allerta al «rosso», equivarrebbe allo stop anche il traffico commerciale, con le evidenti conseguenze per le categorie economiche.

 

Lo scorso anno «l’arancio» era scattato la prima volta l’11 gennaio, protraendosi fino al 17, con una replica dal 19 al 25 e infine dal 5 al 7 marzo. «Finora la nostra zona ha beneficiato della condizione meteorologica favorevole, con vento da Ovest e alcune piogge», spiega l’assessore all’Ambiente, Ilaria Segala. Poi ammette: «Era purtroppo evidente come il nostro microclima non sarebbe bastato a differenziarci del tutto dal resto del Nord Italia, da settimane ormai in “allerta arancio“. Il nostro impegno per la qualità dell’aria resta comunque costante, con nuove piantumazioni di alberi, scelte urbanistiche e attenzione verso la mobilità sostenibile». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Mozzo
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