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25.03.2020

«Si rischiano altre violenze in casa»

Sempre più le donne vittime di violenza in casa
Sempre più le donne vittime di violenza in casa

Un momento difficile per tutti, chiusi tra le quattro mura di casa senza poter uscire. Ma una situazione che può diventare un inferno per tante donne, costrette a passare molto più tempo rispetto a prima con uomini che le maltrattano con violenze fisiche e psicologiche quotidiane. Con grandi dubbi e tanta incertezza su cosa fare. Come Maria (usiamo un nome di fantasia), donna veronese che in queste settimane di quarantena è costretta a subire i soprusi del marito, come e più di prima: perchè se è vero che i maltrattamenti erano iniziati da tempo, in questo periodo con lui di fianco per gran parte della giornata la situazione si è fatta insostenibile. Senza sapere nemmeno come muoversi. «Posso andare da mia sorella, posso uscire di casa nonostante le restrizioni del governo?», è la domanda che Maria ha fatto al centro Petra Antiviolenza, il servizio gratuito del Comune di Verona di consulenza psicologica, sociale e legale per donne che subiscono violenza tra le mura domestiche. Ma tra le storie di questo periodo c’è anche quella di Laura (altro nome di fantasia, ndr), signora preoccupata di poter ospitare o meno la figlia incinta. «In casa loro lui è sempre molto arrabbiato - per usare un termine che di certo non spiega appieno la violenza del soggetto in questione - e mia figlia aspetta un bambino, posso ospitarla a casa mia? In questo momento tra l’altro non mi sento di fare denuncia», è un’altra richiesta arrivata al punto di ascolto scaligero, come spiega la responsabile Elisabetta. «Le abbiamo detto che può assolutamente ospitarla, e che se in questo momento non vuole fare la denuncia faccia mandare una raccomandata dicendo che si ferma dalla mamma. Come anche abbiamo confermato all’altra donna che può spostarsi dalla sorella, magari senza questa assicurazione sarebbe rimasta accanto al marito a subire altre violenze». Le responsabili del servizio antiviolenza, in cui lavorano anche altre due psicologhe, ricordano come il centro Petra sia sempre aperto anche in questo periodo. «Siamo sempre operativi al numero 800392722, 24 ore su 24 ed è possibile anche lasciare un messaggio, abbiamo confermato anche la nostra disponibilità al numero nazionale 1522. E se qualcuna non sa come venire da noi per il colloquio, deve dire che va a fare la spesa ed eventualmente se viene fermata dalle forze dell’ordine noi confermeremo l’appuntamento senza alcun problema». Un segnale importante per tutte le donne, in un periodo in cui si è costretti a passare molto più tempo assieme dentro le mura di casa. «In questo momento storico se c’è violenza bisogna chiamare le forze dell’ordine e far allontanare lui, soprattutto in caso di presenza di bambini», ricorda la responsabile, «Noi comunque abbiamo sempre attiva anche la nostra casa rifugio, al momento è piena e le educatrici sono disponibili 24 ore su 24». La preoccupazione è grande, con il timore che si possa sfociare in altra aggressività, come confermano al centro Petra. «Prima o usciva lei oppure lui, magari si sfogava in altro modo e comunque le occasioni di contatto erano molto meno. Ad oggi abbiamo in monitoraggio circa 100 donne tra nuove e vecchie situazione, e finora nel 2020 abbiamo già fatto 267 colloqui. Alle donne diciamo di non avere paura, noi ci siamo, e per strada girano anche tante forze dell’ordine, rivolgetevi anche a loro in qualsiasi caso». «Mi dicono che le telefonate sono più lunghe dell’ordinario, perchè in questo momento già difficile le donne che subiscono violenze, fisiche ma anche psicologiche, economiche e di molti altri tipi, sono molto provate», conferma Francesca Briani, assessore alle pari opportunità, «serve una presenza costante che Verona sa dare, questa città è speciale per i servizi e le persone. L’attenzione però deve sempre massima affinchè nessuna donna si senta in trappola, e tutti dobbiamo essere delle sentinelle pronti a segnalare qualcosa di anomalo». •

Luca Mazzara
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