RITORNO SUI BANCHI

Scuola, in classe 109mila studenti. Terzo anno segnato dall'emergenza Covid

L’Educandato Agli Angeli di via Battisti saluta così il ritorno degli alunni (Foto Marchiori)
L’Educandato Agli Angeli di via Battisti saluta così il ritorno degli alunni (Foto Marchiori)
Inizio della scuola a Verona (Marchiori)

Qualche decina in più sarebbe bastata. Il numero «tondo» è sfiorato per poco: stando alle cifre ufficiali oggi sui banchi, dal capoluogo alla più remota scuola della provincia veronese, torneranno infatti 109.862 alunni. I piccolissimi (7.500 per il grado dell’infanzia, comunemente detto asilo); i più grandicelli (41.547 alle elementari), i «fratellini» delle medie (25.039) e i «fratelloni» delle superiori, 35.776. Si riparte, dopo tre anni a singhiozzo causa Covid-19: 2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022. Con tutti gli scongiuri del caso la fine delle lezioni, per il Veneto, è fissata per l’8 giugno. Green pass obbligatorio per i docenti, mascherine ancora da indossare in classe. Cinquecento corse in più per la rete Atv del trasporto pubblico, di cui 92 garantite da operatori privati. Si gioca tutto in una mano: poche settimane per capire se la scuola potrà convivere, senza ulteriori scosse, con la pandemia. Il computer, stravaccati sul letto, resta l’ultima risorsa. «Sarebbe bello», confessa Giovanna Francia, docente di Inglese alle medie, «se Dad restasse solo il diminutivo familiare di “daddy“, papà».

 

Covid/1 Agisce come un veleno paralizzante, ormai da due anni: il virus (e le sue varianti) rimane l’incognita irrisolvibile sull’anno scolastico 2021-2022. Gli studenti, in classe, dovranno almeno per ora tenere la mascherina sul volto. L’ipotesi di eliminare l’obbligo, quantomeno nelle classi in cui tutti risultassero vaccinati, si scontra con le possibili discriminazioni nei confronti di chi (anche un solo alunno) non avesse effettuato la profilassi. «Un rischio», osservava di recente il rappresentante per il Veronese dell’Associazione nazionale presidi, Flavio Filini. «Senza contare l’aggressività delle varianti e la protezione non totalmente garantita anche nelle persone vaccinate». Troppo presto, dunque, per rivedere facce e smorfie di professori e studenti, di qua e di là della cattedra. L’Ufficio scolastico regionale, ha intanto attivato una rete di «scuole sentinella» (15 medie superiore, sette nel grado inferiore, quattro in totale nel Veronese) per una verifica dei possibili casi di contagio per mezzo di esami salivari, comunque con metodo di analisi molecolare. Una metodologia che, sulla scia di uno studio dell’Ospedale «Sacro Cuore» di Negrar, è già stata riconosciuta come valida dal Governo. La campagna di controllo «ad hoc» coinvolgerà, ogni due settimane, 1.500 alunni delle primarie e medie veronesi, frequentate dalla fascia d’età al di sotto dei 14 anni, la meno coinvolta nella vaccinazione di massa. Una tecnica d’indagine meno invasiva del classico tampone ed altrettanto efficace e rapida, forse destinata a divenire, in futuro, uno «standard».

 

Covid/2 Il decreto legge 122 del 10 settembre introduce anche una novità. Valida fino alla fine dello stato d’emergenza, al momento fissato al 31 dicembre. L’ingresso nelle strutture scolastiche, per tutti gli operatori esterni (tecnici, fornitori, manutentori) è soggetto alla presentazione della «certificazione verde», da tampone o ciclo vaccinale. Una norma «di servizio» per gli addetti ai lavori ma che potrebbe avere effetto su alcuni casi, piuttosto frequenti, soprattutto nei gradi inferiori. Il bambino con il «mal di pancia» o l’adolescente delle medie «in crisi» per qualche motivo, potranno essere recuperati negli spazi scolastici interni dai familiari solo se questi siano in possesso del «certificato anti-Covid. In caso contrario sarà il personale dell’istituto a condurre all’esterno l’alunno per affidarlo ai genitori o parenti.

 

Trasporti Il servizio di Atv, potenziato quanto numero di corse e mezzi, va alla prova oggi. A bordo si sale solo con la mascherina Ffp2: un utente che non la indossasse rappresenterebbe, per il conducente, un motivo per fermare la corsa. Già spazzati via, intanto, alcuni dubbi: nessuna necessità di Green pass per i tragitti che sconfinino in altre Regioni (Riva del Garda in Trentino e Castelmassa nel Rodigino), poiché il trasporto pubblico locale non rientra nelle tratte «a lunga percorrenza» per cui è richiesta la certificazione. L’azienda veronese mette in campo 500 passaggi aggiuntivi e 35 «facilitatori», dislocati nei centri nevralgici di intersezione del traffico, per evitare assembramenti, soprattutto nelle ore di punta, e verificare il funzionamento del sistema, modificabile sulla base delle esigenze.

 

La Polizia Locale garantirà una sorveglianza aggiuntiva (anche in termini di ordine pubblico) ma, in particolare, con la vigilanza su un volume di traffico che, nei primi giorni della ripresa scolastica, rischia di raggiungere la congestione. Con un appello al buon senso: «Evitare quanto più possibile l’uso derl mezzo privato e rispettare scrupolosamente il Codice della Strada». Questione di sicurezza, ma anche di relativa scorrevolezza del traffico. È un «D-Day», oggi: dove la «D», si spera, starà solo per «didattica». Senza aggiunte digitali «a distanza».

Paolo Mozzo

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