Scontri in centro, perquisite le case di esponenti di estrema destra: 15 denunciati

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Scontri in piazza Erbe la sera del 28 ottobre 2020
Scontri in piazza Erbe la sera del 28 ottobre 2020
Scontri in centro a Verona 28 ottobre

AGGIORNAMENTO:

Alle prime ore dell’alba, gli uomini della Digos scaligera hanno perquisito le abitazioni di alcuni individui ritenuti responsabili dei gravi disordini verificatisi lo scorso 28 ottobre in piazza Erbe. In quell’occasione, un gruppo di circa 1500 manifestanti, senza alcun preavviso all’Autorità di Pubblica Sicurezza, aveva dato vita a un corteo contro il Governo da corso Porta Nuova fino in piazza Erbe, con lanci di fumogeni e bombe carta, e poi, bloccato dalla polizia il tentativo di raggiunge la Prefettura in piazza dei Signori, è iniziata la guerriglia urbana, con il tentativo violento di sfondare lo sbarramento e lanci di sedie, tavoli, bottiglie di vetro, fumogeni, petardi, sassi e bombe carta. Sei poliziotti erano rimasti feriti, due dei quali con prognosi oltre i 30 giorni, e  danneggiati i plateatici di due bar e la vetrata della farmacia. Alla fine furono portati in questura 12 giovani, 2 dei quali denunciati a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. 

 

La successiva indagine, coordinata dai Sostituti Procuratori Marco Zenatelli, della Procura di Verona, e Giulia Dal Pos della Procura per i Minorenni di Venezia, ha portato, per il momento, all’individuazione di quindici persone, tutte responsabili – a vario titolo - di devastazione e saccheggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale aggravate, lesioni personali aggravate, lancio e utilizzo nel corso di manifestazioni pubbliche di artifizi pirotecnici e/o altri oggetti atti ad offendere e manifestazione non preavvisata.

Questa mattina le perquisizioni domiciliari sia in città che in provincia, e il sequestro di diversi capi di abbigliamento indossati nel corso della manifestazione.

I denunciati hanno tra i 15 ed i 43 anni. Oltre a sei minorenni (due dei quali attualmente divenuti maggiorenni), anche 4 noti militanti nelle compagini dell’estrema destra scaligera, alcuni dei quali con precedenti penali per reati contro la persona e per reati “da stadio”.  Deferiti all’autorità giudiziaria per la violazione dell’art. 18 TULPS anche un noto sostenitore dell’Hellas Verona, di 58 anni, con precedenti per lesioni personali, produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e divieto di accesso nei luoghi in cui si svolgono competizioni sportive, ed un titolare di un esercizio pubblico veronese, ritenuti responsabili entrambi di aver preso parte attiva alla manifestazione non autorizzata, assumendo atteggiamenti tipici e qualificanti un promotore.

Tutti gli indagati sono stati anche multati in base alla normativa anti-Covid per circa 6000 euro. Le indagini della Digos proseguono.

 

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Dalle prime ore di oggi la Digos di Verona sta perquisendo le abitazioni di alcuni esponenti di destra, ritenuti responsabili dei gravi fatti di violenza commessi nella serata del 28 ottobre scorso in pieno centro cittadino. Una manifestazione non autorizzata, sfociata in guerriglia urbana, aveva visto per tre ore consecutive le forze dell’ordine fronteggiare gruppi violenti che al grido di «libertà» avevano danneggiato alcuni esercizi pubblici per protesta contro le restrizioni del governo Conte contro la pandemia. Nel corso della mattinata verranno resi noti gli esiti dell’operazione tuttora in corso.

 

Notizia in aggiornamento

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