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04.06.2020

Zaia: «Criminalità
che trova in Veneto
terreno fertile»

Non si sono fatte attendere le reazioni alla notizia dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Venezia che ha portato alla scoperta di una "cellula" veronese della cosca Arena-Nicoscia con misure cautelari nei confronti di 26 indagati.

 

“La giustizia deve fare il suo corso e accertare le responsabilità. La nostra città non può essere associata a attività illecite, tanto meno di stampo mafioso”, ha detto il sindaco di Verona, Federico Sboarina. “Ho sempre detto, senza mezzi termini, che le mafie di qualsiasi tipo mi fanno orrore, a maggior ragione se hanno a che fare con amministratori pubblici. A Verona stiamo lavorando per erigere muri invalicabili alle infiltrazioni, proprio pochi giorni fa con il prefetto abbiamo lanciato l’allarme perché l’attuale crisi economica può essere terreno fertile». Per il sindaco "bisogna fare di tutto per evitare nuove infiltrazioni, ma devono essere estirpate anche quelle vecchie".

 

«Questo ennesimo successo della Dda e della Procura di Venezia è la dimostrazione che la guardia non va mai abbassata, perchè questo tipo di criminalità può trovare nel territorio veneto un substrato purtroppo favorevole», commenta il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. «Fa molto piacere constatare ancora una volta - aggiunge - che c’è chi lavora ogni giorno per la nostra sicurezza, per la legalità e perchè l’economia sana non abbia una concorrenza sleale e criminale. A maggior ragione - conclude Zaia - è anche compito di tutti noi cittadini essere collaborativi, segnalando ogni minima situazione sospetta. Tutto questo aldilà del caso specifico, per il quale attendiamo gli sviluppi con la consueta, totale, fiducia nella magistratura».

 

"Sapevamo che la ’Ndrangheta era presente a Verona ma mai avremmo pensato che il radicamento delle cosche fosse tale da poter costituirne una locale autonoma e indipendente, come emerge dalle indagini della Dia di Venezia e delle Squadre Mobili di Verona e Venezia. Preoccupano, in particolare, i possibili collegamenti con la politica locale, in particolare con l’importante azienda del Comune di Verona, l’Amia, e con l’ex sindaco Tosi, che risulta indagato”, commenta Francesca Businarolo, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputata M5S. “Insieme agli altri parlamentari veneti del Pd”, scrive su Facebook la deputata Alessia Rotta, “ho scritto al ministro dell’Interno perché presieda a Verona un Comitato per l’Ordine pubblico e la Sicurezza Pubblica dopo l’operazione anticriminalità di oggi. Già lo scorso anno tre inchieste della Procura Distrettuale Antimafia di Venezia avevano portato a più di 100 arresti in un mese in tutta la Regione, in particolare nelle province di Venezia e Verona, dimostrando come quel territorio sia ormai pervaso dalle organizzazioni criminali”. E il deputato del Pd Diego Zardini: “Con l'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, si sono evidenziati fatti di inaudita gravità per il nostro territorio che pare coinvolgano anche pezzi di pubblica amministrazione”.

 

"La maxi operazione anti Ndrangheta a Verona certifica, ancora una volta, la presenza ormai radicata della criminalità organizzata anche in Veneto. Purtroppo non ci sorprende visto che lo denunciamo da tempo, a differenza di chi si ostina a dire, con voce sempre più flebile, che al Nord la mafia non esiste”. Così Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Pd. “Non ci sono più zone franche. Serve un impegno da parte di tutte le istituzioni anche perché con la crisi economica conseguente all’epidemia di Covid, i tentativi di infiltrazione nel tessuto economico e sociale della nostra regione sono destinati ad aumentare”.

 

E Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, attacca l’attuale amministrazione, “ora sfiorata anche da inchieste di ndrangheta come evidenziano gli arresti domiciliari a Andrea Miglioranzi: già presidente Amia in epoca tosiana, aveva ricevuto incarichi nell'ambito dell'amministrazione Sboarina in alcune sotto-partecipate. Ultimamente era stato accolto a braccia aperte assieme a Gigi Pisa in Fratelli d’Italia nel maggio 2019 dallo stesso presidente del consiglio comunale Ciro Maschio”. Sull’operazione è intervenuto anche il movimento civico Traguardi: “E’ chiaro che Verona deve iniziare a porsi seriamente, e in maniera collettiva, il problema delle infiltrazioni malavitose. Se gli apparati dello Stato sono sempre stati vigili, è la città nel suo complesso che deve aprire gli occhi, per liberarsi da una presenza che negli ultimi anni è penetrata con sempre maggiore violenza nel nostro tessuto economico, sociale e politico. Ammettere la presenza della criminalità organizzata a Verona non è un segno di debolezza, ma il primo passo per permettere alla città di reagire, doppiamente urgente in un momento come questo, con la crisi economica che rende la malavita ancora più forte, grazie alla grande disponibilità di denaro, e decisa a infiltrarsi nel nostro territorio”.

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