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19.01.2020

San Fermo,
l'Annunciazione
torna a splendere

San Fermo, ritorna all’antico splendore l’Annunciazione del chiostro. Il restauro è stato reso possibile grazie ai liberi contributi offerti nella campagna di raccolta fondi chiamata «I care, ci tengo» promossa dall’associazione Chiese Vive. Altri interventi interessano il portale che si trova tra le due scalinate di accesso alle chiese (inferiore e superiore).

 

In particolare, su un affresco di una Madonna col Bambino e varie stratificazioni di epoche diverse (dal XII al XV secolo circa). Al di sotto dell’Annunciazione, che con molta probabilità è stata eseguita dalla bottega del Maestro del Redentore, si trova una deesis (tema iconografico cristiano di ambito bizantino) con i quattro evangelisti e i loro simboli disposti attorno al Cristo. Di fronte c’è una Crocifissione. Accanto, la lastra tombale del giurista Antonio Pelacani (1327).

 

I lavori di restauro e conservazione si estendono sull’area del chiostro prossima agli ingressi delle due chiese e prevedono una nuova sala espositiva con ampie vetrate e pannelli che ne ripercorrono la storia: dalla chiesa paleocristiana (sono visibili le fondamenta nella chiesa inferiore), a quella benedettina e alla superiore francescana. L’affresco raffigurante l’Annunciazione si trova al di sotto di un arco di sostegno della scala che porta nella chiesa superiore ed è tra i soggetti più rappresentati nella storia dell’arte. L’immagine trae ispirazione dal Vangelo di Luca (Lc 1,26-38) e dal Vangelo di Matteo (Mt 1,18-24).

 

«L’Annunciazione del chiostro è una delle otto attualmente presenti nel complesso di San Fermo Maggiore», commenta don Maurizio Viviani, parroco e direttore del Museo diocesano d’arte sacra che ha sede nella chiesa. «Con il suo “sì, Maria riesce ad offrirsi come modello ed icona di moltissime persone che con il loro semplice e, talvolta, quotidiano e sconosciuto “sì” riescono ad unirsi, ad agganciarsi, al volere e al progetto di Dio». La solennità dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria ricorre il 25 marzo. 

Marco Cerpelloni
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