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28.02.2019

Nata dopo un incidente in auto. «Che spavento, per fortuna è andato tutto bene»

Mamma Dorisa con la piccola Brea e i medici Bergamini e Papadopoulos al Confortini DIENNE
Mamma Dorisa con la piccola Brea e i medici Bergamini e Papadopoulos al Confortini DIENNE

Brea ha un delizioso musetto avvolto in una nuvola di cotone rosa. È in braccio alla sua mamma e riposa tranquilla nel letto del padiglione trenta del reparto di ostetricia dell’Ospedale della donna e del bambino. Di tanto in tanto muove le manine e sbadiglia.

La piccola è venuta al mondo l’altra sera, poco dopo un incidente stradale. Mamma Dorisa Hyka e papà Aldo Troklini stavano viaggiando verso l’ospedale perchè Dorisa, al nono mese di gravidanza, aveva iniziato il travaglio. Ma arrivati tra via Redipuglia e via Centro la loro auto, una Opel Meriva si è scontrata con una Dacia Sandero. Sulle cause indaga la polizia Locale. «Ho preso uno spavento», dice mamma Dorisa, una ventiduenne che ha il volto di una bambolina, «ho subito temuto per la nostra bambina. Eravamo stati da una parente a cena, a San Massimo, quando ho iniziato a sentire le contrazioni e siamo saliti in auto per venire in ospedale. Per fortuna è andato tutto bene. Siamo felici».

 

Dorisa è in Italia da tre anni, il marito da sei, sono entrambi albanesi. Brea, sarà una dei 3.500 bambini fatti nascere all’Ospedale della donna e del bambino, il 15% dei quali da coppie straniere. Ieri accanto a Brea e alla mamma c’erano il direttore Valentino Bergamini e il responsabile dell’ostetricia B, Nikolaos Papadopoulos. «Raccomandiamo sempre a tutte le donne incinta di agganciare la cintura di sicurezza quando sono in auto», dice Papadopoulos, «è necessario mettere la parte altra tra i seni e quella bassa sotto la pancia, per intenderci. Ma è importante perchè si evita che la donna oltre ad essere colpita dall’airbag che esplode, possa anche andare a sbattere. Sfatiamo poi la credenza popolare che uno spavento possa far partorire in anticipo, non è assolutamente vero. Come non è vera la credenza popolare che a seguito di uno spavento, il piccolo possa nascere con ciuffi di capelli bianchi o macchioline bianche sulla pelle».

«Ogni anno, a causa di incidenti a basso impatto, facciamo nascere circa una decina di bambini. Non è detto che a seguito di un incidente a una donna incinta sia necessario anticipare il parto, ma siamo pronti anche a questa evenienza, c’è una choc room con sala operatoria pronta per questo e per parti cesarei da fare in urgenza», spiega il dottor Bergamini, «consigliamo comunque sempre alle donne incinta che abbiano avuto un incidente di recarsi in ospedale per fare un controllo.

Una cardiotocografia ed un’ecografia, sono analisi che possono togliere ogni dubbio su possibili conseguenze dopo un incidente. Ventiquattro ore di monitoraggio, spesso sono comunque sufficienti per poi dimettere la paziente e farla tornare quando la gravidanza arriva al termine. Ma tutto è imprevedibile, abbiamo fatto nascere bimbi nella hall dell’ospedale e alcuni sono nati venendo qui, in automobile». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Vaccari
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